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Meno Istruzione di qualità per tutti

Il Consiglio dei Ministri approva il Decreto sul diritto-dovere e quello sull’alternanza scuola-lavoro

24/03/2005
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Comunicato stampa di Enrico Panini
Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil

Gli éscamotage verbali che il Governo usa per mascherare gli effetti delle proprie scelte stanno ormai raggiungendo livelli inverosimili.

Infatti, si arriva a sparare una bugia colossale, per cui il Decreto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri porterebbe l’obbligo a 18 anni per tutti, quando:

  • nel 2003 è stata abrogata una legge, approvata nella precedente legislatura, che innalzava l’obbligo scolastico al primo anno della scuola superiore riportandolo alla fine della terza media;

  • è stata cambiata la Costituzione immiserendo il valore stesso di obbligo scolastico, trasformato nei fatti da obbligo per la Repubblica nei confronti di un diritto a studiare dei ragazzi a diritto-dovere deciso dalle singole famiglie in base alle proprie condizioni.

Il Governo con il Decreto sul diritto-dovere invita le famiglie socialmente più deboli a far studiare meno i propri figli mentre con quello sull’alternanza scuola-lavoro, approvato dal Consiglio dei Ministri sempre nella giornata di oggi, indebolisce la centralità dell’investimento in istruzione, spinge larghe fasce di giovani verso un lavoro anticipato, contribuisce ad ampliare le differenze sociali nel nostro Paese.

Siamo di fronte a due provvedimenti funzionali alla privatizzazione della cultura nel nostro Paese, alla divaricazione sociale.

"Meno scuola pubblica e meno risorse": questa continua ad essere la stella polare che guida le scelte del Governo.

Inutile il tentativo di edulcorare con i comunicati una realtà che oggi mostra il suo volto più ingiusto.

Che tutto questo avvenga in un sistema d’istruzione che, con la modifica costituzionale approvata ieri, scivola nella direzione di tanti mini sistemi regionali non può che allarmare ulteriormente per la velocità con la quale si intende arrivare alla resa dei conti con 500 anni della storia e della cultura del nostro Paese.

Roma, 24 marzo 2005