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Un altro anno da vivere pericolosamente?

Francia, settembre 1999

10/09/1999
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SETTEMBRE

Un altro anno da vivere pericolosamente? Dopo le vicende dello scorso anno scolastico, ci si chiede se col nuovo anno scolastico si riapriranno le ostilità tra sindacati degli insegnanti e Ministero dell’educazione nazionale.
In verità l’anno si è aperto con uno sciopero dei sindacati della scuola. Questa volta però il bersaglio della protesta non è stato il Ministro dell’Educazione Nazionale Claude Allègre, ma il suo collega all’Agricoltura, Jean Glavany. L’accusa era quella di non dare mezzi sufficienti alle aziende agricole annesse agli istituti agrari e contro di lui si sono schierati i principali sindacati dell’insegnamento agrario, Snetap-Fsu, Snep-Fsu, Sgen-Cfdt e Sfoerta-Fo, che hanno proclamato per il 6 settembre, primo giorno di scuola, uno sciopero generale del settore.
Il settore agrario dell’istruzione francese ha una popolazione scolastica di 72.000 studenti, cresciuta negli ultimi otto anni del 26%. Attrattive di questo settore sono le prospettive occupazionali soddisfacenti, la dimensione ridotta degli istituti e una pedagogia fondata sui progetti degli allievi. Tuttavia una richiesta di iscrizione su due viene rifiutata sicchè il 60% del settore viene coperto dall’iniziativa privata. Inoltre il 25% dei 5600 insegnanti ed un terzo dei 6000 amministrativi sono precari.
Dal canto suo il ministro dell’agricoltura si è difeso sostenendo di avere già anticipato parte delle assunzioni previste per il 2000 e di aver prodotto il più grande sviluppo del settore mai registrato negli ultimi 15 anni.
Comunque al di fuori del settore agrario la situazione appare calma anche se le braci sembrano covare sotto la cenere. Il clima atono –la definizione è di Le Monde – nelle scuole sembra dovuto più che altro all’imminenza delle elezioni professionali fissate per il prossimo 7 dicembre: con una scadenza del genere non c’è da aspettarsi alcuno sbilanciamento da parte ministeriale almeno fino ai primi giorni del 2000.
In queste elezioni lo Snes-Fsu e lo Snuipp-Fsu dovranno difendere il loro primato rispettivamente nelle secondaria e nella primaria, il Se-Fen dovrà invece cercare di recuperare uno spazio che negli ultimi 12 anni è andato via via riducendosi e a questo scopo ha lanciato la proposta di un patto permanente di unità d’azione allo Sgen-Cfdt e al piccolo sindacato dei colleges e dei licei Faen-Fgaf. Ma se lo Snes ha il problema di difendersi dall’accusa di conservatorismo, il Se-Fen ha quello di smarcarsi dal ruolo di "sindacato di regime".
Anche i comitati di base hanno preferito per ora non azzardarsi ad indire scioperi sebbene sul loro sito su Internet (www.geocities.com/Athens/Thebes/8739) a una caricatura di Allègre che dice "Io sono ancora qui!" rispondano "ANCHE NOI!". Riuniti il 3 settembre a Parigi, questi comitati hanno escluso la parola d’ordine dello sciopero e hanno deciso di cercare nuovi mezzi d’azione. Ma in realtà il grosso degli insegnanti anti-Allègre è sembrato più che altro impegnato nel boicottaggio della "due giorni" d’inizio d’anno.
Questa, a giudicare dalle attenzioni della stampa, sembra essere la vera novità del momento: nonostante le lezioni siano iniziate il 6 settembre, gli insegnanti, fatto inedito per la Francia, si sono riuniti il 2, il 3 ed in qualche caso anche nella mattinata del 4 per discutere di alcune innovazioni introdotte già da quest’anno: il nuovo insegnamento di educazione civico-giuridico-sociale, l’ora di vita di classe, il tutoraggio, l’aiuto individuale nei licei e i corsi di recupero nei colleges.
E soprattutto queste due ultime misure sembrano animare le ansie del corpo docente, con timori che anche i docenti italiani ben conoscono: come convincere gli allievi ad accettare questo aiuto? come evitare che il recupero risulti sanzionatorio? che fare con il resto della classe? e se mentre gli uni recuperano gli altri vanno avanti non aumenterà il divario?
Comunque l’iniziativa ha trovato il consenso del Snpden, il principale sindacato dei capi d’istituto, mentre lo Snes si è fatto interprete dei forti interrogativi e delle forti inquietudini del corpo docente.
E qualche liceo della provincia, per stemperare la tensione, ha pensato bene di organizzare intorno all’avvenimento un garden party nel cortile della scuola, in puro stile Eliseo.

