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Comunicato RSU dell'Università di Milano sull'incontro col Presidente D'Alema

Incontro delle RSU dell'Università e del Politecnico di Milano col Presidente D'Alema (10/4/00)

10/04/2000
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In occasione di un convegno, tenutosi lunedì 10 aprile presso il Politecnico di Milano, con tema "L'Italia e la new economy: Innovazione, impresa, finanza" alla quale hanno partecipato i Ministri Giuliano Amato, Franco Bassanini, Vincenzo Visco ed il Presidente del Consiglio Massimo D'Alema, la RSU della Statale e la RSU del Politecnico ha organizzato un presidio per manifestare il disagio della categoria sul mancato rinnovo contrattuale che perdura da ormai 28 mesi.

Una delegazione delle Rsu è stata ricevuta, prima da un consigliere di D'Alema e poi dallo stesso Presidente del Consiglio al quale è stato consegnato un documento sui motivi di sofferenza della categoria, primo tra tutti il basso livello dei salari.

La Presidenza del Consiglio si è impegnata ad incalzare l'ARAN per una rapida conclusione del contratto ed a studiare il reperimento di risorse aggiuntive per l' Università nell'ambito della ridefinizione dei finanziamenti sulla formazione (Scuola e Università) e ricerca (Enti di Ricerca).

Di seguito pubblichiamo il documento consegnato al Presidente del Consiglio.

Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri
Onorevole Massimo D'Alema

Contratto Collettivo Nazionale dei Lavoratori 1998 - 2001

Il contratto dei lavoratori dell'Università è ormai scaduto dal 1997.

Dopo tutto il gran parlare di sviluppo della ricerca e della formazione di alto livello ci saremmo aspettati una rapida conclusione dei contratti che riguardano proprio l'Università e la Ricerca; viceversa i lavoratori di questi due Comparti sono ancora senza contratto e con livelli salariali al di sotto del livello di povertà.

Presidente D'Alema,

sarebbe ragionevole che dopo la firma, il 23 febbraio, di una preintesa tra OO.SS. e AraN le trattative per il rinnovo del nostro contratto volgessero al termine, viceversa le proposte dell' AraN allontanano, non solo la conclusione del CCNL, ma anche la risoluzione dei problemi presenti negli atenei; in particolare: Precariato

Gli atenei devono assicurare il funzionamento delle proprie strutture nel modo migliore possibile, per raggiungere quel fine di interesse pubblico a cui dovrebbe essere rivolta la loro attività di ricerca e didattica; per questo il personale tecnico e amministrativo deve essere costantemente formato e qualificato: ciò è possibile solo in un rapporto di lavoro continuativo (i docenti ce lo insegnano).

Pertanto la fissazione, nel CCNL, di una percentuale massima di ricorso ad assunzioni flessibili non può certo essere a due cifre (quale la proposta dell' ARAN di un 25% di organico flessibile: part-time, tempo determinato, interinale, ecc.).

La situazione di diffuso precariato già esistente, dovrà anzi vedere una regolarizzazione dei rapporti attraverso il riconoscimento del servizio comunque prestato nell'ateneo.

Risorse aggiuntive

Il contratto deve portare a soluzione una delle questioni più rilevanti poste al tavolo della contrattazione: l'esistenza di un forte squilibrio tra le retribuzioni medie del personale del comparto università e quelle di altri comparti del pubblico impiego. Il problema, che pur è stato riconosciuto concreto sia dall'ARaN. sia dalla CRUI, è ancora rimasto senza una soluzione accettabile: vi sono alcune risorse aggiuntive, ma si prevede che esse siano investite soprattutto nelle trasformazioni dell'organizzazione del lavoro, sulle posizioni organizzative e di responsabilità, nonché su elementi ambiguamente neocorporativi. Quindi la generalità dei lavoratori non avrà nessuna contropartita chiara e concreta alle modifiche introdotte nel modo di lavorare.

Relazioni sindacali

Il contratto deve definire relazioni sindacali che abbiano come risultato la piena e reale contrattualizzazione del rapporto di lavoro e l'autonomia delle singole istituzioni: occorre definire nel CCNL i diritti "base", per poi raccordare meglio tempi di vita e tempi di lavoro attraverso un confronto tra le singole amministrazioni e le rappresentanze dei lavoratori. Le esperienze maturate nelle varie sedi devono essere considerate un patrimonio inalienabile, dal quale partire per allargare il coinvolgimento dei lavoratori nei processi di riforma che stanno investendo le università: la contrattazione integrativa deve poter segnare effettivi progressi nella regolamentazione dell'organizzazione del lavoro, dell'orario di lavoro, delle prestazioni straordinarie,ecc..

Formazione

L'introduzione di nuove tecnologie ed il loro continuo evolversi, richiedono una costante riqualificazione del personale attraverso una formazione professionale permanente. Il ruolo della formazione nel futuro delle università e delle relazioni tra Amministrazione e rappresentanze sindacali è di fondamentale importanza in quanto si intreccia con l'organizzazione del lavoro, la gestione delle risorse umane, le relazioni con l'utenza, il miglioramento delle condizioni di lavoro e di carriera e di lavoro dei dipendenti: è quindi di fondamentale importanza che la formazione professionale sia materia di contrattazione.

Nuovo ordinamento

La bozza di accordo prevede che il nuovo ordinamento, superando le vecchie qualifiche (raggruppandole in quattro categorie), renda più flessibili le mansioni di ciascun lavoratore. Ma questa disponibilità, questa flessibilità come viene remunerata ?

Le Organizzazioni Sindacali avevano espressamente con chiarezza e forza che il nuovo ordinamento non avrebbe potuto essere a costo zero, in particolare proprio perché esso è anomalo rispetto alle innovazioni ordinamentali degli altri comparti pubblici. Invece l'operazione di primo inquadramento e di avvio della nuova dinamica grava completamente sull'incremento contrattuale ordinario, legato al tasso di inflazione: ciò che sarebbe comunque spettato ai lavoratori anche senza nessuna riforma. E questo è inaccettabile.

Il contratto attraverso il nuovo ordinamento dovrebbe inoltre prevedere pari opportunità per i lavoratori equiparando l'esperienza lavorativa, la formazione e la cultura scolastica senza alcuna corsia preferenziale.

Lettori

L'accordo che ha definito il profilo del lettore di madrelingua compie dei passi nella giusta direzione, ma si rileva che va ancora completata la disciplina contrattuale per questa figura: la definizione del monte ore lavorativo per il quale richiedere l'esclusività dl rapporto (500 ore annue); l'introduzione di una valutazione sull'attività svolta, che abbia come contropartita una progressione di carriera; la piena equiparazione dei diritti a quelli riconosciuti a tutti i lavoratori dipendenti della pubblica amministrazione, ivi compresa la disciplina della mobilità (vedi D.lgs. 80/98) in caso di eccedenze e non il licenziamento tout court, come ventilato nella bozza ARaN del contratto.

Nella consapevolezza che alle parole debbano seguire fatti conseguenti confidiamo in un Suo autorevole intervento per una soluzione rapida e positiva per un contratto di qualità per il personale di questi settori strategici e per ridare all'Università il ruolo Pubblico che le compete nella ricerca nella formazione e nella diffusione della cultura nel nostro Paese.

La RSU
Università degli Studi di Milano