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Il cambio di rotta che viene dai ragazzi

di Dacia Maraini

19/03/2019
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Corriere della sera

Una ragazzina dalla faccia di bambina che fa esplodere un pandemonio universale. Ragazzi che dappertutto scendono per le strade a dimostrare, non per una ideologia, ma per una preoccupazione per il futuro. Chiedono che si smetta di scaldare il pianeta tanto da farlo bollire. Certo non sanno come e non tocca a loro rimediare ai danni che stiamo facendo, ma le manifestazioni così numerose finiscono per sensibilizzare l’opinione pubblica, e perfino la politica non riesce a fare a meno di tenerne conto.

È cominciata subito la caccia alle ragioni nascoste, alle spinte economiche, agli interessi privati che possono stare dietro a questo giovane popolo che protesta, partendo da Greta Thunberg, all’origine di tanta turbolenza. È stata consigliata, spinta, usata, forse perfino pagata, dicono, e tanta sorpresa e tanto livore evidentemente nascono da paura. Che il popolo degli studenti si risvegli come nel Sessantotto e pretenda di cambiare l’andamento delle cose? Che questi ragazzini impuberi vogliano influire sulla politica degli esperti, dei grandi politici che stanno tutti i giorni sul video a creare linguaggio e pensiero? Ma chi li guida? Chi li imbecca? Chi li istiga?

Evidentemente Greta è stata la miccia che ha acceso il fuoco, ma il fuoco stava covando da tempo. Io che vado spesso nelle scuole l’ho scritto varie volte: sotto la superficie di un evidente disinteresse politico, sotto la tanto criticata apatia c’era del fuoco che aveva solo bisogno di una scintilla per scoppiare. La scintilla è venuta da una bambina con le trecce che ha indovinato le parole giuste, nel momento giusto.

Il contrasto con i gilet gialli che stanno devastando Parigi è evidente. Quelli sono tutti maschi e si scagliano contro i poliziotti, bruciano le automobili, fanno a pezzi le vetrine dei negozi. Gli studenti invece, di cui la maggioranza sono ragazzine, manifestano pacificamente, non esprimendo odio o rancore, senza proporre rivoluzioni impossibili e rabbie sociali, ma chiedendo un cambio di rotta possibilissimo.

È una questione di buona volontà. Lo sappiamo. Ma poiché non porta voti, i politici evitano di parlarne. Di fronte a queste masse di giovani, è possibile che comincino a cambiare idea. Lo speriamo. Io lo spero e voglio credere che siamo a un inizio di cambio di rotta.