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«Tenere i bimbi a casa per un raffreddore? Misura senza senso»

Il pediatra Bernardo: rischiano molte assenze

29/06/2020
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Corriere della sera

Margherita De Bac

Un bambino di 6-7 anni ha il raffreddore dalle 2 alle 4 volte ad anno scolastico. Gli alunni sani, vale a dire che non hanno malattie croniche e dunque si ammalano di più, secondo le linee guida preparate dal ministero dell’Istruzione per la ripresa delle lezioni rischiano di restare lontano dai banchi dai sei ai 12 giorni.

«Giorni inutilmente persi», si rammarica Luca Bernardo direttore del dipartimento di pediatria dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano.

Cautele esagerate?

«Non ha senso tenere i bambini a casa per queste lievi indisposizioni. Potrebbero tranquillamente tornare in classe dopo un giorno di osservazione, se non hanno febbre. È un peccato, se hanno buone condizioni di salute, fargli perdere l’appuntamento con la campanella. Con queste indicazioni il rischio è che passino un inverno puntellato di assenze. Il lockdown li ha già danneggiati».

I mesi tra autunno e inverno potrebbero coincidere con la seconda ondata epidemica. Non sarebbe bene andarci cauti?

«Anche se il bambino è raffreddato e il termometro non segnala il rialzo della temperatura, penso possa tornare a scuola facendo ancora più attenzione a indossare la mascherina, quando non è a distanza di un metro-un metro e mezzo dai compagni, e a lavarsi spesso le mani. I giovani sono intelligenti, capiscono le situazioni e se i genitori li indirizzano bene la trasmissione del coronavirus viene evitata. Non intendo minimizzare il pericolo. Il virus circola, circolerà ancora e non sarà il caldo a fermarlo ma se rispettiamo le misure di prevenzione lo teniamo sotto controllo. La scuola deve assolutamente riprendere, non si può più aspettare».

Cosa possono fare gli insegnanti?

«Aprire spesso le finestre, assicurare il ricambio d’aria nelle aule».

Come distinguere lo starnuto del raffreddore da quello per allergia?

«Sarà il pediatra o il medico di famiglia a distinguere fra le due forme. Anche d’inverno sono diffuse forme di allergie da polveri. Un consiglio. Vacciniamo i ragazzi contro l’influenza».

Che senso ha l’antinfluenzale se non protegge dal Sars-CoV-2?

«È importante fare il vaccino perché in caso di febbre sapere di poter escludere l’esistenza di virus influenzali faciliterebbe la diagnosi differenziale, cioè aiuterebbe i medici a capire. Pensiamo al periodo invernale, quando ci saranno migliaia di ragazzi a letto. Sarebbe importante anche la vaccinazione contro il meningococco B».