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Dirigenti Scolastici "in catene" per le sofferenze finanziarie delle scuole: il MIUR invia la nota di chiarimenti

La Direzione per la politica finanziaria ha inviato la Nota che si era impegnata ad emanare con i Dirigenti Scolastici della FLC Cgil a seguito della manifestazione del 21 aprile 2009.

30/04/2009
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La Direzione Generale per la politica finanziaria e per il bilancio del Miur, dando seguito all’impegno preso con i Dirigenti Scolastici della FLC Cgil che il 21 aprile u.s. hanno promosso una clamorosa protesta sulle sofferenze finanziarie delle scuole “incatenandosi” davanti al MIUR, ha emanato una Nota di chiarimenti sui finanziamenti alle scuole ripercorrendo punto per punto le nostre rivendicazioni.

Le supplenze brevi vanno in ogni caso conferite

La nota, firmata dal Direttore generale Dott.ssa Domenica Testa, afferma con assoluta chiarezza che, esaurita sia l’assegnazione base sia l’integrazione entro il 50% di essa indicate per la formulazione del Programma annuale con nota del 25 11 2008, “va comunque assicurato l’ordinato svolgimento delle attività di istruzione di formazione e orientamento, giacché l’attività di studio va in ogni caso garantita”
Per cui, anche senza disporre momentaneamente di fondi specifici, vanno in ogni caso conferite le supplenze brevi, secondo le norme vigenti, perché comunque va assicurato l’ordinato svolgimento delle attività di istruzione.

Il pagamento Tarsu/Tia non compete alle scuole

La nota, richiamando la normativa vigente in materia e ripercorrendo gli Accordi fra Stato-Regioni- Autonomie locali, afferma che le scuole nulla debbono ai Comuni o alle ditte di riscossione che ancora avanzano qualche pretesa.
La materia ormai è di competenza di tutti tranne che delle scuole sia per il passato, sia per il presente, sia per i futuro.

Per il pagamento delle visite fiscali occorre attendere l’accordo interministeriale

La Direzione informa che, come del resto ci era stato anticipato nell’incontro con la nostra delegazione del 21 aprile 2009, essa si è fatta promotrice di una iniziativa tesa ad investire i Ministeri competenti (oltre al MIUR anche quello della Sanità, del Tesoro e della Funzione pubblica che ha aggravato la situazione imponendo l’obbligatorietà degli accertamento fiscali anche per un giorno). E, aggiungiamo noi, senza dimenticare il coinvolgimento delle regioni che sono state le promotrici con i loro Assessori alla sanità delle richieste di pagamento degli accertamenti disposti dalle ASL.
E’ evidente, dunque, che essendo questa la situazione, e cioè che il MIUR riconosce la fondatezza delle istanze nostre e delle scuole, in attesa della soluzione condivisa fra i Ministeri e le Regioni, le scuole, non disponendo di fondi specifici per una uscita non prevista, si trovano nelle condizioni di doversi astenere dal pagare gli accertamenti fiscali.

Mensa gratuita per il personale avente titolo: le scuole non debbono nulla ai Comuni

La Direzione generale puntualizza che le somme che il MIUR eroga ai Comuni per tale voce di spesa non sono “un ristoro integrale”, bensì un “semplice contributo”.
Pertanto i Comuni non possono chiedere alle scuole eventuali somme per spese aggiuntive che essi affrontano su questo terreno, e ogni problema va affrontato fra Stato e Comuni, assumendosi ciascuno le rispettive responsabilità.
Del resto, se vi è stato un incremento di spesa dovuto all’aumento del numero del personale beneficiario, di ciò il Contratto si è fatto carico stanziando una quota specifica di risorse proprio dai fondi contrattuali

Manca qualsiasi cenno al mancato finanziamento per il funzionamento delle scuole

Non abbiamo trovato nel testo della Nota nessun riferimento al mancato finanziamento del funzionamento amministrativo e didattico per cui le scuole hanno dovuto fare i Programmi annuali del 2009 con zero euro su questa voce.
Evidentemente non sono stati ancora risolti i problemi di reperimento delle risorse di cui avevamo avuto informazione nell’incontro del 21 aprile e su cui avevamo ricevuto rassicurazione.
Ma le scuole non possono andare avanti chiedendo soldi alle famiglie e sicuramente non potranno pagare nemmeno i revisori dei Conti.
Su questo punto torneremo a chieder conto di nuovo al Ministero perché su di esso il Ministro non può pensare di far calare un silenzio che è per noi inaccettabile.

Roma, 30 aprile 2009