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Organici: il confronto “tecnico” con il Miur

Un taglio drammatico, impossibile da mitigare con operazioni di “ingegneria” amministrativa. Dal prossimo settembre saranno licenziati oltre 30.000 lavoratori. Agghiacciante il taglio sull’organico Ata.

11/02/2009
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Si è tenuto ieri sera presso il Miur il tavolo tecnico sugli organici in preparazione dell'incontro con il Ministro previsto per oggi. Nel corso della riunione è stato presentato un sunto delle riduzioni previste ai sensi della legge 133/08 e delle successive bozze di Regolamenti. Il quadro presentato dall’Amministrazione conferma il taglio di 42.100 posti/cattedre docenti dal prossimo anno scolastico, con una riduzione drammatica soprattutto nella scuola secondaria di primo grado (oltre 16.000 cattedre in meno, in particolare nella classe di concorso Italiano, Storia e Geografia) e nella scuola primaria (quasi 12.000 posti in meno). Il resto del taglio è determinato dall’aumento degli alunni per classe, riconduzione delle cattedre a 18 ore, abolizione delle cattedre di salvaguardia e dalla riduzione dei punti di erogazione del servizio scolastico.

La FLC Cgil, oltre ad aver messo in evidenza l’enormità della riduzione su primaria e secondaria di secondo grado, ha affermato nel corso della riunione che prospettare un taglio di queste dimensioni significa mortificare la scuola pubblica, togliere risorse per la qualificazione della didattica e per la stessa funzionalità del servizio. Inoltre risulta affossata nei fatti l’autonomia organizzativa delle stesse istituzioni scolastiche strette nella morsa dei tagli all’organico di istituto e l’azzeramento dei fondi per il funzionamento didattico e amministrativo.

Abbiamo inoltre ricordato, anche se non era oggetto della riunione di ieri, la riduzione del 17% delle dotazioni organiche ATA che mina fortemente la funzionalità e sicurezza delle scuole oltre a rendere vane tutte le ipotesi di qualificazione dell’organizzazione del servizio. Così si mette in discussione lo stesso senso dell’unità dei servizi nella scuola dell’autonomia.
Infine abbiamo messo in evidenza il taglio, di cui nessuno parla, di quasi il 30% degli organici del personale educativo che renderà nei fatti impossibile l’ordinario svolgimento del servizio.

Il conto di Tremonti nel comparto sarà pagato dalle migliaia di lavoratori che il prossimo anno non avranno più un lavoro, nemmeno precario. Su questo punto abbiamo ribadito la necessità di una assunzione di responsabilità da parte del Governo.

Gli aggiustamenti e i piccoli spostamenti non risolvono il problema di fondo: la scuola deve pagare un prezzo di un miliardo e 400 milioni di euro solo per il prossimo anno.

All’incontro con il Ministro che si terrà oggi chiederemo risposte politiche e non escamotage.

Roma, 11 febbraio 2009