Elezioni RSU 2022, candidati con la FLC CGIL

Home » Attualità » P.A: Cgil, grave bocciatura Ue su contratti precari. Servono assunzioni stabili

P.A: Cgil, grave bocciatura Ue su contratti precari. Servono assunzioni stabili

Buona occupazione, piano straordinario di assunzioni e superamento del precariato: sono queste le priorità per il pubblico impiego

03/12/2020
Decrease text sizeIncrease  text size

www.cgil.it

Roma, 3 dicembre - “Grave l'ennesima bocciatura dell'Europa al nostro Paese sul fronte dei precari delle pubbliche amministrazioni. Buona occupazione, piano straordinario di assunzioni e superamento del precariato: sono queste le priorità per il pubblico impiego”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta la procedura della Commissione Europea contro l’Italia sui contratti del settore pubblico.

“Oltre 370 mila dipendenti con rapporti di lavoro precario, a cui si aggiungono gli oltre 160 mila supplenti delle scuole italiane, numeri che ci danno lo spaccato di una vera emergenza a cui il Paese non vuole mettere la parola fine”, prosegue la dirigente sindacale. “Il rapporto di lavoro a termine resta la tipologia favorita dalle Pubbliche amministrazioni a causa di vincoli legislativi che continuano a permanere, ma soprattutto - sottolinea Scacchetti - a causa di un approccio sempre emergenziale alle politiche assunzionali, che non può che essere moltiplicatore di precarietà”.

Nello specifico, la segretaria confederale ricorda che “nel sistema scolastico è stata rifiutata l'ipotesi di un percorso di reclutamento più rapido attraverso la valorizzazione di personale che svolge funzioni di supplenza da più di tre anni”, e denuncia che “ nel disegno di legge di bilancio si continua a promuovere la proroga di contratti a termine nel sistema sanitario piuttosto che la stabilizzazione degli stessi”. “Tutto ciò - continua - mentre si allargano i numeri dei pensionamenti dei dipendenti pubblici, senza il necessario turn over”.

Per Scacchetti “occorre stabilizzare il personale precario e, contestualmente, rendere stabili i canali di accesso nelle pubbliche amministrazioni attraverso un piano straordinario di occupazione, che deve partire da sanità e istruzione. Investire per le assunzioni nella PA è indispensabile per superare la fase dell’austerità e della riduzione del perimetro pubblico e per indicare un modello di sviluppo fondato su lavoro di qualità e garanzia dei diritti di cittadinanza”.