Emergenza Coronavirus: notizie e provvedimenti

Home » Notizie dalle Regioni » Lombardia » Milano » I docenti del liceo “Piero Bottoni” di Milano: “chiediamo rispetto per la scuola”

I docenti del liceo “Piero Bottoni” di Milano: “chiediamo rispetto per la scuola”

Un collegio docenti straordinario convocato il 23 ottobre approva una mozione. Il testo del documento.

25/10/2020
Decrease text sizeIncrease  text size

Il Collegio Docenti del LSS “Piero Bottoni”, riunito in sessione straordinaria il giorno 23 ottobre 2020, esprime il proprio sgomento e il proprio giudizio negativo per il modo in cui, anche in occasione di questa prolungata emergenza sanitaria, il mondo politico e istituzionale continua a trattare la scuola.

Abbiamo lavorato alacremente per mesi, fin dalla primavera scorsa e anche durante l’estate, per garantire l’erogazione di un servizio pubblico che è fondamentale; a questo scopo abbiamo riorganizzato la didattica in presenza nella maniera più sicura per tutte le componenti scolastiche. Per l’ennesima volta tuttavia siamo costretti a constatare che, mentre altri settori vengono ritenuti prioritari, l’istruzione, sulla quale si fondano le basi stesse del futuro di questa nazione, dal punto di vista culturale e anche economico, viene confinata in un ruolo ancillare, di pura irrilevanza. Non possiamo più accettare in silenzio il continuo alternarsi di decisioni e comunicazioni sovrapposte e fuori tempo massimo, che ridefiniscono da un giorno all’altro le nostre modalità e condizioni di lavoro. I presidi e i docenti inseguono direttive che si contraddicono; gli studenti non sanno più, letteralmente da un giorno all’altro, come continuerà la vita scolastica, che è – non si dimentichi - grande parte della loro vita. Dopo essersi preparata per mesi al rientro, dopo aver investito risorse ed energie per applicare tutti i protocolli e garantire agli studenti e al personale le migliori condizioni di vita, la scuola non può quindi pagare i ritardi delle istituzioni né farsi da parte perché si possa sopperire alle esigenze, pur legittime, degli altri settori: è, oggi più che mai, non solo un servizio pubblico essenziale, ma un vero presidio di civiltà, di cultura, di humanitas, tanto più irrinunciabile quanto più alto è il rischio di soccombere di fronte a eventi e situazioni fino a poco tempo fa imprevedibili.

Assistiamo inoltre a una equiparazione di fatto tra didattica in presenza e didattica a distanza, come se fossero la stessa cosa e si potessero alternare senza alcun danno. Non solo: la scuola che la didattica a distanza presuppone è ancora una volta una scuola che riempie le teste di mere nozioni e non una scuola che forma. Desideriamo in questa sede ribadirlo ancora una volta, con forza: la scuola è apprendimento in presenza e la didattica a distanza è solo una soluzione temporanea e di emergenza! Nessuno streaming potrà mai sostituire la relazione pedagogica e didattica fra docente e studente, perché non c’è reale trasmissione di conoscenza al di fuori di una relazione autentica e profonda quale solo la didattica in presenza può garantire. Di conseguenza non possiamo accettare senza fare sentire la nostra voce, che un’intera generazione venga condannata a un ritardo che lascerebbe un gap culturale profondo, dalle conseguenze che forse non tutti immaginano.

Dobbiamo essere messi nelle condizioni di lavorare al meglio, per svolgere la nostra funzione sociale ed educativa, senza rincorrere decisioni tardive e spesso confuse. Chiediamo maggiore rispetto. Vogliamo fare il nostro lavoro al meglio, per la sicurezza e il futuro di tutti.