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ETUCE. Il contributo del sindacato europeo alla comunicazione della commissione istruzione sulla formazione iniziale ed in servizio dei docenti

Proposte e commenti per le future azioni dell’Unione Europea

16/11/2007
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In risposta alla Comunicazione della Commissione Istruzione e alle bozze di Conclusioni del Consiglio dell’ottobre scorso, l’ETUCE, attraverso la consultazione dei sindacati affiliati, ha avanzato una serie di proposte e commenti per le future azioni dell’UE in questo campo. Ne pubblichiamo una sintesi.

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La formazione dei docenti a livello di Master

L’Etuce è a favore di una formazione dei docenti di alta qualità e basata sulla ricerca. I docenti devono essere a conoscenza delle ricerche più recenti nelle aree dei loro rispettivi insegnamenti e possedere le conoscenze pedagogiche indispensabili ad un insegnamento di alta qualità. Ugualmente, è indispensabile che ci sia una connessione tra gli elementi teorici e pratici della formazione docente. Gli insegnanti dovrebbero, inoltre, poter continuare gli studi post laurea a livello universitario e compiere ricerche nel campo delle loro materie d’insegnamento e pedagogico per possibilmente tornare ad insegnare. Infine, i docenti stessi dovrebbero essere in grado di fare ricerche relative alle loro pratiche d’insegnamento, in modo da poterle valutare e migliorare.

L’Etuce ritiene che la formazione iniziale debba:

  • Basarsi su candidati altamente qualificati

  • Essere strutturata ed avere una lunghezza tale da consentire un’approfondita preparazione in tutte le materie rilevanti, compresa la pratica pedagogica.

  • Assicurare alti standard accademici e professionali

  • Essere radicata nelle ricerche più attuali

  • Essere fornita delle risorse necessarie per la formazione nelle nuove tecnologie

  • Includere attività per il proprio sviluppo professionale e progetti di ricerca, come parte integrante della formazione iniziale

  • Aprirsi alla possibilità di studi post-laurea

  • Prevedere la possibilità per i docenti di partecipare a programmi di formazione a livello di dottorato per consentire ai docenti in possesso di un Master di sviluppare le loro competenze e innalzare il livello di qualificazione, riconoscere ed incoraggiare la mobilità dentro e fuori la professione docente.

L’Etuce sottolinea che non è ancora una pratica corrente in numerosi paesi della UE il fatto che tutti i docenti abbiano lo stesso livello di formazione iniziale. Si ritiene erroneamente che la formazione dei docenti debba essere tanto più avanzata quanto maggiore è l’età degli studenti.

Lo sviluppo professionale continuo dei docenti

Le richieste dell’ETUCE sono che:

  • Tutti i docenti, inclusi gli educatori e i tutor nel settore del lavoro, abbiano garantiti uno sviluppo professionale continuo, integrato in modo sistematico nella professione docente

  • Lo sviluppo professionale continuosia un diritto e un dovere per il singolo e sia tagliato sulle necessità reali dei docenti

  • Dovrebbero essere considerate tutte le forme e i modelli di sviluppo, dalle attività per l’aggiornamento di tutto il personale scolastico, alla formazione personalizzata relativa alle competenze d’insegnamento e sostenuta da periodi sabbatici

  • I datori di lavoro e gli stessi docenti riconoscano la propria responsabilità per assicurare che, durante la loro carriera, i docenti siano in grado di adeguare ed aggiornare le loro competenze professionali. I datori di lavoro devono creare condizioni di lavoro in cui siano pianificate le politiche di formazione in modo che lo sviluppo professionale diventi parte integrante della carriera dei docenti, a partire dalla fase di introduzione all’insegnamento.

  • Debba esserci una reciproca intesa tra docenti, datori di lavoroe pubbliche autorità per facilitare l’apprendimento per tutto l’arco dell’attività lavorativa e lo sviluppo professionale dei docenti. Gli insegnanti devono riconoscere l’importanza di acquisire nuove conoscenze e impegnarsi nell’aggiornamento professionale. Le autorità devono lanciare significative strategie nazionali per assicurare che lo sviluppo professionale sia un diritto non solo in teoria, ma anche in pratica

  • Una risorsa fondamentale è la disponibilità di tempo per programmare, lavorare e preparare insieme con gli altri. Deve essere riconosciuto che lo sviluppo dei metodi di insegnamento e di nuove abilità richiedono pratica, feedback e formazione sul posto, e tempo disponibile al di fuori della classe

  • L’esperienza e la conoscenza acquisite attraverso lo sviluppo professionale continuo debbono essere riconosciute ufficialmente e accreditate, in relazione ai contenuti e ai livelli della formazione

  • La formazione professionale continua dovrebbe essere inclusa nei contratti di lavoro, nazionali e locali, dove possibile, e pagata dai datori di lavoro.

