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Scuola: incontro dei sindacati con il Ministro

L’incontro fra il Ministro della Pubblica Istruzione e le organizzazioni sindacali ha riguardato, in particolare, le Indicazioni nazionali ed il DPEF

11/07/2007
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Nel corso dell’incontro che si è tenuto ieri, 10 luglio, il Ministro della pubblica istruzione ha presentato alle organizzazioni sindacali la proposta di itinerario per l’introduzione delle nuove Indicazioni che, al termine di un percorso che durerà due anni, verranno recepite da un atto normativo definitivo in forma di Regolamento art. 3 Legge 400/1988 insieme alla revisione degli ordinamenti della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.
Attualmente il documento contenente le nuove Indicazioni è all’esame del Consiglio di Presidenza del CNPI per il prescritto parere.
Alle organizzazioni sindacali è stato presentato il percorso che il Ministro intende proporre per l’operazione connessa alla revisione delle Indicazioni Nazionali introdotte dal ministro Moratti con allegati al D.lgs 59/04.

Il documento è il risultato di un lavoro condotto in questi mesi dalla Commissione Ceruti che, il 3 aprile di quest’anno, ha presentato presso la Biblioteca Nazionale una prima elaborazione riguardante la cornice culturale che fa da riferimento alla elaborazione delle nuove Indicazioni, dal titolo “Cultura scuola persona”.

Il percorso formale, presentato dal Ministro, prevede l’invio alle scuole del documento attraverso un Decreto non regolamentare che si inscrive nell’ambito del potere di indirizzo politico del Ministro allo scopo di aprire un ampio confronto con le scuole, al termine del quale far seguire un atto formale di adozione regolamentare.
Tale operazione avviene con le stesse modalità adottate per il Regolamento sull’obbligo di istruzione nel biennio delle scuole superiori: 2 anni di sperimentazione, provvedimento formale, modifica degli ordinamenti (attualmente il Regolamento sull’obbligo è stato inviato al Consiglio di Stato).
I prossimi due anni vedranno anche il completamento della normativa che riguarda l’istruzione tecnico professionale, i Poli e l’istruzione tecnica superiore.

A seguire il Ministro ha dato informazione anche del reperimento di alcune risorse aggiuntive per la scuola, mediante una rivisitazione del bilancio del MPI, a cui si intenderebbe dare (una volta confermate le disponibilità e le entità), in linea di massima, la seguente destinazione:

  • 300 euro per ogni classe di scuola superiore per l’attuazione di corsi di recupero, nell’ambito di un’operazione tesa a ripristinare maggiore efficacia alla lotta all’insuccesso scolastico, a partire dalla modifica delle norme su debiti e crediti in funzione dell’esame di stato. Il Ministro ha lamentato che, a seguito di un’indagine, è emerso lo scarsissimo utilizzo dei fondi “IDEI” destinati alle attività di recupero tanto da far dire allo stesso che, se non venisse corretta questa situazione, tutto ciò potrebbe portare al ripristino dell’esame di riparazione;

  • ai laboratori scientifici inviando direttamente alle scuole 15 milioni di euro;

  • alle scuole aperte 9 milioni;

  • all’obbligo di istruzione 10 milioni;

  • ai libri di testo in comodato d’uso 10 milioni;

  • all’aggiornamento dei docenti privilegiando la formazione di tipo stanziale, 20 milioni;

  • alle attività musicali, 2 milioni;

  • alle attività artistiche, 2 milioni;

  • alle attività sportive, 2 milioni.

Il Ministro ha poi espresso la propria soddisfazione per l’approvazione in Consiglio dei Ministri di un Decreto Legge che stanzia 342 milioni per la scuola, primo segnale positivo - ha proseguito - di una scelta di investimento nel settore contro la tendenza a prevedere solo risparmio.
Ha anticipato alcuni interventi correttivi contenuti nel DDL Bersani ter in discussione alla Camera e ha annunciato l’intenzione di chiedere la partecipazione alle spese relative al sostegno all’handicap e agli alunni immigrati, al ministero delle politiche sociali e alle regioni.

La FLC Cgil, presente con il suo segretario generale Enrico Panini e con Luisella De Filippi della segreteria nazionale, ha dichiarato la propria condivisione alla proposta di darsi due anni di tempo per apportare cambiamenti dopo una fase di ascolto e di condivisione delle scuole, in discontinuità con le operazioni centralistiche e le forzature che avevano caratterizzato la politica del precedente ministro. Per quanto riguarda il rapporto fra Indicazioni nazionali, definizione di un percorso biennale di confronto e verifica, imminente avvio dell’anno scolastico 2007-2008, la FLC ha chiesto di non operare alcuna forzatura nella fase di avvio dell’anno scolastico imponendo, sotto forma di sperimentazione o altro, il cambiamento a prescindere da un’analisi delle specifiche condizioni.
Ha chiesto dunque di mettere a disposizione delle scuole il documento contenente le nuove Indicazioni lasciando ad esse, senza alcun suggerimento, l’eventuale decisione se modificare o meno la loro programmazione a partire dall’esperienza maturata in questi ultimi anni, passando invece ad una applicazione sperimentale su tutte le scuole a partire dal secondo anno quando la stessa discussione e confronto avranno cominciato a dare i primi frutti.

Sul resto, la FLC si è dichiarata d’accordo nel coinvolgimento di altri ministeri, compreso quello degli interni per le aree a rischio, per quanto riguardo l’utilizzo di risorse ricordando che su questo punto, rispetto al quale più volte in passato aveva sollecitato analoghe decisioni, occorre recuperare rapidamente un terreno perso in oltre un decennio.
Ha chiesto con forza di continuare a far vivere i contenuti della recente Intesa sulla conoscenza stipulata fra organizzazioni sindacali e Governo, dando seguito agli impegni sottoscritti mediante, innanzitutto, la costituzione del gruppo di lavoro, valorizzando l’insieme delle questioni sottoscritte e non selezionando fra queste, come ha fatto il DPEF, e confermando che la sede di verifica delle volontà del Governo di segnare una svolta su questi temi non potrà che essere la Finanziaria per il 2008.
Ha rivendicato l’urgenza di inviare all’ARAN la certificazione delle risorse a disposizione del contratto per quanto riguarda il bilancio del Ministero della Pubblica Istruzione, certificazione attesa ormai da diverse settimane ed in attesa della quale è stata interrotta la trattativa
Ha chiesto al ministro di aprire un tavolo per individuare una soluzione al grave problema sollevato dalla recente sentenza della Corte Costituzionale che, riscrivendo tutta la giurisprudenza di questi anni in materia, impone ai lavoratori ATA, trasferiti obbligatoriamente dagli enti locali alla scuola, a cui erano stati riconosciuti tutti gli anni di anzianità maturati dalla Legge 124, di rinunciare al riconoscimento dell’anzianità effettiva e, nel caso di sentenze positive non passate in giudicato, impone la restituzione delle retribuzioni ricevute a seguito di vertenze conclusesi a loro favore.

Il ministro ha rinviato anche al CNPI una puntuale proposta sul rapporto fra Indicazioni nazionali ed avvio dell’anno scolastico 2007-2008, ha rassicurato circa la prossima messa a disposizione della certificazione necessaria a continuare le trattative all’ARAN e ha informato di aver chiesto all’avvocatura un esame della situazione relativa alla sentenza della Corte Costituzionale in vista del richiesto incontro con le Organizzazioni sindacali.

Roma, 11 dicembre 2007