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2008. Anno europeo del dialogo interculturale

La promozione di una "lingua personale d'adozione" rafforza il multilinguismo e il dialogo interculturale.

05/02/2008
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Nel contesto del 2008, Anno europeo del dialogo interculturale, il gruppo di esperti presieduto de Amin Maalouf, istituito per consigliare la Commissione sul contributo del multilinguismo al Dialogo Interculturale, ha presentato proposte relative alla maniera in cui le lingue possano favorire il dialogo interculturale e la comprensione reciproca.

Nel summit di Barcellona del 2002, i capi di governo dell'UE concordarono l’obiettivo di fare in modo che l'istruzione nell'UE comprendesse la lingua materna più altre due lingue. Un obiettivo ancora lungi da essere raggiunto, come dimostra il rapporto intermedio su Lisbona istruzione e formazione 2010, pubblicato l’anno scorso. Su tale obiettivo ha anche lavorato un gruppo di esperti che, a fine gennaio scorso, ha presentato alla Commissione le proprie considerazione, che saranno oggetto di dibattito nella prima conferenza sul multilinguismo, organizzata per il 15 febbraio. Nelle proposte del gruppo di lavoro, si possono evidenziare i seguenti aspetti principali:

  • i rapporti bilaterali fra i paesi dell'UE dovrebbero essere imperniati sulle lingue dei due paesi interessati, piuttosto che su una terza lingua. In ogni paese vi dovrebbe essere un numero sufficiente di persone con un elevato grado di conoscenza della lingua dell'altro paese.

  • l'UE dovrebbe promuovere il concetto della “lingua personale d'adozione”, da considerare una “seconda lingua materna” e tutti i cittadini europei dovrebbero essere motivati all'apprendimento. Questo apprendimento dovrebbe far parte dell'istruzione scolastica/universitaria e della vita professionale, strettamente legato ad aspetti storici, culturali e letterari. La lingua di adozione, in genere, non dovrebbe essere quella usata per la comunicazione a livello internazionale.

Alla base di tali proposte, la considerazione che l'immigrazione ha un impatto sempre crescente sull'aspetto politico, economico, sociale ed intellettuale della vita in Europa. Per gli immigrati, la lingua personale d'adozione dovrebbe essere la lingua del paese in cui hanno scelto di vivere, mentre per quegli europei per i quali la lingua materna ha una posizione dominante nel mondo, acquisire la conoscenza di un'altra lingua di adozione sarebbe particolarmente importante, per evitare di rimanere isolati nel monolinguismo.

Per garantire che questa diversità linguistica venga mantenuta, i paesi dovrebbero creare una organizzazione comune cui affidare il compito di promuovere la conoscenza reciproca della lingua e della cultura degli altri.
Il testo integrale della relazione del Gruppo di intellettuali per il dialogo interculturale è disponibile sul sito:
http://ec.europa.eu/education/policies/lang/languages_en.html

Roma, 5 febbraio 2008