L’Etuce ritiene, inoltre, che sia vitale rinforzare le relazioni tra la ricerca e le attività nel campo dell’insegnamento, anche attraverso la possibilità per numerosi docenti di impegnarsi a innovare il loro lavoro in cooperazioni con centri di ricerca. I docenti dovrebbero, inoltre, essere incoraggiati a condividere le loro pratiche e conoscersi in modo più sistematico. C’è un grande interesse a costruire una conoscenza cumulativa attraverso la professione, per esempio rafforzando le connessioni tra ricerca e pratica ed incoraggiando le scuole a svilupparsi come organizzazioni che apprendono.

Il tirocinio

L’Etuce ritiene che l’assistenza e la consulenzasistematica all’attività dei nuovi insegnanti durante il primo anno della loro vita professionale costituisca sia un diritto sia un dovere per i neo docenti. Occorre che siano elaborati schemi vincolanti e che siano elaborati in stretta cooperazione tra i nuovi insegnanti, il luogo di lavoro e gli istituti di formazione dei docenti. L’Etuce crede che la partnership tre scuole ed istituti di formazione sia di vitale importanza per innalzare la qualità dei programmi di assistenza ai neo docenti. Data le profonde diversità nelle modalità di assistenza tra i paesi della UE, l’Etuce ritiene che sia necessario definire degli schemi vincolanti, in modo da garantire un accompagnamento sistematico a tutti i docenti, fermo restando che, nella fase d’implementazione, sarà necessario tener in conto le differenze tra le politiche nazionali e dei sistemi educativi.

I docenti con funzione di mentore dovrebbero aiutare i neo docenti nel processo di riflessione e di pianificazione del loro sviluppo professionale. Occorrono il coinvolgimento e la cooperazione tra più soggetti: capo d’istituto, docente mentore, insegnate e istituti di formazione dei docenti. Il capo d’istituto dovrebbe essere responsabile della creazione di un ambiente che sostenga l’apprendimento o lo sviluppo professionale. Il docente mentore dovrebbe essere il partner più prossimo al docente neo assunto e aiutarlo nella sua crescita personale. L’insegnante è, a sua volta, responsabile del proprio sviluppo professionale, mentre all’istituto di formazione spetta la formazione dei docenti mentori e la preparazione di seminari a sostegno del docente neo assunto.

Per un efficace tirocinio, della durata di almeno un anno, occorre che i docenti neo assunti:

  • Non impieghino tutte le ore nell’insegnamento, senza riduzione di stipendio

  • Seguano uno schema vincolante di accompagnamento alla professione

  • Siano sostenuti da docenti mentori e da altri colleghi nella loro attività quotidiana

  • Abbiano accesso ad adeguate risorse a sostegno della loro attività

  • Abbaino l’opportunità di collegare teoria e pratica in modo sistematico.

I mentori

I docenti mentori nella formazione iniziale, come nella fase di tirocinio, dovrebbero essere insegnanti pienamente qualificati e con esperienze specialistiche. Occorre quindi che:

  • Godano di specifici incentivi per lo svolgimento della funzione

  • Godano di salario aggiuntivo o di una riduzione del carico di lavoro

  • Abbiano diritto e siano obbligati alla formazione continua

  • Le politiche salariali riflettano l’aumento di responsabilità e dei carichi di lavoro

  • Siano riconosciute le esperienze e le competenze acquisite

Una forte attenzione al problema del reclutamento di docenti qualificati e dell’innalzamento dello status dei docenti

In tutta Europa lo status dei docenti è in declino. Nei “vecchi” Paesi membri dell’UE molti docenti avvertono un indebolimento delle certezze relative allo svolgimento del proprio lavoro. Dal ’90 si è assistito, inoltre, in molti paesi ad un aumento della centralizzazione e della regolamentazione del settore educativo, che spesso ha causato una diminuzione dell’autonomia professionale, rendendo così la professione meno attraente.Anche a livello dei mass media, si evidenziano solo gli aspetti negativi piuttosto che quelle positivi dei sistemi scolastici.

L’Etuce invita la Commissione Europea e i Paesi membri a:

  • Rafforzare/perseguire l’autonomia professionale dei docenti

  • Accrescere la fiducia nella professione docente

  • Aumentare le opportunità di fare ricerca per i docenti , potenziando anche la ricerca in tutti i settori rilevanti per la professione docente

  • Diffondere le esperienze positive della professione

  • Assicurare condizioni di lavoro appropriate e standard salariali elevati

L’Etuce sottolineache buone condizioni di lavoro e salari elevati sono fattori decisivi per assicurare la qualità del lavoro e dare una risposta alla penuria dei docenti.

A tale fine, è molto importante che anche i capi d’istituto sappiano contribuire alla creazione di un ambiente positivo e stimolante che aiuti i docenti nel loro lavoro e che gli stessi docenti entrino a far parte della gestione della scuola.

Occorre, inoltre, che i docenti abbiano spazi e tempi per la riflessione e lo sviluppo professionale, altrimenti le continue nuove richieste di cambiamento saranno viste come minacce. Un altro problema d’affrontare è quello della violenza(verbale e fisica) nei confronti dei docenti, che quindi devono lavorare in un ambienti maggiormente protetti.

Roma, 16 novembre 2007