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Il Sole 24 ore: Alla Sapienza 600 tecnici promossi senza concorso

È polemica tra l'università La Sapienza di Roma e la Conferenza dei rettori

11/02/2000
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È polemica tra l'università La Sapienza di Roma e la Conferenza dei rettori. Nell'ateneo romano sono stati promossi nel ruolo dei ricercatori circa 600 tecnici laureati che operano nella facoltà di Medicina e che, in base al decreto legislativo 502/92, svolgono anche funzioni assistenziali.

Il decreto della Sapienza è stato bocciato senza appello.

Con una mozione la Conferenza dei rettori "stigmatizza il provvedimento con cui l'università di Roma La Sapienza ha promosso ricercatori tutti i tecnici laureati medici in base a una discutibile interpretazione delle norme vigenti e soprattutto senza alcun coordinamento tra gli atenei. Dà mandato al presidente di sollecitare un intervento di opposizione del ministero e, qualora possibile, della stessa Conferenza tenendo conto delle gravi ripercussioni del provvedimento sull'intero sistema universitario anche in termini di danno erariale e sulla difficile problematica dello stato giuridico".

I rettori, insomma, temono che la decisione della Sapienza inneschi una reazione a catena anche nelle altre università, trasformando ope legis i tecnici laureati in ricercatori.

Alla base della scelta di Giuseppe D'Ascenzo, rettore della Sapienza, c'è la legge 370/99, articolo 8, comma 10, che ha previsto per i tecnici laureati di Medicina attività di docenza, secondo quanto previsto dall'articolo 12 della legge 341/90. Per D'Ascenzo l'attività di insegnamento è incompatibile con lo status del personale amministrativo. "Ho interpellato esperti amministrativisti e civilisti - spiega D'Ascenzo - e ho richiesto anche un parere del ministero, secondo il quale questi atti ricadono nella sfera di autonomia dell'ateneo.

La soluzione adottata va nel senso di evitare problemi di tipo amministrativo e spreco di soldi da parte dell'università, perché in ogni caso avremmo dovuto bandire i concorsi riservati in base alla legge 4/99.

Questa strada sarebbe costata un sacco di soldi e un ingolfamento procedurale. Abbiamo semplicemente applicato ciò che la legge ci imponeva di fare".

Ora il ministero ha chiesto alla Sapienza gli atti per una verifica amministrativa. Intanto, il sottosegretario all'Università, Luciano Guerzoni chiarisce che "la volontà del legislatore era semplicemente estendere al personale laureato medico di ruolo la possibilità di svolgere attività di insegnamento", attraverso l'affidamento di supplenze.

Maria Carla De Cesari