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Formazione professionale: la FLC CGIL scrive al Ministro Fornero

Il Segretario generale Domenico Pantaleo invia una lettera al titolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sullo stato di crisi del comparto e sull'Ipotesi di rinnovo del CCNL 2011/2013.

16/04/2012
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Dopo la sigla da parte di tutte le Organizzazioni sindacali della preintesa sull'Ipotesi di rinnovo del CCNL 2011/2013 del comparto della Formazione professionale, la FLC CGIL, come previsto dalle regole statutarie, sta effettuando una consultazione referendaria dei lavoratori e degli iscritti vincolante per la firma definitiva del contratto. Nel frattempo abbiamo inviato una lettera al Ministro Fornero.

Nella lettera la FLC CGIL, dopo aver denunciato il prolungato stato di crisi del settore della Formazione professionale e l'emergenza occupazionale che interessa ormai tutti i sistemi regionali, ha sottolineato l'esigenza di interventi legislativi e contrattuali coerenti per rilanciare il ruolo del comparto e per sostenere l'occupazione. Abbiamo informato il Ministro della nostra preoccupazione, già evidenziato nella nota a verbale allegata alla preintesa sul rinnovo del CCNL 2011/2013, per l'incoerenza politica e la compatibilità contrattuale degli istituti previsti per l'accesso al lavoro, sottolineando le nostre perplessità, espresse ampiamente durante la trattativa, rispetto anche alla loro costituzionalità perché a parità di mansioni e di inquadramento si determinerebbero disparità retributive.

L'istituzione della "Retribuzione Progressiva d'Accesso" e una inadeguata regolamentazione dell'apprendistato (molto diversa dalla proposta alternativa presentata dalla FLC CGIL), senza una disincentivazione all'utilizzo di altre forme contrattuali atipiche, rischia di consegnare le politiche del reclutamento del settore ad una estensione della precarietà e al solo abbattimento dei costi contrattuali, mortificando la qualità dell'offerta formativa e facendo pagare la crisi del settore ai lavoratori.

Abbiamo bisogno di coerenza tra le scelte contrattuali e quelle legislative per costruire un quadro organico complessivo per rilanciare il ruolo e la qualità del comparto della Formazione Professionale del nostro Paese e per valorizzare, attraverso la stabilizzazione, la professionalità dei lavoratori precari. Ribadiamo che, qualsiasi sia l'esito della consultazione, metteremo in campo tutte le azioni possibili per evitare che quelle norme comportino la riduzione dei diritti dei lavoratori.