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Unità/Firenze: A rischio gli stipendi universitari

DOPO IL GRIDO d’allarme del rettore il sindacato fa una radiografia della situazione dell’ateneo fiorentino: «È il risultato di un indebitamento che dura da dieci anni». Moreno Verde (Flc Cgil): «A Firenze da giugno potrebbero mancare i soldi per pagare i dipendenti» Per il sindacato alla base del deficit ci sono le scelte sbagliate del rettorato, non solo della Finanziaria

29/12/2006
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l'Unità

Moreno Verde (Flc Cgil): «A Firenze da giugno potrebbero mancare i soldi per pagare i dipendenti»
Per il sindacato alla base del deficit ci sono le scelte sbagliate del rettorato, non solo della Finanziaria

di Valeria Giglioli / Firenze

«Dal prossimo giugno potrebbero non esserci i soldi per pagare gli stipendi universitari». A lanciare l’allarme è Moreno Verde, segretario provinciale della Flc Cgil. Per ora, precisa il sindacalista, si tratta solo di indiscrezioni, che però ritiene siano «insistenti e credibili». Le preoccupazioni del sindacato arrivano all’indomani delle dichiarazioni di fuoco del rettore sulla disastrosa situazione dei conti dell’ateneo fiorentino: il rischio, ha detto Marinelli, è quello del collasso. L’università di Firenze ha approvato mercoledì il bilancio di previsione 2007: 536 milioni di euro. E nello stesso giorno ha firmato un protocollo con la Regione, che prevede la cessione di Villa La Quiete delle Montalve per 46 milioni di euro, destinati a sanare lo sbilancio. Accompagnati da impietosi tagli, dalle spese per gli uffici ai fondi per la ricerca, fino al blocco del turnover.
«L’allarme del rettore è motivato - dice Verde - anche se forse è un po’ tardi per lanciarlo, perché la condizione attuale è conseguenza di una situazione di debito datata nel tempo». La scelta della vendita di un “gioiello di famiglia” come la villa delle Montalve «è inevitabile - prosegue il segretario Flc - tuttavia è un intervento d’emergenza, sopperirà ai problemi solo per un anno». A fronte c’è una Finanziaria che «non aumenta i trasferimenti, non propone norme per stabilizzare i precari e di fatto propone il blocco delle assunzioni»: tuttavia per Verde «quello che si poteva fare a Firenze andava fatto prima».
La radiografia che il segretario Flc fa della situazione dell’ateneo è impietosa: «Un elemento di forte indebitamento - dice - è stata la politica edilizia iniziata una decina d’anni fa. Il polo di Novoli finisce per costare il doppio del previsto e sono stati accesi mutui che da decennali sono diventati trentennali: in questo modo gravano meno su base annua, ma costano di più». Anche la politica del personale offre il fianco alle critiche di Verde: «Invece di optare per il reclutamento di giovani ricercatori si è scelto di fare concorsi interni, accrescendo il numero di professori associati e ordinari. E l’aumento del costo del personale docente è a carico del bilancio dei singoli atenei». Difficile il quadro del personale tecnico amministrativo: «Il rapporto con i docenti è di 0,6 a 1. Nel resto d’Italia è almeno di 1 a 1: il rischio è la decadenza di servizi, dalle biblioteche all’amministrazione, per mancanza di personale». Sul fronte della gestione delle risorse il segretario Flc rincara la dose: «Dovrebbe esistere una possibilità di controllo delle parti sociali, invece non c’è dialogo: per rendere l’idea, da 3 anni non facciamo una riunione sul bilancio di previsione, nonostante le nostre richieste». Al contrario «sulle modalità di utilizzo delle poche risorse disponibili, dovrebbe esserci un confronto che coinvolga l’intera comunità universitaria, che parta dalla trasparenza». E se il rischio di un aumento della tassazione per gli studenti è sempre dietro l’angolo, a Firenze non dovrebbe succedere dato che la quota «già tocca il tetto massimo» spiega Verde. Marinelli ha annunciato la revisione dei criteri sulle fasce di reddito, addirittura con un aumento delle esenzioni. Ma l’allarme resta e la spada di Damocle minaccia addirittura gli stipendi: per il segretario Flc il rischio è «credibile, voci insistenti, che girano da qualche tempo in ateneo, dicono che da giugno prossimo potrebbero mancare i soldi per pagare il personale. È evidente che qualcosa deve accadere: serve un intervento di soccorso dal ministero, affiancato da un controllo sulla gestione».