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ScuolaOggi: Pantaleo: peggiora la qualità della didattica

Emerge un'unica preoccupazione – afferma - far combaciare l'organizzazione della scuola primaria e della media inferiore ai tagli di organico contenuti nell'articolo 64 della legge n.133.

15/01/2009
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ScuolaOggi

di Luciana Di Mauro

Illustrata ai sindacati la circolare ministeriale che contiene indicazioni alle scuole sulle iscrizioni per l'anno scolastico 2009-2010, il giudizio di Mimmo Pantaleo, segretario generale della FLC – CGIL, è decisamente negativo. «Peggiora la qualità e non assicura la libera scelta delle famiglie. Emerge un'unica preoccupazione – afferma -

far combaciare l'organizzazione della scuola primaria e della media inferiore ai tagli di organico contenuti nell'articolo 64 della legge n.133. Per lo stesso motivo – osserva - si vuole anticipare la riforma degli Istituti tecnici. Preoccupazione che poco o nulla ha a che fare con la qualità della didattica e dell'offerta formativa, persino facendo lo sforzo di guardare alle misure adottate con le ragioni sbandierate dal ministro Gelmini».

In assenza dei regolamenti attuativi che non vedranno la luce prima di due mesi, la circolare anticipa una serie di contenuti e indicazioni, necessari alle scuole per definire e presentare alle famiglie la propria offerta formativa al momento delle iscrizioni posticipate al 28 febbraio.

La possibilità di scegliere tra quattro modelli orari: le 24 ore d'antan, le 27 o 30 ore corrispondenti al modulo, oppure le 40 ore della scuola a tempo pieno è più sulla carta che nella realtà. «Le richieste delle famiglie vengono subordinate, perfino nei modelli allegati alla circolare per le domande d'iscrizione, agli organici che si tagliano pesantemente, eliminando tutte le compresenze». Non solo, spiega Pantaleo:«ci sarà la scuola del mattino, ma il tanto vantato ritorno al maestro unico di riferimento per i bambini, non è affatto tale. Ci sarà un maestro prevalente che farà 22 ore, più un insegnate di religione, più quello d'inglese ciascuno con il proprio impianto pedagogico, dal momento che lavoro in team, attività diversificate e programmate non sono più previste»

Il giudizio critico non si limita alla scuola primaria, non piacciono nemmeno i vincoli troppo rigidi posti al tempo prolungato nella secondaria di primo primo grado e, ancor più la preferenza accordata all'inglese, il cui insegnamento potrà essere potenziato a scapito delle altre lingue comunitarie. «Un modo per andare in contro tendenza rispetto all'Europa - dice segretario FLC Cgil – creando per di più ulteriori esuberi di personale». Ritenuto ideologico anche il ritorno degli anticipi nella scuola dell'infanzia: «Non si possono iscrivere e accogliere in modo adeguato bambini di età inferiore ai tre anni nelle scuole dove i bagni sono inadeguati e la professionalità come il numero dei docenti sono tarati per obiettivi di apprendimento e non per la cura».

Non va bene nemmeno, per la FLC Cgil, l'anticipo dal 31 maggio al 28 febbraio delle iscrizioni per l'educazione degli adulti, a fronte di una richiesta delle associazioni di procrastinarle a settembre. Un ulteriore allarme è espresso, infine, da Pantaleo a proposito del modo “ambivalente e non chiaro” con cui si affronta l'accoglienza dei bambini stranieri per il quali si prevede prima dell'inserimento nelle classi un rafforzamento della lingua italiana, senza specificare come e con quali insegnanti. «Al di là dei timori su una possibile ricomparsa delle classi ponte – chiede Pantaleo –, resta un mistero come fare questa alfabetizzazione con personale che non c'è».

Lu.dim