Convegno nazionale dei Dirigenti scolastici "L'Autonomia scolastica 10 anni dopo" - Prima giornata

  • 17:30

    La giornata si avvia alla conclusione. Prima di lasciare la sala, Armando Catalano, comunica ai presenti un'ultimora: è stata cancellata dal ddl sicurezza la norma che prevedeva la presentazione del permesso di soggiorno per iscriversi alla scuola dell'obbligo. Marcia indietro, dunque, della maggioranza di Governo che trova l'accordo e abolisce i "presidi-spia".

    Una notizia che i partecipanti accolgono con un applauso, a sottolineare anche l'impegno della FLC Cgil che nelle scorse settimane si è fatta promotrice, insieme alla CGIL, della campagna "Noi educhiamo, non denunciamo!".

    L'appuntamento è per domani, alle ore 9,30, per la terza e conclusiva sessione dei lavori del convegno, che continueremo a seguire in diretta sul nostro sito e su https://www.mogulus.com/inschibboleth.

  • 16:50

    Mario Ricciardi è Docente di Relazioni Industriali all'Università di Bologna e componente del Comitato Direttivo dell'ARAN. Contrattazione ed autonomia, afferma, sono due concetti che hanno interrelazioni tra loro, ma muovono su terreni e con logiche distinte.

    La contrattazione ha una logica sua propria, collocandosi nel campo degli interessi prevalentemente economici. L' autonomia è, invece, un concetto che si colloca nell'ambito organizzativo, politico e sociale, ha come riferimento la scuola nella sua interezza e complessità, e il rapporto tra la scuola e la società.

    I due piani devono e possono naturalmente incontrarsi, dal momento che la contrattazione può essere funzionale o no alla costruzione dell'autonomia, aperta o chiusa alle esigenze della sua costruzione. Si può dire, in generale, che la contrattazione può essere un ausilio positivo per la costruzione dell'autonomia tanto più quanto maggiormente essa riesce ad uscire dalla ristrettezza dell'ambito che le è proprio, per proiettarsi in una prospettiva più generale. A condizione che, questa, riesca in certa misura a contemperare la propria essenza più tradizionale, che è quella della difesa hic et nunc delle condizioni di lavoro, con una logica nella quale assumono rilievo fattori come il raggiungimento di buoni risultati, la qualità del prodotto, l'interazione e la complementarietà tra le varie figure professionali che operano nella scuola, e altro ancora.

    E' difficile, prosegue Ricciardi, che questi obiettivi possano assorbire totalmente, quelli propri della contrattazione. Si tratta piuttosto di assicurare il miglior equilibrio possibile tra i due piani.

    Cosa è accaduto, in concreto, nel campo della contrattazione collettiva negli anni che ci separano dal decollo dell'autonomia?
    Si può dire che, in questo come in molti altri ambiti della pubblica amministrazione, vi sia stata una forte tensione innovativa, una voglia visibile di dotare le scuole autonome di strumenti anche contrattuali per il loro rafforzamento. Ma alla validità delle intenzioni non sempre ha corrisposto la bontà dei risultati.

    I contratti della dirigenza e della scuola contengono molti istituti che potrebbero utilmente servire al funzionamento e al rafforzamento dell'autonomia scolastica, ma diversi ostacoli, esterni e interni alla contrattazione stessa, rendono ancora difficile la loro piena ed efficace utilizzazione.

  • 16:10

    Piero Cipollone, Presidente dell'INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema di Istruzione), interviene sul tema " Dirigenti scolastici, quale profilo e quali strumenti operativi, per assicurare: a. promozione; b. gestione unitaria; c. rendicontazione sociale."

    Nella sua comunicazione Cipollone evidenzia che il profilo del Dirigente scolastico va ridisegnato alla luce di quelli che sono gli obiettivi fondamentali assegnati dalla collettività alle scuole, cioè, la riduzione dei tassi di dispersione e di abbandono scolastico e il conseguimento per tutti gli studenti di livelli adeguati di conoscenza e di competenza. Il conseguimento di questi obiettivi richiede un profilo incentrato su quattro aree di competenza fondamentali: 1) la leadership educativa, 2) l'organizzazione e la gestione della scuola; 3) la governance sistemica della scuola nel territorio; 4) la valutazione del proprio operato.

    La relazione ha anche toccato il tema degli strumenti a disposizione del Dirigente scolastico per perseguire i fini istituzionali, in particolare il potere delle scuole e dei Dirigenti scolastici in materia di reclutamento del personale docente e ATA della scuola.