Riforme in corso. Alla ripresa dell’anno scolastico i 12 milioni di alunni francesi troveranno una serie di misure innovative che se non costituiscono ancora la "scuola del XXI secolo" tanto cara al ministro Allègre ne dovrebbero però essere l’anticamera.
Tanto per cominciare 2593 scuole primarie, di cui 1433 assistite dall’Istituto nazionale per la ricerca pedagogica, sperimenteranno le misure previste dalla "Charte pour l’école du XXI siecle": nuovi programmi (su cui entro il primo trimestre saranno consultati tutti gli insegnanti), ritmi individualizzati e indennità speciale per i docenti. In questo quadro potrebbero essere proposte due ore settimanali di aiuto individuale agli alunni in difficoltà. Poi, sempre nella primaria, entreranno in vigore i primi 2000 Contratti educativi locali, finalizzati alle attività parascolastiche ed extrascolastiche e siglati dalle scuole con comuni, ministero della gioventù e dello sport, ministero della cultura.
Nella scuola materna invece saranno diramate nuove istruzioni per favorire l’apprendimento nei linguaggi.
Nel "college" ( la nostra scuola media) si punterà anche qui sugli aiuti agli alunni in difficoltà, con attività di recupero per gruppi di otto allievi provenienti da classi diverse e per non più di sei ore alla settimana. Inoltre mezz’ora di lettura due volte alla settimana servirà per costituire gli "ateliers lecture", mentre gruppi di nuove tecnologie applicate e laboratori artistici e scientifici serviranno per l’approccio pluridisciplinare ed interdisciplinare. Un’ora di vita di classe alla settimana il cui contenuto sarà affidato al buongusto di allievi ed insegnanti chiude il ciclo delle innovazioni. Per la verità di innovazioni ce ne sarebbero anche altre sulla cui realizzabilità o diffusione circola però un po’ di scetticismo: come la realizzazione di un giornale in ogni scuola, attività a cui dovrebbe essere destinata un’aula in una situazione in cui queste mancano anche agli altri laboratori, o come l’istituzione della figura del coordinatore di livello, che dovrebbe favorire il lavoro di equipe, l’orientamento o la contiuità tra i cicli, ma che è affidato al volontariato senza alcuna remunerazine specifica, o come, infine, il tutoraggio, la cui istituzione dipende dai docenti. Fose più proficue almeno per il rapporto scuola-famiglia saranno alcune misure organizzative come il fatto di segnalare in pagella i progressi degli allievi, di istituire un libretto personale dello studente, di prevedere un’assemblea con i genitori ogni trimestre e di aumentare la frequenza del ricevimento genitori.
Nei licei, dove è stata più contestata, la riforma Allègre sarà applicata solo dal 2001. Per ora ci sarà solo una riduzione delle ore di lezione frontale a 27 ore per lasciare spazio all’aiuto individuale, limitato alle discipline di matematica e francese, ancora a gruppi di otto alunni. Saranno alleggeriti i programmi di storia, geografia e matematica e anche i programmi di scienze economiche e di materie artistiche saranno diversi, ma i docenti di storia e geografia dovranno fare due ore al mese di educazione civico-giuridico-sociale, mentre dieci ore annue saranno lasciate al libero dibattito di studenti ed insegnanti nelle ore di vita di classe.

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