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Valutazione delle scuole: l’INVALSI seleziona esperti per i nuclei esterni. Procedura opaca e discutibile

Criteri di selezione pieni di smagliature ed un singolare intreccio con i progetti di valutazione finanziati con il PON Per la scuola. Scadenza: 11 novembre 2016.

03/11/2016
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L’INVALSI con determinazione 288 del 19 ottobre 2016, parzialmente rettificata con determinazione 291 del 26 ottobre 2016, ha attivato la procedura per la selezione, formazione e inserimento in un apposito elenco degli esperti dei nuclei per la valutazione esterna delle scuole (DPR 80/13, art. 3, comma 1, lett. f). In alternativa, a discrezione dell’INVALSI, tali esperti potranno utilizzati per lo svolgimento di attività di studio e ricerca sui modelli per la valutazione delle istituzioni scolastiche e dei fattori organizzativi e didattici che incidono sul successo scolastico degli studenti nell’ambito del progetto Valu.E., per il quale l’istituto ha ricevuto un affidamento pari a € 14.760.930,00 provenienti dal Programma Operativo Nazionale “Per la scuola – Competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020,.

La procedura prevede la costituzione di due tipologie di elenchi:

  • Esperti appartenenti al mondo della scuola (profilo A);
  • Esperti non appartenenti al mondo della scuola (profilo B).

Le domande di partecipazione alla selezione dovranno essere presentate unicamente mediante l’iscrizione alla piattaforma telematica predisposta appositamente dall’istituto entro e non oltre le ore 24:00 dell’11/11/2016. È possibile presentare domanda per un solo profilo, pena l’esclusione dall’intera procedura. Ogni candidato, al termine delle operazioni di iscrizione, riceverà una mail di conferma dell'avvenuto inserimento dei propri dati e del curriculum vitae.

A questo link la scheda di lettura della determinazione 288/16.

Commento

La procedura azionata dall’INVALSI presenta numerosi elementi assai discutibili

  • Solo dopo la presentazione delle domande la Commissione di valutazione individuerà la griglia di valutazione dei curricula, sulla base dei requisiti di partecipazione e titoli preferenziali per ciascun profilo
  • Non viene quantificato il compenso. La cosa appare ancora più incredibile se si pensa che l’INVALSI con una procedura aperta ha affidato alla società PricewaterhouseCoopers Advisory SPA un contratto di due milioni di euro relativo a servizi di supporto all’INVALSI per la gestione, certificazione e rendicontazione delle attività connesse al PON “Per la Scuola 2014-2020 nel quale sono indicati con precisione le retribuzioni giornaliere per ciascuna figura professionale coinvolta: € 440,00 più IVA per il profilo di manager, € 335,00 più IVA per il profilo di consulente senior, € 270,00 più IVA per il profilo di consulente junior.
  • Non è indicato alcun criterio riguardo alla scelta se affidare l’incarico agli esperti nell’ambito dei NEV o nell’ambito del progetto Valu.E finanziato dal PON “Per la Scuola”
  • Labilissimo il richiamo al principio di graduatoria per il conferimento degli incarichi
  • Riguardo ai requisiti di partecipazione dei docenti per il profilo A, non si comprende il richiamo solo al servizio di ruolo. Premesso che il docente deve avere conseguito la conferma in ruolo, per raggiungere il requisito dei cinque anni, a parere della FLC CGIL, devono essere computati i servizi a tempo determinato
  • A fronte della possibilità di individuare docenti e dirigenti in quiescenza non si comprende perché tale possibilità non sia anche prevista per i docenti comandati che spesso fanno persino parte delle commissioni di selezione dei progetti di formazione dei nuclei di valutazione finanziati dal MIUR
  • Il divieto di svolgere attività sindacale non deve riguardare i componenti della RSU che sono eletti da tutti i lavoratori della scuola.

È stridente il contrasto fra le numerose disposizioni e raccomandazioni rivolte alle istituzioni scolastiche dall’Autorità di gestione del PON “Per la Scuola” sull’individuazione degli esperti, e, invece, l’amplissima discrezionalità del bando INVALSI. Ricordiamo che mai su questa materia vi è stata alcun incontro ufficiale con i sindacati della scuola.

Trova ulteriore conferma che il Sistema Nazionale di Valutazione del nostro Paese, ha limitatissime risorse nazionali e si basa quasi esclusivamente sui Fondi Europei relativi alla programmazione 2014-2020.