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Bonus docenti: la FLC CGIL impugna il decreto ministeriale sui criteri di ripartizione delle risorse alle scuole

Il DM discrimina il personale a tempo determinato e contrasta con la stessa legge 107. Posta la questione della legittimità costituzionale della norma. Le risorse del bonus vanno assegnate in un quadro di regole condivise con i docenti.

23/06/2016
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La FLC CGIL ha notificato il ricorso presso il Tar Lazio avverso il Decreto Ministeriale 159/16 relativo ai criteri di ripartizione del bonus alle scuole per la valorizzazione del merito del personale docente.

In base a quanto previsto dal DM la somma di 200 milioni di euro destinati al bonus deve essere ripartita in proporzione al numero dei docenti di ruolo in servizio presso ciascuna scuola. In questo modo l’Amministrazione viola le stesse disposizioni previste dalla legge 107 che, al comma 126, ha stabilito che le risorse devono essere ripartite alle scuole in proporzione alla dotazione organica di scuola e non in base al solo numero dei docenti di ruolo in servizio nella sede scolastica.

Sotto altro profilo, la norma opera un’inaccettabile discriminazione nei confronti dei docenti a tempo determinato in quanto questi vengono esclusi dal bonus pur prestando il proprio lavoro con gli stessi impegni e gli stessi doveri del personale di ruolo ma non potendo godere degli analoghi diritti. Tale differente trattamento è in forte contrasto con il diritto dell’Unione Europea  (Direttiva 1999/70/CE) e, ricordiamo, l’Italia è stata già sanzionata dalla Corte di Giustizia europea per la disparità di trattamento riservata al personale precario rispetto a quello di ruolo. L’esclusione del personale a tempo determinato dalla possibilità di beneficiare del bonus risulta, infine, particolarmente penalizzante per le scuole in cui più incidente è la presenza di docenti precari.

Tanto ha portato la FLC CGIL non solo a richiedere la rimessione della legge alla Corte Costituzionale per evidente incompatibilità con i principi di parità di trattamento e di non discriminazione sanciti tanto dal diritto europeo che dalla Costituzione italiana ma anche a sollevare dinanzi al Tar Lazio una pregiudiziale comunitaria al fine di ottenere la rimessione della questione alla Corte di Giustizia europea.

La FLC CGIL è convinta che la scuola abbia bisogno di risorse aggiuntive finalizzate al miglioramento dei processi formativi, ma queste risorse - comprese quelle del bonus - devono essere ripartite e assegnate in un quadro di legittimità e di regole condivise che non escludano né discrimino i lavoratori delle scuola.