    Pur riconoscendo le difficoltà e la complessità delle questioni, la relazione ha posto in evidenza l'urgenza di una riflessione attenta sui temi sui quali si sta svolgendo il convegno.

  • 15:20

    La seconda sessione di lavoro è presieduta da Raffaello Biancalani, Segretario generale della FLC Cgil Toscana, che introduce l'intervento di Anna Maria Poggi, Docente di Diritto Costituzionale e Regionale, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Torino. " L'autonomia tra punti fermi e ambiguità giuridiche" è il titolo della sua comunicazione.

    Per la Poggi, ripartire dall'Autonomia vuol dire irrobustire l'autonomia, fortificare la sua struttura formale. Non più trasferimenti di funzioni amministrative alle scuole (che caricano oltre misura gli istituti scolastici di compiti impropri lasciando poche energie per il vero " core" la didattica) ma rafforzamento del frame strutturale autonomistico delle scuole.

    Il sistema pulviscolare delle autonomie unito alla sostanziale omogeneizzazione che regge l'impianto (per cui scuole di montagna e scuole di città, scuole di piccoli centri e scuole di grandi centri, scuole del nord e del sud, vengono messe sullo stesso piano) mantiene al "centro", anche quello periferico costituito dagli Uffici Scolastici Regionali, ogni decisione nella paventata ipotesi di "pericolose" differenziazioni tra scuole e/o utenti.

    Per rafforzarsi l'autonomia, oltre ad essere caratteristica della singola istituzione scolastica deve diventare regola di funzionamento del sistema istruzione: per questo è importante avere la consapevolezza che l'autonomia delle scuole non può che collocarsi in un sistema di autonomie.

  • 12:45

    I lavori vengono sospesi e riprenderanno alle ore 15,00 con un focus su alcune questioni irrisolte.

  • 12:20

    Emanuele Barbieri, Esperto Politiche scolastiche, è intervenuto al convegno con la comunicazione dal titolo " Le leve utilizzate, i processi attivati, le risorse messe in campo: punti di criticità e i fattori di crescita".

    L'autonomia, prima che un insieme di norme, è l'espressione di un sistema di valori e di una cultura che considera la democrazia una condizione da difendere e sviluppare con ferma intransigenza nella difesa dei diritti, nell'affermazione del principio di responsabilità, del primato della legalità, della ripartizione dei poteri e dei loro limiti in uno Stato di diritto; valorizza la cooperazione e la solidarietà; è una condizione e uno strumento per perseguire le finalità istituzionali che la Costituzione affida al sistema educativo; è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale.

    Per sviluppare le potenzialità dell'autonomia scolastica sono però necessari idonei presupposti oggettivi, o esterni, determinati essenzialmente dal decisore politico (nazionale o locale) e condizioni soggettive o interne, dipendenti appunto dai soggetti interni alla scuola: dirigente scolastico, docenti, personale ATA, genitori e studenti.

    Le condizioni esterne, prosegue Barbieri, sono andate progressivamente peggiorando (taglio alle risorse affidate alla gestione diretta delle scuole, tagli agli organici). Le potenzialità derivanti dalle competenze interne alla scuola, quando queste, per qualsiasi motivo, non vengono esercitate con risultati significativi ed apprezzabili, si ridimensionano e risultano gradualmente meno credibili.

    Per rilanciare l'autonomia è necessario agire su entrambe le leve: quelle esterne e quelle interne. Per definizione, quelle esterne potrebbero risultare, per i motivi più diversi (cultura dominante, rapporti di forza politici e sindacali, ecc), non utilizzabili. Questo non può comportare rassegnazione, ma impone una battaglia difficile e di non breve periodo.

    Per quanto riguarda le leve interne è necessario valorizzare il ruolo delle diverse componenti scolastiche e sviluppare le esperienze positive maturate, che vanno documentate, analizzate ed eventualmente rielaborate e riproposte.

    Questo rimanda al problema della capacità di auto organizzazione e rappresentanza delle istituzioni scolastiche autonome. Senza rappresentanza, le autonomie scolastiche sono inevitabilmente perdenti nel rapporto con le regioni, le autonomie locali e l'amministrazione scolastica. Il problema delle forme, delle modalità di costituzione e della composizione della/e rappresentanza/e delle istituzione scolastiche autonome va discusso e risolto con il concorso dei diversi soggetti, direttamente o indirettamente interessati alla vita e ai risultati della scuola, a partire da quelli sindacali. Ma è un problema che non può essere eluso.

