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Corriere: Il Tar «salva» altri 7.200 prof precari

Esecuzione dell’ordinanza: verranno reinseriti secondo il proprio punteggio. Il ministero pagherà le spese legali Oggi inseriti i primi 300 nelle graduatorie. Gelmini: il decreto ferma la sentenza

09/11/2009
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Corriere della sera

ROMA — Docenti precari, in arrivo una seconda proce­dura di commissariamento per il Miur. Ed un conto salato da pagare per le spese legali: 65 mila euro per 13 ricorsi, 5 mila per ognuno. Stavolta so­no in gioco gli interessi di 7200 insegnanti non di ruolo difesi dai legali dell’Anief (As­sociazione nazionale profes­sionale e sindacale).

Se le autorità scolastiche en­tro 30 giorni non inseriranno nelle graduatorie questi prof secondo il loro punteggio e non in coda come ha stabilito un decreto firmato dal mini­stro Gelmini, lo farà al loro po­sto un commissario nominato dai giudici del Tar del Lazio. La prima procedura - circa 300 docenti interessati - risale ad un mese fa. I termini sono appena scaduti. Oggi il com­missario si metterà al lavoro per fare quello che i giudici gli hanno ordinato. L’incarico, per tutti i ricorsi, è stato affida­to al dirigente generale della Funzione pubblica, Luciano Cannerozzi de Grazia.

È un braccio di ferro, piutto­sto complicato. Da una parte i precari che si sono rivolti al Tribunale amministrativo, ag­giudicandosi i primi round dello scontro. L’Anief, insie­me ad altre associazioni e gruppi di docenti, ha infatti ot­tenuto l’esecuzione dell’ordi­nanza con la quale nel giugno scorso il Tar aveva sospeso la parte del decreto ministeriale che collocava i precari in coda alle liste, annullando il pun­teggio messo insieme in tanti anni di lavoro.

Dall’altra parte il ministero che non intende mollare. Per viale Trastevere le sentenze del Tar andranno ad infranger­si contro il decreto «salva-pre­cari » (ora al Senato dopo l’ok di Montecitorio), destinato a diventare legge entro il 24 no­vembre. I supplenti, sostengo­no i collaboratori della Gelmi­ni, saranno inseriti nelle gra­duatorie con le modalità previ­ste da un provvedimento mi­nisteriale dello scorso aprile il cui obiettivo è quello di tutela­re la continuità didattica e sco­raggiare la mobilità selvaggia dei supplenti che non piace per nulla alle famiglie. Per il periodo 2009-2011 potranno inserirsi in coda alle graduato­rie in tre province. In altre pa­role è il blocco dei trasferi­menti. Dal 2011, invece, po­tranno spostarsi in un’altra provincia, naturalmente col ri­conoscimento del punteggio.

Per Marcello Pacifico, presi­dente dell’Anief, non è detto però che la legge possa blocca­re il lavoro di commissari ad acta nominati dal giudice. «Ma se così dovesse essere — ha annunciato il leader dei pre­cari — non esiteremo a solle­vare il sospetto di anticostitu­zionalità ». «Da stamani i pri­mi 300 ricorrenti saranno inse­riti 'a pettine' nelle graduato­rie di tutte le province italiane — ha dichiarato Pacifico —. Speriamo che quest’ennesima pronuncia sia finalmente da stimolo per una corretta ge­stione delle graduatorie, nel ri­spetto delle più elementari re­gole del buonsenso, della legi­slazione e della Costituzione». Per Pacifico la continuità di­dattica potrà essere assicurata solo «stabilizzando tutti i pre­cari » e «garantendo al perso­nale non di ruolo gli stessi di­ritti del personale di ruolo co­me una direttiva del 1999 del­l’Europa ci impone». Operazio­ne, secondo altri, destinata a ridurre fortemente la speran­za di salire in cattedra — dato il gran numero di precari — ai prof del futuro, quelli che do­vrebbero insegnare dopo aver ottenuto una laurea abilitan­te.

Giulio Benedetti