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Quota 96: niet del Ministero dell’Economia

Il Mef non trova le risorse finanziarie per dare risposta a circa 4.000 lavoratori della scuola. La FLC CGIL fa appello al Ministero dell’Istruzione per un intervento risolutore.

20/03/2014
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Nonostante il parere favorevole di tutte le forze politiche alla soluzione del mancato pensionamento del personale della scuola appartenente alla così detta quota 96, il Ministero dell’Economia ancora una volta ha opposto un diniego dovuto alla mancata copertura economica del provvedimento. In parole povere il personale interessato ha ragione, ma non ci sono soldi per le loro ragioni.

Avevamo da subito evidenziato che un provvedimento legislativo favorevole non avrebbe avuto costi elevati, considerata la platea ristretta interessata al riconoscimento dei requisiti pensionistici al 31 agosto del 2012.

Sin dall’emanazione della riforma Fornero del sistema pensionistico, abbiamo sottolineato in tutte le istanze pubbliche che tra le ingiustizie causate dalla riforma c’era quella relativa al personale del comparto scuola, per il quale ai fini del computo del servizio prestato vale l’anno scolastico e non quello solare, come recita l’art. 1 del DPR 351/98.

Come sottolineato più volte nelle notizie sul nostro sito (4 giugno 20135 giugno 20136 settembre 201322 novembre 2013) non soltanto abbiamo intrapreso ricorsi legali al Tar, al Consiglio di Stato per conto di coloro che avrebbero avuto i requisiti pensionistici ante riforma Fornero al 31 agosto 2012, ma abbiamo fatto più volte appello al Parlamento perché sanasse una palese ingiustizia. Nel mese di giugno abbiamo scritto alla Ministra Carrozza per chiedere un suo intervento risolutore.

Un duro giudizio politico è stato espresso verso il governo Letta per non aver raccolto in senso favorevole gli emendamenti presentati in difesa della quota 96, nella convinzione che nessun provvedimento di natura giudiziaria, facente seguito a ricorsi legali degli interessati, ha dato torto ai ricorrenti e che l’alto numero di precari nel comparto esigono dalla politica un atto di coraggio.

Ora facciamo appello al Ministero dell’Istruzione perché metta in campo le modalità adeguate a quella che si sta connotando non soltanto come una ingiustizia verso il personale della scuola appartenente alla cosiddetta quota 96, ma come un vero imbroglio: la politica dice che hanno ragione, il Ministero dell’Economia rende inesigibile tale ragione.