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Stipendi di maggio: arriva il bonus di 80 euro promesso dal Governo

Una nota di NoiPA comunica che nel cedolino di maggio verrà corrisposto il bonus previsto. Bene il riconoscimento di questo credito per i lavoratori dipendenti, ma ora serve il rinnovo del Ccnl nei comparti pubblici.

14/05/2014
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Con lo stipendio del mese di maggio i lavoratori dipendenti pubblici e privati riceveranno un bonus  (max 80 euro) previsto dal DL 66/2014 sulla riduzione del cuneo fiscale. Tale bonus non riguarda tutti ma solo coloro che hanno uno stipendio annuo lordo, salario accessorio compreso (reddito imponibile fiscale) non superiore a 24.000 euro e non inferiore a 8.000 euro. II bonus sarà invece inferiore per chi guadagna tra i 24 e i 26.000 euro. In totale si tratta di un credito complessivo di 640 euro, cioè 80 euro mensili a partire da maggio, che vale per i possessori di reddito complessivo fino a 24 mila euro. Per redditi superiori il bonus si riduce con gradualità fino ad arrivare a un reddito pari a 26 mila euro.

Per quanto riguarda alcune categorie di pubblici dipendenti sarà il sistema NoiPA a gestire (vedi notizia pubblicata sul portale https://noipa.mef.gov.it/498) e comunicare a breve le modalità applicative della riduzione del cuneo fiscale e il relativo importo nelle buste paga di maggio dei pubblici dipendenti. La comunicazione di NoiPA riguarda i lavoratori pubblici che ricevono direttamente lo stipendio dal Ministero dell’Economia, mentre per gli altri lavoratori, saranno le singole amministrazioni o enti ad adottare i provvedimenti necessari alla corresponsione del bonus stesso.

Il bonus viene riconosciuto automaticamente, compreso il personale supplente saltuario della scuola, non occorre fare alcuna domanda per ottenerlo e viene corrisposto agli aventi diritto (lavoratori dipendenti e assimilati), sulla base dei dati reddituali presenti a sistema.

Per la scuola e l’Afam il bonus dovrebbe riguardare, per la maggior parte il personale ATA (soprattutto i collaboratori scolastici), i precari e i docenti collocati nelle prime fasce stipendiali.

Valutiamo positivamente questo intervento, anche se vorremmo che le misure adottate fossero il frutto di una contrattazione con le parti sociali e non elargite una tantum dal Governo, che invece si dovrebbe impegnare concretamente a rinnovare i contratti nazionali, che aspettiamo ormai da 8 anni e promuovere politiche di investimento nei settori pubblici. Su tutta la partita pesa l’esclusione dal bonus dei pensionanti, categoria che insieme ai lavoratori dipendenti assolve puntualmente l’obbligo di pagare le tasse. A questo proposito ci aspettiamo dal governo l’intensificazione della lotta all’evasione fiscale per ristabilire equità e giustizia secondo il dettato costituzionale e recuperare quelle risorse preziose (180 miliardi di euro secondo le recenti stime) che ogni anno vengono sottratte alle casse dello Stato per il comportamento disonesto di milioni di evasori fiscali.