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Liberazione: La riforma? Un flop Gelmini: «Non è vero»

Scuola, le famiglie vogliono il tempo pieno, ma non ci sono i posti (né i soldi)

03/03/2009
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Liberazione

Ecco lampante la differenza tra paese reale e paese "politico". Una bella lezione per il governo, soprattutto per la ministra Gelmini a cui l'appellativo "Santa Ignoranza" va decisamente stretto.
Gelmini infatti non solo ignora quale sia l'Italia di oggi, ma è rimasta legata a quella di Mariarosa e Olivella, quando le mamme stavano a casa, i preti in oratorio e dopocarosello a nanna. Per cui miglior pacifica risposta alla sua legge sulla scuola (appoggiata da un governo di Carmencite, Joe Condor e Gringo, per restare nella metafora) non poteva arrivare. Una sorta di referendum. La stragrande maggioranza delle famiglie italiane ha scelto le 40 ore e le 30 ore come modello di riferimento per iscrivere i figli in prima elementare il prossimo anno scolastico. Ma non c'è posto per tutti e molte richieste potrebbero restare sulla carta: tutto dipendera' dai tagli che saranno effettivamente realizzati dal governo sul personale della scuola. I dati ce li fornisce il mensile di settore Tuttoscuola e il sindacato Flc Cgil. Il tempo pieno, alle elementari, potrebbe toccare, dalla prima alla quinta, quota 700 mila iscritti il che confermerebbe che per l'anno scolastico 2009/2010, questo particolare modello di tempo scuola è sempre piu' gradito alle famiglie. Un dato basato su quanto gia' accaduto nel 2008/2009: nonostante la diminuzione di alunni alla primaria (-8.300 unità) la richiesta di tempo pieno è aumentata. E si è mosso qualcosa anche al Sud, meno avvezzo al servizio: nel 2008-2009 il tempo pieno ha toccato il 26,6% degli alunni. L'anno prossimo i numeri potrebbero crescere, dice Tuttoscuola : considerata la domanda, ma, soprattutto, tenendo conto della reale offerta possibile, le classi a tempo pieno potrebbero passare dalle 34.317 attuali a 35.000 (+2%).
Se sarà così, gli alunni accolti nelle classi a tempo pieno potrebbero essere 16 mila in più rispetto a quest'anno, pari al 28% del totale degli iscritti. Quanto alle prime classi, però, Tuttoscuola avverte: 300 mila famiglie che hanno scelto il tempo medio (30 ore) o lungo (40 ore) potrebbero non essere accontentate. In base anche alle proiezioni diffuse ieri dal ministero sulle scelte fatte dalle famiglie in fase di iscrizioni, secondo Tuttoscuola, infatti, potrebbero essere costituite a tempo pieno classi per una percentuale intorno al 27% del totale (conferma del livello attuale); il restante 73% sarebbe costituito da classi a tempo normale, ma, se risultasse azzeccato il sondaggio, vi sarebbe solo un 3% di classi funzionanti a 24 ore, e ci sarebbe un altro 3% speculare di classi a 30 ore. In tal caso, sostiene la rivista, due terzi delle prime (67%) risulterebbe con il modello orario a 27 ore settimanali.
Insomma, di quel 90% di italiani che gradiscono un tempo medio lungo di 30-40 ore settimanali risulterebbe soddisfatto un terzo, perche' il 27% di classi a 40 ore e il 3% a 30 ore fanno un totale complessivo del 30%, mentre il 60% si dovrebbe accontentare dell'orario breve di 27 ore. Considerando che gli iscritti al primo anno della primaria sono circa 500 mila (511 mila nel 2008/09) sarebbero circa 300 mila le famiglie alle quali potrebbe non essere accordato il tempo medio lungo richiesto.
Contro Gelmini & C. non ci sono solo i soliti sovversivi comunisti sindacalisti riformisti, ecc ecc. Ma anche il casto Movimento Italiano Genitori (Moige), che auspica che le «scelte compiute dalle famiglie al momento delle iscrizioni siano rispettate nel prossimo anno scolastico garantendo cosi' la possibilita' di usufruire di tutti i modelli orari previsti e offerti dalla scuola». E si spinge a dire: «Le famiglie hanno bisogno di risposte rapide e certe dal sistema scolastico per poter pianificare con serenità il prossimo anno scolastico». Ma la ministra non demorde: «Non c'è nulla di più falso - ha detto - il maestro unico non è un fallimento, esiste indipendentemente dal quadro orario, esiste nelle 24, nelle 27 e nelle 30 ore. La scelta da parte delle famiglie del quadro orario non ha nulla a
che vedere con il maestro unico. Credo - ha aggiunto - che il cosiddetto modulo, ovvero la presenza di più insegnanti nella stessa classe, non abbia portato a buoni risultati. Quindi un maestro unico di riferimento - ha ribadito - si conferma indipendentemente dalla scelta della fascia oraria da parte delle famiglie».