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La Stampa-Il Congresso americano ha approvato la riforma

La scuola dei sogni di Claudio Gorlier C'è voluto quasi un anno di dibattiti, ma alla fine, con un voto che ha visto uniti maggioranza e opposizione (87 a 10 al Senato) Camera e Senato degli S...

21/01/2002
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La Stampa

La scuola dei sogni

di Claudio Gorlier

C'è voluto quasi un anno di dibattiti, ma alla fine, con un voto che ha visto uniti maggioranza e opposizione (87 a 10 al Senato) Camera e Senato degli Stati Uniti hanno approvato a dicembre una riforma che ora sta diventando legge e che costituisce la maggior conquista nell'ambito dell'educazione dal '#8216;65. La riforma, che realizza uno dei punti programmatici fondamentali del presidente Bush, "consentirà a tutti i ragazzi di realizzare i loro sogni e di costruire un futuro per sé, le famiglie, le comunità, il paese".

Sono parole del senatore Edward M. Kennedy, democratico del Massachusetts e presidente della Commissione senatoriale per la salute l'istruzione il lavoro e le pensioni, una figura di riconosciuto prestigio. Le scuole pubbliche americane dipendono dai singoli Stati, ma possono ricevere a determinate condizioni aiuti federali, e questo è il caso. I contributi saranno concessi sulla base dell'efficienza delle scuole, partendo dalle elementari. Come?

Non sottoponendo a controlli gli insegnanti, ma gli allievi, che dovranno affrontare delle prove di lingua e di matematica. Se i risultati saranno fortemente deficitari, si procederà in primo luogo a erogare aiuti integrativi, ma se persisteranno, le scuole perderanno la qualifica ufficiale e saranno trasformate in scuole a contratto. In quanto agli allievi di scuole giudicate carenti per qualità d'insegnamento, si adotterà una serie di provvedimenti. Intanto, grazie ai finanziamenti potranno avvalersi di uno specifico "tutoring", affidato a insegnanti nominati appositamente, mentre si garantirà un insegnante fisso per ogni classe.

Poi, saranno in grado di frequentare corsi estivi d'integrazione. Infine - caso limite - si organizzeranno per loro sistemi di trasporto in altre scuole pubbliche valutate positivamente. Rimane, in effetti, una questione aperta sottolineata ora dal New York Times: come valutare appropriatamente la preparazione dei docenti. Ad esempio, ne esistono che pur qualificati, non possiedono un perfezionamento nella materia che insegnano.

Se la loro professionalità è fuori discussione, si dovrà e si potrà rimediare, oltre a fissare un numero massimo di allievi per classe. L'unico suggerimento del presidente Bush non accettato dai legislatori è quello che prevedeva la concessione di un buono per studenti di scuole pubbliche giudicate inadeguate per trasferirsi in scuole private.

Comunque, il risultato porterà a un sostanziale miglioramento del livello scolastico, in molti casi giudicato preoccupantemente basso, consentendo una notevole flessibilità nell'organizzazione scolastica e nella utilizzazione dei fondi federali, in aggiunta a quelli dei singoli Stati. Ma soprattutto avvantaggerà gli studenti di famiglie povere o appartenenti a minoranze etniche, "creando", ha dichiarato Bush "le condizioni per cui tutti possano davvero imparare". Come si vede, gli Stati Uniti non si preoccupano soltanto di Bin Laden.

...o degli incubi

di Ermanno Bencivenga

Che nella scuola americana esplodano spesso in modo drammatico le tensioni della società circostante è noto: le sparatorie fra gang rivali e le catarsi distruttive di individui isolati e depressi si ripetono con tragica regolarità. Ma l'episodio più recente di questa guerra non dichiarata, in cui uno studente nigeriano di 42 anni, naturalizzato statunitense, ha ucciso con una calibro 38 il rettore, un professore e una compagna nella Appalachian School of Law, suggerisce un'angolatura diversa dal solito, che vale la pena di sottolineare.

In una società che si presume senza classi, le differenze di censo sono le uniche a contare, e queste differenze si costruiscono da piccoli, preparandosi la strada per entrare nelle scuole di specializzazione in legge, medicina o business (tutte post-laurea, e tutte rigorosamente a numero chiuso) che a loro volta daranno accesso alle professioni più pagate.

La selezione comincia sempre più presto, non più solo all'università ma anche nelle scuole superiori o addirittura alle elementari. Ecco allora bambini (e genitori) preoccupati di accedere agli "honor program" già a sei anni, adolescenti impegnati in complesse predizioni delle loro medie scolastiche, giovani diplomati alle prese con l'industria degli Scholastic Attitude Test (corsi di preparazione, libri, test di prova da fare al computer, per non parlare della costosa iscrizione) che controllano l'ammissione ai college più prestigiosi, professori trasformati in detective per scoprire studenti che copiano (dai compagni, dai libri, da Internet) allo scopo di arraffare voti migliori, ecco l'ulteriore industria degli MCAT, LSAT, GRE e via dicendo: i test standardizzati su cui si basano le ammissioni alle scuole di specializzazione.

In inglese la chiamano "rat race", la corsa dei topi: comincia appena si è in grado di camminare e finisce solo con lo sfinimento. La Appalachian School of Law è un'istituzione modesta, non certo al livello di Stanford o Yale, ma la strada per uno studio di avvocato può passare anche di lì. Una volta entrati, è importante però arrivare fino in fondo: la terra delle opportunità, alla maggior parte dei suoi abitanti, di opportunità ne offre al massimo una.

Quando dunque un uomo non più giovanissimo sta per esserne espulso perché i suoi voti non sono all'altezza, si rende conto di aver perso l'occasione della sua vita. Non ha più nulla da perdere, nessun posto dove andare. Il risultato lo conosciamo. Stiamo parlando molto di riforma scolastica, di questi tempi, e guardiamo con attenzione a modelli stranieri. Forse quanto è accaduto in Virginia dovrebbe farci riflettere sui pro e i contro di un'istruzione selettiva, nozionistica, esasperatamente competitiva.