Inchiesta nazionale sul lavoro promossa dalla CGIL

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Pensioni personale scolastico: che cosa è cambiato con la legge di bilancio

Quota 102, Opzione Donna, Ape sociale: il Ministero dell’Istruzione deve dare indicazioni per consentire la presentazione delle domande sulla base dei nuovi requisiti previsti dalla manovra.

12/01/2022
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Con l’approvazione della Legge di Bilancio sono state introdotte modifiche dei requisiti di accesso al diritto a pensione che richiedono di aggiornare e riaprire le procedure anche nel settore scuola.

QUOTA 102

Sarà in vigore, per il 2022, la cosiddetta “Quota 102” che prevede il requisito minimo di 64 anni di età anagrafica e 38 anni di anzianità contributiva.

Il diritto, conseguito entro il termine del 31 dicembre 2022, potrà essere esercitato anche negli anni successivi.

OPZIONE DONNA

È stato prorogato l’istituto dell’Opzione donna, ricomprendendo le nate entro l’anno 1963 che abbiano maturato 35 anni di contributi effettivamente versati al 31 dicembre 2021.

Per accedere al suddetto trattamento pensionistico è necessario optare per il sistema di calcolo contributivo.

APE SOCIALE

La sperimentazione “APE sociale”, riconfermata per tutto il 2022, include tra i beneficiari nuove categorie di lavoratori che svolgono attività “gravose”. Tra queste, oltre agli insegnanti della scuola dell’infanzia, i docenti di scuola primaria in possesso di un’età anagrafica di almeno 63 anni e di almeno 36 anni di contributi , in servizio per almeno 7 anni negli ultimi 10 ovvero per 6 anni negli ultimi 7.

L’istituto interessa inoltre i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi il coniuge o parente convivente con certificazione di Legge 104, art. 3 comma 3, gli invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%, disoccupati che abbiano concluso la Naspi,

Per le suddette tipologie è richiesta un’anzianità contributiva di almeno 30 anni.

I requisiti contributivi sono ridotti, per le donne, di 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di due anni.

LE NOSTRE OSSERVAZIONI

Per la CGIL le misure adottate non offrono risposte strutturali alle tante criticità del sistema pensionistico e al bisogno urgente di riforma della legge Fornero. Occorre introdurre maggiore flessibilità in uscita e tutele per le donne, i giovani e coloro che si trovano in particolari condizioni di fragilità.

Per questo la previdenza deve tornare ad occupare l’agenda politica del Governo.

È urgente avviare concretamente il confronto, con l’obiettivo di una riforma strutturale del sistema pensionistico, sulla base dei contenuti indicati nella piattaforma sindacale unitaria.

Come FLC abbiamo sollecitato il Ministero dell’Istruzione a fornire al più presto indicazioni al personale che, alla luce della nuova normativa, intende presentare domanda di pensione.