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Manifestazione europea anti-Bolkestein

Un’altra Europa è possibile

17/10/2005
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Cronaca dalla Manifestazione nazionale di Roma del 15 ottobre 2005.

Ogni volta è così: all’inizio la difficoltà di riempire il vasto spazio che circonda la fontana dell’Esedra sembra non lasciare ben sperare per la riuscita della manifestazione, ma poi, come per miracolo quando il corteo gira l’angolo di piazza dei Cinquecento una fiumana di gente dà luogo un corteo multicolore. Anche sabato scorso è successo così ed è nato uno dei cortei più originali che abbiano attraversato Roma: originale per la composizione dove prevalevano i movimenti e tra questi movimenti nuovi. Il movimento degli studenti universitari, per esempio, col furgoncino dove campeggiava un manifesto a pennarello “Stasera festa alla Sapienza occupata” e i numerosi “collettivi” di facoltà.

Ma andiamo per ordine: alla partenza del corteo in piazza Esedra un gruppo di ragazzi fa una parodia delle recenti esercitazioni antiterrorismo. Tra petardi che scoppiano, in mezzo a nastri per transennamento un Babbo Natale a terra viene soccorso da uomini col giubbino giallo: è la “operazione Natale Sicuro” grida una ragazza nel megafono. Più in là tra le bandiere della Cgil e i palloni della FLC Cgil, che poi campeggeranno per tutto il corteo (anche se ormai anche altri hanno “copiato l’idea”), un gruppo di napoletani strilla slogan.

Dall’altra parte della piazza un altro manifestante strilla indefesso da più di un’ora dentro il megafono. Sulla sua schiena senza che se ne accorga sta appeso uno dei post-it che Bertinotti si è fatto fare per le primarie: “Voglio…che la pianti con ‘sto megafono!”.

La portata del corteo si comincia a vedere quando la manifestazione imbocca via Cavour. Come si diceva la fanno alla grande i movimenti, talvolta dai nomi strani e allusivi come quel CCCP che campeggia su uno striscione con lo slogan “No al ponte” da cui si desume che non si tratta di nostalgici sovietisti ma di un probabile comitato calabrese contro il ponte sulla stretto di Messina.

Più avanti un camioncino racconta dai suoi altoparlanti la vicenda di una ditta di Riga che ha vinto gli appalti per costruzioni a Stoccolma e di muratori lettoni che lavorano in Svezia a due euro l’ora. Sottolinea uno dei temi centrali della manifestazione: la direttiva Bolkestein non prevede solo la privatizzazione di servizi sociali, scuola e sanità ma prevede anche la cosiddetta clausola del paese di origine che consente lo sfruttamento di manodopera straniera “ai prezzi di origine” e il dumping nel mercato del lavoro.

Più avanti ancora c’è l’Arci dietro i cui striscioni una squadra di tamburi batte il ritmo di una danza che numerosi manifestanti si mettono a ballare.

C’è l’AIAB ovvero l’associazione italiana per l’agricoltura biologica.

Ci sono i coordinamenti romano e laziale per l’acqua pubblica. Altro tema molto propagandato questo dell’acqua che richiama i temi dell’aggressione speculativa contro i beni comuni, tra i quali giova ricordarlo qui, c’è anche la conoscenza, come ben dice il documento congressuale della FLC Cgil.

Ci sono i social forum pontino, del Ponente genovese, abruzzese, e fiorentino. Quest’ultimo diffonde un volantino in caratteri gotici dove si racconta la storia del “mago Bolkestein” e del suo castello degli orrori.

Quando il corteo sfila sotto San Pietro in Vincoli, dalla terrazza sovrastante via Cavour viene srotolato un enorme lenzuolo bianco con la scritta “No oil”. Il lenzuolo è tenuto su da due biciclette che campeggiano appollaiate sulla balaustra. Che si tratti della Critical Mass?

Alla confluenza con i Fori Imperiali il corteo, che si snoda in discesa per via Cavour, si può vedere in tutta la sua imponenza: decine di migliaia di persone, con centinaia di bandiere e palloncini dietro allo striscione “Un’altra Europa è possibile”.

Il corteo che ormai sfila da ore guadagna rapidamente Piazza Venezia, Via delle Botteghe Oscure, Largo di Torre Argentina.

La conformazione leggermente in salita di Corso Vittorio Emanuele dona ai partecipanti un’ultima entusiasmante visione d’insieme dell’imponenza del corteo, prima che questo svolti nel vicolo che porta in piazza Navona.

In piazza Navona il corteo si disperde e si mischia con turisti e persone che passeggiano. I lavori in corso nella piazza non sono il massimo per tenere unito l’assembramento. Davanti al piccolo palco allestito in un angolo per la fine della manifestazione lo spazio è piuttosto angusto e la gente un po’ pressata. Lì in mezzo un banchetto dell’associazione contro la sclerosi multipla sta vendendo mele. Si tratta di un’iniziativa di beneficenza, ma visti i temi della manifestazione e gli slogan finora gridati contro la privatizzazione dei servizi sanitari, viene da chiedersi se non siano manifestanti anch’essi.

Roma, 17 ottobre 2005

Le nostre foto:
Durante la manifestazione

Parte il corteo

Inizio della manifestazione