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Inps, task force per definire 600 mila posizioni incerte

La novità è diventata pienamente operativa da quest'anno

08/07/2018
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Il Messaggero

La novità è diventata pienamente operativa da quest'anno: tocca all'Inps accertare il diritto alla pensione del personale della scuola. Le prestazioni degli insegnanti e degli altri lavoratori vengono definite sulla base dei dati presenti sul conto assicurativo degli interessati e l'istituto deve collaborare con il ministero dell'Istruzione e con le scuole, a cui spetta l'invio delle informazioni aggiuntive necessarie. Un passaggio che come accade nella pubblica amministrazione incontra problemi di rodaggio, ma che fa parte in realtà di un disegno più ampio: ridare certezza in materia pensionistica non solo ai lavoratori della scuola ma ad una porzione ancora più consistente di dipendenti pubblici. 
IL CALCOLOPer molti di loro infatti la pensione è avvolta dall'incertezza, che non riguarda tanto la data in cui sarà possibile lasciare il lavoro, ma i versamenti contributivi che saranno usati come base per calcolare il futuro trattamento e che condizionano anche il raggiungimento dei requisiti richiesti. Sono infatti potenzialmente incomplete o inesatte le informazioni che riguardano oltre un milione di dipendenti in attività. La conseguenza è che le amministrazioni fanno tuttora i conteggi a poche settimane dal momento dell'uscita e la pensione viene spesso liquidata su base provvisoria, in attesa di un calcolo definitivo che può arrivare anche dopo molti mesi. L'Inps (nel quale dal 2012 è confluita l'Inpdap e quindi la gestione dei dipendenti pubblici) ha deciso all'inizio di quest'anno di porre fine a questa situazione avviando il progetto Estratto conto dei dipendenti pubblici. Non sarà un lavoro breve e nemmeno facile, tant'è vero che l'orizzonte temporale su cui si sta ragionando è di tre anni, periodo nel quale saranno impegnati in prima linea, accanto ad altri dipendenti dell'istituto, 250-280 lavoratori interinali assunti per l'occasione. Le criticità riguardano in particolare il comparto Difesa e sicurezza (450 mila posizioni da popolare per i periodi precedenti al 2012), la scuola, con 595 mila posizioni del ministero dell'Istruzione che dovranno essere popolate e normalizzate, e il ministero della Giustizia in cui si concentra il grosso delle ulteriori 225 mila posizioni da verificare.
LE AMMINISTRAZIONIIn sintesi, si tratta di acquisire dalle amministrazioni interessate le informazioni relative a retribuzioni e contributi del passato (soprattutto prima del 2005), portarle in formato digitale, controllare errori e incongruenze: la mole di documenti coinvolti per una platea così vasta dà da sola l'idea di quanto il progetto sia impegnativo. Ma poi per ricostruire esattamente le carriere sarà necessario un lavoro ulteriore, esaminare le oltre 400 mila domande di riscatto, ricongiunzione e computo (queste ultime sono quelle che riguardano servizi resi alle dipendenze dello Stato in posizione non di ruolo). Dopo tutti questi passaggi gli interessati riceveranno il proprio estratto conto contributivo e avranno in prospettiva due vantaggi: la riduzione dei tempi necessari per l'erogazione della prestazione previdenziale, al momento di lasciare il lavoro e la possibilità - già durante il periodo di servizio - di farsi un'idea di cosa li attende alla fine della carriera lavorativa in termini di trattamento economico. E quindi fare le scelte conseguenti per quanto riguarda ad esempio il riscatto della laurea o la previdenza integrativa e più in generale prendere le decisioni sulla vita futura con maggiore consapevolezza.
Luca Cifoni