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Pensioni scuola: prorogata la scadenza delle domande al 17 gennaio 2015

Novità sulla pensione anticipata. Sempre aperta la questione "quota 96".

14/01/2015
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Il Miur, dopo le nostre pressanti richieste, ha prorogato il termine di scadenza per la presentazione della domanda di dimissioni al 17 gennaio 2015.

Scheda di approfondimento e volantone.

La proroga, seppur limitata, è stata doverosa in considerazione dei malfunzionamenti del sistema online che hanno impedito agli interessati di riflettere con calma su un passaggio così importante della propria vita.

Sarebbe stato doveroso per il MIUR pubblicizzare anche la novità introdotta dalla legge di stabilità (legge 190/15) per il 2015 in merito alla eliminazione della penalizzazione dell’importo pensionistico in caso di pensione anticipata. La norma prevede che dal 2015 al 2017 non si applichi il comma 2 dell’articolo 6 della Riforma Fornero che prevedeva una penalizzazione percentuale sull’importo pensionistico per coloro che avessero raggiunto il requisito dell’anzianità di servizio prima dei 62 anni.

Ricordiamo che questa norma non ha valore di retroattività per coloro che sono andati in pensione negli anni precedenti, subendo la penalizzazione. E’ un atto dovuto quello introdotto nella Legge di stabilità, perché è davvero un eufemismo chiamare pensione anticipata quella che prevede oltre 42 anni di servizio per accedere al pensionamento e il lavoratore precoce è quello che maggiormente soffre il peso di quegli anni.

La FLC CGIL aveva chiesto all’Amministrazione al tavolo dell’11 dicembre di fornire indicazioni circa la modalità delle dimissioni dal servizio a coloro che hanno inteso aderire alla così detta sesta salvaguardia. Ma anche su questo versante c’è ancora silenzio.

Corrette relazioni sindacali avrebbero consentito di rappresentare meglio le esigenze del personale della scuola e rendere più trasparenti le procedure.

Rimane sempre aperto il problema dei lavoratori della quota 96 a cui la politica non vuole dare risposta non per un motivo economico (ormai il loro numero è ampiamente scemato) quanto perché non si vuole aprire un varco in una legge ingiusta che ha colpito i diritti di molte categorie di lavoratori, in spregio delle norme legislative e contrattuali.