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Università, l'Italia migliora quattro fra le prime 200

La graduatoria è stata stilata in base a diversi criteri, primi fra tutti le opinioni degli accademici e dei datori di lavoro, il numero di citazioni, le risorse dedicate all'insegnamento, il numero dei docenti e la presenza di studenti internazionali.

09/06/2017
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Il Messaggero

Sono quattro le università italiane che figurano nelle prime 200 al mondo. Prime su 4388 atenei presi in considerazione per stilare una delle più note classifiche internazionali: il QS World University Rankings. La graduatoria è stata stilata in base a diversi criteri, primi fra tutti le opinioni degli accademici e dei datori di lavoro, il numero di citazioni, le risorse dedicate all'insegnamento, il numero dei docenti e la presenza di studenti internazionali. Da questo insieme di valutazioni è emerso che le migliori 4 università italiane in ordine di classifica sono il Politecnico di Milano, che guadagna 13 posizioni e si piazza al 170esimo posto, l'università di Bologna che sale di 20 posizioni raggiungendo il 188esimo posto e, a pari merito e per la prima volta in classifica, arrivano al 192esimo posto la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e la Scuola Normale Superiore. A far emergere ancora di più la presenza delle due Scuole è la loro struttura decisamente più piccola rispetto alle università con cui si sono trovate a confrontarsi.
LA PRIMA VOLTAL'exploit degli atenei italiani, che per la prima volta arrivano in 4 tra le migliori 200, è stato sottolineato nei risultati della ricerca con tanto di appello alle istituzioni italiane per sostenere il sistema universitario con nuovi e importanti investimenti: «L'Italia è un Paese straordinario - ha sottolineato il responsabile della ricerca per QS, Ben Sowter - e spero che la classe dirigente decida di incrementare l'investimento per le università e la ricerca. Favorire il cambio generazionale tra i ricercatori e fermare la preoccupante emigrazione di giovani menti brillanti è fondamentale per aumentare la competitività del Paese. Investimenti importanti, pubblici o privati, e continuativi nella ricerca e nella formazione terziaria, sono l'elemento che accomuna i Paesi in crescita». Esaminando un criterio alla volta, le posizioni in graduatoria cambiano notevolmente: in base all'impatto della ricerca, ad esempio, la Scuola Normale Superiore schizza al 18esimo posto e la Scuola Superiore Sant'Anna al 27esimo. Un balzo in avanti che pone in evidenza quanto sia decisivo il lavoro svolto nelle due Scuole nell'ambito della ricerca. Prendendo in esame, invece, le opinioni di oltre 75.000 accademici di tutto il mondo l'Università di Bologna arriva al 77esimo posto, seguita dalla Sapienza di Roma che raggiunge l'86esimo. La Sapienza che, nella classifica globale, non rientra nelle migliori 200. Anche l'Università Commerciale Luigi Bocconi, tagliata fuori dalle prime 200, arriva al 30esimo posto se si prendono in considerazione le opinioni dei datori di lavoro, seguita al 53° dal Politecnico di Milano. 
LE AMERICANEItaliane a parte, guadagnano il podio tre università americane: al primo posto si afferma infatti per il sesto anno consecutivo il Mit, Massachussett Institute of Technology, e mantengono il secondo e terzo posto le università di Stanford e Harvard. Ed è statunitense anche la quarta classificata: il Caltech, California Institute of Technology, conquista infatti il quarto posto. Perdono quota invece le altre università statunitensi e britanniche a vantaggio degli atenei di Russia, Australia, Singapore, Cina e India.
Lorena Loiacono