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Il Senato Accademico dell'Università degli Studi Roma Tre chiede la modifica del DL 112/08

Approvata una mozione sul decreto legge 25 giugno 2008 n. 112.

29/07/2008
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Pubblichiamo di seguito la mozione sul DL 112/08 approvata dal Senato Accademico dell'Università degli Studi Roma Tre e successivamente, il 24 luglio, anche dal CdA.

Roma, 29 luglio 2008
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Mozione approvata dal Senato Accademico dell'Università degli Studi Roma Tre

Il Senato Accademico di Roma Tre, visto il decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, rileva che i provvedimenti prospettati per l'Università trattano, con interventi di tipo strettamente contabile, argomenti che chiamano in causa: le finalità dell'università pubblica; l’autonomia degli Atenei; il livello e la qualità dell’alta formazione e dello sviluppo scientifico-tecnologico; il necessario ricambio generazionale nei vari settori scientifici.

Il SA rileva come gli interventi contenuti nel Decreto Legge 112/2008 siano decisamente contrari agli indirizzi di politica europea sulla ricerca e al concetto stesso di missione pubblica delle Università affermata dalla Dichiarazione di Berlino. Gli stessi interventi inoltre accentuano, in maniera forse irreversibile, la situazione di gravissima difficoltà che già da tempo esiste nelle università italiane.

In particolare le norme contenute nel Decreto:

- riducono drasticamente i trasferimenti statali del Fondo di finanziamento ordinario alle Università secondo una logica di tagli lineari vanificando
qualsiasi forma di programmazione delle Università e compromettono la compiuta realizzazione della riforma della didattica avviata secondo gli indirizzi dello stesso Ministero dell’Istruzione e dell’Università.

- restringono o annullano i margini della contrattazione decentrata e bloccano il rinnovo delle assunzioni del personale fino al 2011 al 20% delle cessazioni dell’anno precedente e, dal 2012, al 50%, con riflessi in termini di impoverimento della didattica, della ricerca e dei servizi amministrativi;

- prevedono per il sistema universitario nazionale una possibileforma di privatizzazione attraverso la frettolosa trasformazione degli atenei in Fondazioni Universitarie di diritto privato, con modalità che rischiano solo di accentuare gli squilibri interni al sistema;

- producono effetti dirompenti sui bilanci delle Università già strutturalmente sotto finanziate senza tener conto che lo stato di sofferenza della ricerca e della formazione in Italia è in larghissima misura dovuto ad una oggettiva insufficienza - in relazione a quanto avviene in altri paesi europei -delle risorse rese disponibili per il sistema universitario.

Il SA di Roma Tre è consapevole delle difficoltà economiche con cui deve confrontarsi il Paese, ma ritiene che, a garanzia dello sviluppo futuro, l’investimento in conoscenza debba richiedere la maggiore attenzione da parte delle forze politiche e di governo. Il SA di Roma Tre ritiene necessario attuare una manovra di risparmio e razionalizzazione dell’uso di risorse pubbliche, ma non con interventi finalizzati addirittura alla restituzione di risorse appartenenti ai limitati bilanci attuali degli Atenei e ai diritti acquisiti del personale docente e non docente. È indispensabile che i provvedimenti previsti dal decreto legge n. 112 siano radicalmente modificati, in modo tale da poter consentire l’avvio di una approfondita discussione, da concludere in pochi mesi, sulle finalità dell’Università pubblica, con un progetto di sviluppo compatibile e che preveda anche la sostanziale revisione dei punti cardine del funzionamento del sistema, quali: valutazione del merito e dell’efficienza, meccanismi di accesso alla carriera universitaria, adeguati sistemi di governance.