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INAPP: timide prove di dialogo dopo la brusca interruzione delle relazioni sindacali di dicembre

La FLC CGIL invia il proprio contributo sul Piano Triennale di Attività e Piano di Fabbisogni 2019-2021 e non arretra sulle stabilizzazioni.

11/01/2019
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Dopo l’allucinante conclusione della riunione di trattativa del 20 dicembre 2018, ovvero la mancata convocazione per la mattina del 21 per la firma di un ipotesi di accordo sul Telelavoro, l’amministrazione, con una e-mail serale delle 20,20 dello stesso 21 dicembre (l’ultimo giorno prima della pausa natalizia), ci ricordava di far avere i contributi al documento presentato dall’Ente sul Piano Triennale di Attività (PTA) 2019-2021 e relativo Piano di Fabbisogni, come richiesto nel corso della stessa riunione. Questo senza fare alcun cenno alla mancata convocazione della mattina, o di cosa fosse successo al testo dell’ipotesi d’accordo sul Telelavoro che si sarebbe dovuto firmare, o della prosecuzione sugli altri argomenti portati al tavolo di trattativa e, candidamente, indicando come termine ultimo per l’invio dei materiali il 5 gennaio 2019.

Non siamo riusciti a rispettare questa scadenza, tuttavia abbiamo inoltrato il 10 gennaio 2019 il contributo della FLC CGIL al Piano Triennale di Attività e Piano di Fabbisogni 2019-2021, con l’auspicio che possa essere utile a migliorare le proposte avanzate dall’amministrazione ed evitare che l’informazione e il confronto con le organizzazioni sindacali siano pure formalità, ma invece vere occasioni per il raggiungimento di quegli obiettivi fissati dall’art. 4 del CCNL Istruzione e Ricerca, 19 aprile 2018, per relazioni sindacali “improntate alla partecipazione attiva e consapevole, alla correttezza e trasparenza dei comportamenti, al dialogo costruttivo, alla reciproca considerazione dei rispettivi diritti ed obblighi”. 
Onde evitare il ripetersi degli spiacevoli episodi dello scorso anno che su questo argomento ci hanno visti contrapposti sui tribunali del lavoro per un ricorso giudiziale promosso dalla FLC CGIL per attività sindacale e per il quale l’INAPP è già stato condannato.

In ogni caso abbiamo ribadito all’amministrazione che in tema di Fabbisogni, non si può procedere a nuove assunzioni per reclutamento esterno senza che prima siano state completate tutte le procedure di stabilizzazione in programma e che le stesse, differentemente da quanto sostiene l’amministrazione, possono essere completate tutte entro l’anno 2019, così come hanno fatto altre amministrazioni pubbliche, senza aspettare il 2020, cioè l’ultimo anno di finanziamento straordinario per l’INAPP come previsto nella legge di bilancio 2018. Esistono gli strumenti normativi per potere anticipare tutte le stabilizzazioni al 2019, l’INAPP lo faccia!

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