    Così come non può essere eluso, conclude Barbieri, anche in una fase di tagli e di drastica riduzione delle risorse, il problema di entrate finanziarie predefinite e certe e di un organico funzionale affidato alla gestione responsabile delle scuole.

  • 11:25

    Silvano Tagliagambe, Prof. ordinario di Filosofia della Scienza e Psicologia Dinamica all'Università di Sassari, interviene con un'ampia comunicazione sul tema " Professione docente: nuove competenze, responsabilità, valorizzazione".

    Scarica le slide di presentazione della comunicazione.

  • 10:55

    " Una radiografia condivisibile" è il titolo della comunicazione di Antonio Valentino, Dirigente scolastico.

    La scuola italiana, a dieci anni dalla emanazione del regolamento dell'autonomia scolastica e a 12 anni dalla Legge 59, art. 21, che la introduceva nel sistema di istruzione e formazione, non è diventata adulta, non è ancora capace di decisioni responsabili per rendere l'offerta formativa in grado di parlare ai più, di adattarsi alle modalità cognitive e ai bisogni formativi degli studenti. È diffusa la percezione che l'autonomia scolastica sia ancora fragile. A conferma di tale percezione vengono proposti dati e spunti: 1) del rapporto del gruppo CLAS di Milano, basato sulle interviste con 38 dirigenti scolastici sul funzionamento delle scuole autonome; 2) dell'indagine 2004 dell'Università Luiss sulle cause che hanno in gran parte bloccato i processi legati all'autonomia scolastica; 3) del rapporto 2009 sulla scuola italiana.

    I rapporti e le ricerche, prosegue Valentino, evidenziano come le cause più significative del mancato decollo dell'autonomia scolastica siano riconducibili:

    • alle resistenze degli apparati centrali

    • all'impreparazione e inadeguatezza di dirigenti scolastici e docenti rispetto alle competenze richieste dall'autonomia scolastica;

    • alla irrisolta questione docenti (sviluppo delle competenze e responsabilità professionali, riconoscimento e valorizzazione delle professionalità attraverso sviluppi di carriera).

    Per affrontare queste cause, si sostiene, occorre avere consapevolezza di alcune debolezze dell'autonomia, puntualmente richiamate.

    Degli altri punti trattati, si richiamano le seguenti considerazioni e proposte:

    • l'autonomia scolastica non va mitizzata, va piuttosto assunta come strumento pragmatico evitando di attribuirle poteri salvifici che non ha e non può avere;

    • il sindacato deve saper fare la sua parte favorendo e sostenendo l'associazionismo delle scuole autonome come soggetto in grado di interagire con Regioni ed Enti Locali contribuire "al raccordo e alla sintesi tra esigenze e potenzialità delle singole istituzioni e gli obiettivi del sistema nazionale" (DPR 275/99, art. 1).

    Scarica la comunicazione in versione integrale.

  • 10:10

    Nel salutare i convegnisti e nel ringraziare gli ospiti che porteranno il loro contributo al Convegno, Armando Catalano, Responsabile nazionale dei Dirigenti Scolastici della FLC Cgil, nella sua relazione introduttiva ha analizzato le cause che ci portano a constatare come, nonostante la generosità degli operatori scolastici, a 10 anni dal suo varo, l'autonomia scolastica non sia effettivamente e pienamente decollata.
    Un susseguirsi di interventi ministeriali, la mancanza di certezza di risorse umane e professionali e soprattutto il mantenimento delle leve decisionali fuori dalle istituzioni scolastiche non hanno consentito il dispiegarsi delle potenzialità dell'autonomia.
    Per poter davvero scommettere sull'autonomia, sottolinea Catalano, occorre puntare sulla ripartenza dell'autonomia scolastica invertendo l'ordine degli interventi che finora si sono susseguiti.
    Rimettere al centro l'autonomia facendo fare un passo indietro agli altri enti che finora si sono preoccupati o di mantenere o di ritagliarsi gli spazi di dominio in materia di istruzione e formazione: questo è un punto essenziale.
    Partendo da una consapevolezza, che la scuola è una formazione sociale e non più una articolazione subordinata dello stato.

