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Messaggero: Precari, il Tar: «In graduatoria altri settemila insegnanti»

A giorni nelle liste “a pettine” i primi 300, ma ora si attende lo stop dal Ministero

09/11/2009
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Il Messaggero

di ALESSANDRA MIGLIOZZI

ROMA - Il Tar del Lazio boccia ancora una volta il ministero dell’Istruzione. Un mese fa era arrivata una prima ordinanza che lo obbligava ad inserire un centinaio di docenti a pettine (cioè in base al loro punteggio) e non in coda nelle graduatorie di altre tre province oltre alla propria, pena il commissariamento. Ora, a distanza di qualche settimana, sono scattate altre 13 sentenze identiche che prevedono lo stesso diritto per altri 7mila insegnanti e condannano il Miur a pagare 65mila euro. Anche stavolta c’è la minaccia del commissariamento: il ministero ha trenta giorni per sanare la situazione.
Nel frattempo sono scaduti i tempi per attuare l’ordinanza di ottobre: nei prossimi giorni si metterà al lavoro il commissario ad acta nominato dai giudici del Tar, Luciano Cannerozzi de Grazia, dirigente della Funzione Pubblica che potrebbe inserire a pettine nelle graduatorie provinciali i ricorrenti che hanno già vinto le loro cause. «Si tratta di 300 docenti» dicono dall’Anief, l’Associazione professionale e sindacale che ha promosso i ricorsi. C’è il rischio che le liste possano essere rivoluzionate, se, come già trapela, de Grazia intenderà procedere. Potrebbe però fermarlo il Parlamento che sta per convertire in legge il decreto salva-precari della scuola modificato nelle scorse settimane alla Camera con un emendamento ad hoc proprio per evitare il commissariamento. «Entro il 24 novembre il decreto sarà legge - sottolineano da ambienti ministeriali - la Camera ha già detto sì e quando sarà convertito definitivamente supererà di fatto la decisione dei giudici». Non la pensa così l’Anief che è pronta ad andare avanti. «Abbiamo presentato ricorso contro il dl per farlo bloccare - annuncia il presidente Marcello Pacifico - e siamo pronti a chiedere ai giudici di portarlo fino alla Consulta: per noi è incostituzionale».
La vicenda delle graduatorie contestate è cominciata ad aprile scorso quando è arrivato il decreto firmato dal ministro Mariastella Gelmini che ha dato ai precari la possibilità di scegliere tre province oltre alla propria, ma con inserimento in fondo. Alcuni docenti hanno fatto ricorso e hanno vinto, la prima volta, a giugno. Il ministero si è opposto, ma il Consiglio di Stato gli ha dato torto. Viale Trastevere ad agosto ha inserito i precari a pettine, ma “con riserva” ed è scattata la seconda tranche di ricorsi vinti, stavolta, con la minaccia del commissariamento. Per questo il governo ha chiesto alla maggioranza modificare il decreto sui precari durante il suo iter alla Camera: il dl stabilisce ora che chi si vuole spostare di graduatoria finisce in coda. Questo fino al 2011, quando si potrà scegliere una provincia diversa dalla propria e inserirsi a pettine. «L’emendamento - commenta Marcello Pacifico - autorizza lo spostamento a pettine in altra provincia nel 2011-2013, allora perché nel 2009 il ministro lo ha impedito? Speriamo che quest’ennesima pronuncia del Tar sia finalmente da stimolo per una corretta gestione delle graduatorie ad esaurimento nel rispetto delle più elementari regole del buonsenso, della nostra legislazione e della nostra Costituzione. Bisogna stabilizzare tutti i precari per assicurare la continuità didattica». Oggi l’Anief sarà in sciopero