Contro la regionalizzazione del sistema di istruzione fima anche tu

Home » Memo » Eventi » Università e ricerca: uno sciopero per il futuro del paese!

Università e ricerca: uno sciopero per il futuro del paese!

“Siamo in sciopero per il futuro del nostro paese, perché rivendichiamo un cambio di direzione per l’università e la ricerca che non hanno bisogno di tagli o privatizzazioni ma di investimenti”. Così Enrico Panini, Segretario generale della FLC ha spiegato lo sciopero generale dell’università e della ricerca di oggi

17/11/2006
Decrease text sizeIncrease  text size

Più di ventimila lavoratori hanno manifestato oggi per le vie del centro della capitale in occasione dello sciopero generale proclamato dalla FLC Cgil, Cisl Università, Cisl Ricerca, Uil Pa-Ur. Sin dalle prime ore della mattina hanno cominciato ad arrivare a Roma, a Piazza Bocca della Verità, le delegazioni dalle varie regioni per sfilare in corteo contro i tagli previsti dalla Legge Finanziaria ai settori dell’Università e della Ricerca, per rivendicare un piano di assunzioni straordinario e la possibilità di rinnovare i contratti di lavoro.

Alle 10,30, quando ancora alcune delegazioni erano in viaggio per Roma, si è mosso il corteo che ha sfilato per le vie di Roma fino a raggiungere Piazza Navona. Le delegazioni sono arrivate da tutte le regioni, con striscioni e bandiere. Centinaia i palloni colorati della FLC Cgil che hanno caratterizzato tutto il corteo. I manifestanti sono arrivati a Roma in treno, in pullman e con mezzi propri, nonostante le difficoltà frapposte dallo sciopero degli autonomi nel settore dei trasporti. Anche l’adesione allo sciopero nelle Università e nella Ricerca, pur in assenza di dati certi, è stata ampia e ben riuscita. A Piazza Navona si sono alternati gli interventi dei sindacati di categoria, di ricercatori, studenti e precari.

Sono intervenuti Alberto Civica, Segretario generale della UILPA-UR che, a nome delle quattro Organizzazioni Sindacali confederali di categoria che hanno indetto la sciopero, ha affermato la necessità di cambiare la finanziaria per l’Università e la Ricerca, se si vuole veramente rilanciare questi settori: precariato risorse e autonomia scientifica sono i problemi a cui bisogna dare risposte immediate. Sono poi intervenuti Daniele Giordano, responsabile dell’UDU, che ha evidenziato i mali dell’Università dal punto di vista degli studenti universitari ed Enrico Sestili, ricercatore precario dell’ISFOL, che ha parlato delle difficoltà del lavoro precario negli Enti Pubblici di Ricerca. Giorgio Santini, della segreteria confederale CISL, ha sottolineato l’insoddisfazione per una finanziaria che non inverte la rotta in questi settori rispetto alle politiche degli anni passati ed ha sollecitato il governo a dare risposte adeguate all’urgenza del momento.

Grande la partecipazione dei precari alla manifestazione. La precarietà è ormai a livelli insostenibili per le persone e per i sistemi: Nell’Università la percentuale dei precari sfiora il 50% mentre negli Enti di Ricerca raggiunge picchi addirittura del 70%-80%. Se scuola Università e Ricerca sono in grado di garantire l’attuale livello di formazione istruzione e ricerca nel nostro Paese, questo è senz’altro dovuto al contributo determinante e non sempre riconosciuto dei precari. Tutti gli interventi, fra cui quello del Prof. Petronzio, Presidente dell’INFN, che ha parlato a nome del Coordinamento degli Enti di Ricerca, hanno sottolineato la necessità di segnare una discontinuità rispetto al precedente Governo di centro-destra in settori così strategici per il futuro del Paese.

Concetto ripreso e ribadito con forza nell’intervento conclusivo dal Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani: “ Non si tratta solo di trattenere i cervelli nel nostro Paese, attraverso politiche di assunzione dei tanti, troppi precari, dell’Università e Ricerca, ma è necessario intervenire per rendere anche l’Italia un Paese nel quale venire a fare Ricerca da parte degli stranieri.”Epifani, ha ripreso le ragioni che hanno portato Cgil, Cisl e Uil a proclamare uno sciopero sulle parti della finanziaria che intervengono su Università e Ricerca.

Ha criticato l’assenza nella legge finanziaria di un “cuore” che rappresenti, con coerenza, le scelte di questa nuova maggioranza ed ha ricordato che il rilancio e lo sviluppo del Paese passa dall’investimento di maggiori risorse per scuola, università e ricerca.

Epifani ha inoltre aggiunto che la finanziaria va giudicata positivamente per le parti positive, e ci sono, ma anche criticata per le parti che non vanno bene e tra queste i tagli a Università e Ricerca. Il compito del Sindacato è denunciare questi tagli e chiedere al Governo una netta inversione di tendenza.

La presenza delle Confederazioni e le conclusioni del Segretario generale della Cgil hanno dato alla manifestazione, ed allo stesso sciopero un valore generale che va oltre le questioni di categoria assegnando ai temi dell’Università e della Ricerca, un ruolo centrale nelle politiche e nelle rivendicazioni sindacali.

Roma, 17 novembre 2006

Vai ai nostri clik