    Le proposte concrete poggiano su di una scuola che abbia certezza di risorse al 1 settembre di ogni anno, che abbia obiettivi certi da perseguire, che venga valutata dopo aver costruito la cultura della valutazione attraverso un processo condiviso e partecipato di autovalutazione, che abbia personale preparato ad affrontare le sfide che oggi pongono i nuovi adolescenti, che sappia riconoscere le differenze di apporto qualitativo dei suoi professionisti.
    Insomma una scuola che sappia darsi dei traguardi.
    Per questo occorre sgombrare il campo da proposte apparentemente riformatrici (Aprea, Brunetta), in realtà destrutturanti la scuola pubblica e i servizi sociali oltre che mortificanti per chi ci lavora e inefficaci sul piano dei risultati.

    Importante in questo quadro è dotare le scuole di una forza associativa delle autonomie che sappia parlare a nome delle scuole di un territorio: da ciò l'auspicio di normative regionali di sostegno.
    La dirigenza scolastica è parte integrante di questo quadro.

    La CGIL e la FLC Cgil intendono portare avanti queste proposte e questi obiettivi, confortate dal grande moto di popolo che abbiamo saputo suscitare con le nostre proteste e denunce, con le mobilitazioni del 4 aprile al Circo massimo di Roma e con tutte le iniziative che non cesseremo di costruire.
    Non ci sentiamo Sisifo ma Prometeo - conclude Catalano - che sa coltivare la scintilla del fuoco per ripartire.

    Scarica la relazione introduttiva in versione integrale.

  • 09:50

    Vai alla web cronaca della seconda giornata

    Quest'anno il tradizionale appuntamento dei Dirigenti scolastici si è spostato a Firenze nel Grand Hotel Adriatico. Nelle due giornate del Convegno nazionale si farà il punto sull'autonomia scolastica a 10 anni dall'approvazione del DPR 275/1999. " L'Autonomia scolastica 10 anni dopo ", si propone di raccogliere analisi e approfondimenti sui punti di criticità e sui fattori che hanno giocato un ruolo positivo, di approfondire alcune questioni irrisolte e di individuare leve ed elementi per un progetto di rilancio efficace e credibile.

    Carmelo Smeriglia, Presidente regionale Proteo Fare Sapere Toscana, preside la prima giornata di lavori. Presenta i materiali e i documenti consegnati ai partecipanti e ricorda che il convegno - è la prima volta che siamo impegnati in questa esperienza - è ripreso in diretta video da Marco De Pascale e sta andando on line sul sito della FLC Cgil e su https://www.mogulus.com/inschibboleth. E' anche possibile visionare le registrazioni su www.inschibboleth.org a questo indirizzo (fare click sul link WEBTV e successivamente nella sezione ON DEMAND del visore - cartella "Convegno nazionale Dirigenti scolastici").

    Omer Bonezzi, Presidente nazionale Proteo Fare Sapere, apre i lavori ricordando che l'intuizione e le elaborazioni che Proteo Fare Sapere ha iniziato ad elaborare a partire dal 1985 intorno all'autonomia scolastica sono state profetiche. L'autonomia c'è ed ha cambiato ed in meglio la nostra scuola. Oggi che alla competizione senza regole fondata sugli "spiriti animali" si preferisce la cooperazione con regole condivise, la scuola autonoma è attrezzata per sviluppare questa nuova domanda di senso. Se l'intuizione di sviluppare scuole autonome, si è rivelata lungimirante però oggi non è amata dal governo che non agisce per un suo potenziamento. Il governo ha strangolato economicamente le scuole affidando loro risorse più che irrisorie mettendo in seria difficoltà l'erogazione del servizio. Omer Bonezzi, continua, ricordando la vicende dell'ora di "Cittadinanza e Costituzione": l'ora che non c'è! Annunciata,scomparsa e contrastata dalla Lega oggi una commissione per avviare una sperimentazione su questo insegnamento, affidata a Luciano Corradini, ha fatto un buon lavoro. In troppi, però, sperano che la sperimentazione finisca "in cavalleria". Il presidente di Proteo Fare Sapere fa, perciò, appello affinché a fine maggio, quando uscirà il bando per la sperimentazione. molte scuole si impegnino per presentare progetti di sperimentazione adeguati. Si tratta di creare un insegnamento che per la stragrande maggioranza degli italiani è ritenuto positivo.

FERMIAMO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA!

Nei prossimi giorni potrai firmare
per il referendum abrogativo.

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