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Cittadinanza e Costituzione: ora anche il Ministro dell'Istruzione dice che non è una materia. Meglio tardi che mai!

Il chiarimento dopo tante dichiarazioni di segno opposto sull'insegnamento di Cittadinanza e Costituzione.

13/11/2009
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È di questi giorni, dopo il dibattito suscitato da un articolo apparso nei giorni scorsi sul Corriere della Sera, il chiarimento con il quale il Ministro dell’istruzione riconosce che Cittadinanza e Costituzione “non è una materia a sé stante, non darà luogo a un voto né prevederà un testo base”.

Tale chiarimento arriva alla fine di tante dichiarazioni di contenuto opposto, ultima delle quali, in ordine di tempo, all’interno del discorso tenuto dl Ministro in occasione della cerimonia per l’avvio dell’anno scolastico, il 25 settembre scorso.

In quell’occasione, il Ministro, infatti, ha affermato, tra le altre cose, che: …. “Ed è per questo che, grazie anche alla sensibilità e all'attenzione del presidente Napolitano, ho voluto che sui banchi si tornasse a studiare la nostra Carta Costituzionale: la "mappa" dei nostri valori. Valori fondanti, come la libertà, la pace, il rispetto della dignità umana, della vita, delle differenze, ma anche la solidarietà e il rispetto dell'ambiente, torneranno sui banchi delle scuole italiane, grazie a una nuova materia, "Cittadinanza e Costituzione"….

Ora, il Ministro si è accorta che invece non ha istituito una nuova materia.

Di questo la ringraziamo perché, almeno una volta, questa sua affermazione coincide con quanto la FLC va ribadendo da tempo e, cosa più importante, coincide con la realtà dei fatti!

Ciò che il ministero ha autorizzato per Cittadinanza e Costituzione è solo un percorso sperimentale, inserito nell’area storico-geografica e, naturalmente, senza ore aggiuntive, con un impianto simile ai contenuti di Educazione civica: ignorando - come sempre - che le scuole autonome sui valori della nostra Costituzione e sui diritti/doveri che da essa discendono sono in campo da diversi anni con esperienze di assoluto valore.

Comunque, dopo due mesi dall’inizio dell’anno scolastico possiamo dire che almeno una verità sulla scuola il Ministro dell’istruzione l’ha detta.

Roma, 12 novembre 2009