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Arriva la nuova maturità senza Invalsi e alternanza

Il ministero dell’Istruzione ha inviato ieri alle scuole le prime indicazioni operative sulla nuova maturità, che debutta a giugno, e interessa, da subito, mezzo milione di studenti, che a settembre hanno iniziato la quinta superiore

05/10/2018
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Il Sole 24 Ore

Claudio Tucci

A giugno gli studenti potranno sedersi alla maturità con il sei in ciascuna disciplina (e la sufficienza in comportamento) e se hanno frequentato almeno i tre quarti del monte ore annuale previsto. Il consiglio di classe potrà anche ammettere agli esami alunni con una insufficienza in una sola disciplina, o gruppo di discipline valutate con un unico voto: in questo caso, servirà «una adeguata motivazione». Non sono invece più - almeno per quest’anno - necessari per l’accesso alle prove la partecipazione ai test Invalsi e lo svolgimento delle ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro (il recente decreto milleproroghe ha infatti differito al 1° settembre 2019 l’entrata in vigore di questi due ulteriori requisiti).

La circolare 
Il ministero dell’Istruzione ha inviato ieri alle scuole le prime indicazioni operative sulla nuova maturità, che debutta a giugno, e interessa, da subito, mezzo milione di studenti, che a settembre hanno iniziato la quinta superiore. L’obiettivo del ministro, Marco Bussetti, è fornire a docenti e famiglie un quadro il più chiaro possibile delle regole oggi in vigore, oggetto, in questi mesi, di diversi (e spesso confusi) interventi normativi.

Le novità - rispetto allo scorso giugno - sono diverse. La circolare, sei pagine in totale, firmata dal capo dipartimento del ministero, Carmela Palumbo, ricorda come le prove scritte scendano da tre a due, italiano e materia d’indirizzo. Non ci sarà più il “quizzone” predisposto da ciascuna commissione. A cambiare è anche la composizione del voto finale. Che rimane espresso in centesimi, ma il credito scolastico (vale a dire il punteggio maturato dal ragazzo nell’ultimo triennio) varrà fino a 40 punti (invece dei 25 attuali). Per chi farà l’esame a giugno ci sarà un’apposita comunicazione, entro gli scrutini intermedi, sul credito già maturato per il terzo e quarto anno, che sarà convertito in base alle nuove tabelle. Chi verrà ammesso con l’insufficienza avrà un credito scolastico più basso.

I punteggi 
I restanti 60 punti spettano alla commissione: massimo 20 per ciascuno dei due scritti, e massimo 20 per l’orale, dove potrebbe - ma qui il condizionale è ancora d’obbligo - non trovare più spazio la tesina sull’attività di alternanza svolta.

La prima prova scritta, italiano, in programma il 19 giugno, servirà ad accertare la padronanza della lingua, le capacità espressive e critiche degli studenti. I maturandi dovranno produrre un elaborato scegliendo tra sette tracce riferite a tre tipologie di prove in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico. Stop al saggio breve e all’articolo di giornale. Le tre tipologie di prova (invece delle quattro attuali) saranno: tipologia A (due tracce) - analisi del testo, tipologia B (tre tracce) - analisi e produzione di un testo argomentativo, tipologia C (due tracce) - riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità. Per l’analisi del testo la novità principale riguarda il numero di tracce proposte: gli autori saranno due, anziché uno come oggi. Questo per coprire ambiti cronologici, generi e forme testuali diversi. Potranno essere proposti testi letterari dall’unità d’Italia ai giorni nostri.

L’analisi e produzione di un testo argomentativo (tipologia B) proporrà ai maturandi un singolo testo compiuto o un estratto da un testo più ampio, chiedendone l’interpretazione seguita da una riflessione dello studente. La tipologia C, il “vero e proprio” tema, proporrà problematiche vicine all’orizzonte delle esperienze dei ragazzi e potrà essere accompagnata da un breve testo di appoggio con spunti per ulteriori riflessioni.

La seconda prova scritta si terrà il 20 giugno, a gennaio si sapranno le materie. Per una correzione un pò più omogenea da Milano a Palermo verranno fornite alle commissioni griglie nazionali di valutazione.

Le commissioni non subiscono modifiche: presidente esterno, tre membri interni, tre esterni.

Il punteggio minimo per superare l’esame rimane 60. La commissione potrà integrare il voto fino a un massimo di cinque punti, se il candidato ha ottenuto un credito scolastico di almeno 30 punti e un risultato complessivo nelle prove d’esame di almeno 50 punti. Per la “lode” occorre l’unanimità.