Iscriviti alla FLC CGIL

Home » Scuola » Progetto di legge Aprea. Audizione delle OO.SS. presso la VII Commissione Cultura della Camera

Progetto di legge Aprea. Audizione delle OO.SS. presso la VII Commissione Cultura della Camera

Avviate le audizioni sul testo base della proposta Aprea. Presso il comitato ristretto della VII Commissione sono in discussione anche altre proposte di legge su: riordino degli organi di governo della scuola, stato giuridico dei docenti, reclutamento e formazione iniziale.

29/01/2009
Decrease text sizeIncrease  text size

Si è tenuta, il 27 gennaio scorso, presso la VII Commissione Cultura della Camera, l'audizione delle Organizzazioni sindacali di categoria sulle proposte di legge aventi per oggetto le norme di autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché la riforma dello stato giuridico dei docenti.
La Commissione cultura ha costituito un comitato ristretto con lo scopo di prendere in esame le varie proposte di legge sui citati argomenti, partendo dal testo base (PdL. n. 953) presentato al Parlamento dall'on. Aprea, presidente della VII Commissione, testo del quale abbiamo fornito informazioni e valutazioni fin dalla sua prima presentazione.

Intervenendo come FLC Cgil, abbiamo rilevato in premessa che siamo in presenza di un provvedimento che scardina alle radici il nostro sistema di istruzione e ciò richiede come non mai un confronto vero sia con il mondo della scuola che con la società.
Secondo la FLC, che al termine dell'audizione ha consegnato un'articolata memoria, il testo Aprea interviene in modo sostanziale sull'impianto costituzionale ed è proprio per questo che c'è la necessità di un approfondimento vero delle tante questioni che la proposta di legge affronta. A questo proposito abbiamo ricordato la lettera unitaria, a firma dei segretari generali confederali e di categoria dello scorso 23 luglio, nella quale si denunciava l'intenzione, contenuta nella proposta di legge, di intervenire sulla formazione in servizio, inquadramenti, progressioni di carriera e sulla retribuzione, nonché sui diritti di rappresentanza e di tutela dei lavoratori della scuola, prefigurando in tal modo il ripristino del regime pubblicistico su tali materie, ora di competenza contrattuale.

Abbiamo, quindi, elencato i punti principali della proposta Aprea che vedono la netta contrarietà della FLC Cgil: la possibilità di trasformazione delle scuole in fondazioni – che mina alle radici la funzione pubblica della scuola della Repubblica, a favore di una sua soggezione agli interessi politici ed economici estranei alla scuola quale comunità educante; il ritorno allo stato giuridico dei docenti; la mancanza assoluta di ogni riferimento al personale ATA - che è soggetto importante della scuola autonoma il cui ruolo va riconosciuto e valorizzato; le forme di reclutamento del personale ed i percorsi della formazione iniziale.

Abbiamo rilevato la contraddizione, su questi ultimi aspetti, con quanto deciso, nel luglio scorso, dal Ministro dell'istruzione che, in attuazione della norma contenuta nella Finanziaria 2008, Legge 244/07 art. 3 comma 416, ha costituito un gruppo di lavoro con il compito di " …definire i requisiti e le modalità della formazione iniziale e della attività procedurale per il reclutamento del personale docente….". Peraltro, abbiamo rilevato, non si può parlare del futuro sistema di reclutamento, senza prefigurare contestualmente soluzioni per chi è inserito nelle attuali graduatorie ad esaurimento, che vedono circa 250.000 persone, in possesso di titoli, accademici e professionali, accumulati in anni di precarietà, che attendono di conoscere il proprio destino occupazionale. Oltretutto con i tagli imposti dall’Economia, in alcune realtà territoriali e per alcune classi di concorso, si profila lo spettro di un loro mancato esaurimento nei prossimi anni!

Il fatto, poi, che si prefiguri la costituzione di un’area contrattuale, ridotta nelle competenze ma riservata ai soli docenti, con la evidente conseguenza, sottintesa a questo disegno, di affidare i destini contrattuali del personale ATA ad altra area, è in palese contraddizione con le proposte del ministro Brunetta che tende, al contrario ad una riduzione delle aree contrattuali attraverso l’accorpamento di quelle esistenti.
Secco no è stato ribadito anche sulla proposta della separazione delle carriere dei docenti, che tende a rompere l'unitarietà della funzione docente, con la creazione di insegnanti di serie a e di serie b: per la FLC il possesso dei necessari titoli richiesti per l'insegnamento è la condizione che definisce l’essere insegnante.

Ma anche la proposta di ridefinizione degli organi di governo dell'istituzione scolastica, operazione senza dubbio necessaria, svela un'idea di scuola subalterna alle scelte ed agli interessi di soggetti, privati, che si intende far entrare nell’attività di indirizzo dell’istituzione scolastica, la cui autonomia progettuale e professionale subirebbe, contrariamente a quanto si proclama, un pesante vulnus.

Nel concludere il nostro intervento, abbiamo affermato che la scuola ha certo bisogno di interventi che la migliorino anche sotto l'aspetto organizzativo ma le norme contenute in questa proposta di legge ottengono solo un unico e certo risultato: lo smantellamento della scuola della Repubblica, come la Costituzione l’ha pensata e disegnata.
Abbiamo infine chiesto all'on. Aprea di prevedere altri momenti di confronto sull'andamento dei lavori in Commissione, dato che molte sono le proposte di legge in materia presentate sia da parlamentari della stessa maggioranza che dall’opposizione e non sappiamo quale sarà il testo di legge che sarà sottoposto all’esame del Parlamento.

Ribadendo che l'impianto della proposta mira a scardinare il sistema di istruzione, riteniamo sia doveroso non considerarla come ordinaria proposta di legge e abbiamo auspicato che la maggioranza non tenti, ancora una volta, di " distrarre" l'opinione pubblica con dibattiti su questioni marginali.
La posta in gioco è alta e vanno fornite puntuali informazioni e garantito un confronto ampio dentro e fuori la scuola, perché dirompente sarebbe l'effetto del provvedimento, se venissero approvate le norme contenute nel provvedimento Aprea, non solo sul nostro sistema di istruzione, ma anche sul ruolo della scuola in rapporto al modello sociale ed economico che si intende costruire.
L'on. Aprea, nel chiudere la riunione, ha preso l'impegno di programmare altri momenti di confronto primo del passaggio del testo finale in sede referente. ribadendo che il testo sul quale continuerà a lavorare la Commissione è quello da lei proposto.

Roma, 29 gennaio 2009