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Il Messaggero-Scuole: l'anno rischia di saltare

Scuole: l'anno rischia di saltare Tra scioperi e occupazioni molti istituti sono al limite dei 200 giorni di lezioni di RAFFAELLA TROILI Non è stata un'avventura. La protesta studentesca ripren...

04/01/2002
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Il Messaggero

Scuole: l'anno rischia di saltare
Tra scioperi e occupazioni molti istituti sono al limite dei 200 giorni di lezioni
di RAFFAELLA TROILI

Non è stata un'avventura. La protesta studentesca riprenderà. E anche se nell'immediato il testimone passa a presidi e professori, i ragazzi hanno in mente di ritornare a manifestare contro la Moratti e la riforma Bertagna. Ma il tempo stringe e lunedì alla ripresa delle lezioni cominceranno a tappeto compiti in classe, interrogazioni programmate e scrutini (laddove ci sono i quadrimestri). Una corsa forsennata a riempire i registri, rimasti a corto di voti in molti casi da novembre. E una nuova minaccia incombe sull'anno scolastico: "Diverse scuole starebbero già al limite dei 200 giorni di lezione obbligatori voluti dalla legge - denuncia un preside - Ma piuttosto che invalidare un anno, chi ha già 'sforato" potrebbe scegliere di fare carte false per nascondere il quadro reale delle assenze". D'ora in poi, quindi, massima attenzione alle presenze. Di sicuro molte gite salteranno.
Presidi sul piede di guerra. Giovedì prossimo, l'adunata è per le 11 al Galilei di via Conte Verde. Il giorno dopo sciopereranno i capi d'istituto aderenti a Cgil, Cisl e Uil, il 30 gennaio quelli legati all'Anp (associazione nazionale presidi). Due scioperi che testimoniano come nell'ambiente scolastico l'atmosfera sia più incandescente del solito. E che si vanno ad aggiungere alle manifestazioni nazionali della scuola preannunciate per gennaio e febbraio da molte sigle sindacali.
Prof in fermento. Anche loro già annunciano sit-in e cortei, per continuare a dire no alla riforma targata Moratti. Ma in mente hanno anche altre forme di protesta come i voti politici agli esami di maturità, oppure, di boicottare direttamente i prossimi esami di Stato. E annunciano scioperi della scuola (con date da definire) sia per gennaio (Cub) che per febbraio (Unicobas).
Nuove occupazioni? Gli Stati Generali del 19 e 20 dicembre, invece di calmare gli animi li hanno ulteriormente infiammati e nonostante il lungo ponte natalizio i ragazzi delle superiori romane si sono tenuti in contatto, organizzato assemblee, confrontato programmi. E giurano di essere pronti a fare di tutto per evitare che la riforma passi. "Avevamo pensato di organizzare un'occupazione simbolica '#8211; racconta David del Tasso '#8211; proprio per far vedere che la nostra non è una protesta il cui unico scopo è quello di perdere giorni di scuola. Comunque organizzeremo collettivi pomeridiani e intorno al 20, anche se è tutto da definire, abbiamo in mente di fare una grande manifestazione". Gli studenti non ne parlano, ma tra i docenti serpeggia il timore che possano scattare nuove occupazioni. Anche al Dipartimento scolastico di Rifondazione Comunista confermano che i ragazzi non hanno alcuna intenzione di mollare: "Non sappiamo ancora quali forme di protesta verranno adottate, ma è certo che gli studenti questa volta sono davvero determinati". Dal Tasso al Mamiani, è il momento delle assemblee permanenti. Qui ogni scuola deciderà come muoversi. "Non solo proteste - precisa Francesco, del Tasso - ma anche proposte. Faremo sapere alla Moratti come vogliamo la nostra scuola. E poi in primavera, se la riforma arriverà alle Camere senza essere minimamente modificata, torneremo a protestare".
Iscrizioni entro il 20. Scadono cinque giorni prima degli altri anni (il 20 gennaio). Si tratta di un termine ordinatorio, non perentorio che ha l'intento di sveltire le procedure e mettere le scuole in condizione di programmarsi per tempo. Come a dire: in nome del diritto allo studio, i ritardatari non saranno rimandati indietro.
(ha collaborato

Simona Tagliaventi