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Lo "sguardo lungo" delle Scuole della Seconda Occasione

Elena Brighenti è l'autrice di "Ricomincio da me" (edizione:  Trento,  Provincia Autonoma di Trento - IPRASE del Trentino, 2006).

La dispersione scolastica è un fenomeno che non accenna a scomparire, nemmeno nelle aree meglio scolarizzate del nostro paese. Già dal 1995, tuttavia, con Libro bianco di Edith Cresson, la sua riduzione è stata messa tra gli obiettivi di indirizzo per le istituzioni formative europee in vista della lotta alla marginalità sociale e culturale, con l'intento di realizzare una società della conoscenza competitiva a livello globale. Si tratta di una prospettiva che guarda alla complessità della realizzazione di un progetto di Europa dei cittadini: uno ‘sguardo lungo' che esplora un orizzonte possibile.

Tra il 2005 e il 2007 l'Istituto provinciale per la ricerca, l'aggiornamento e la sperimentazione educativi  (IPRASE) del Trentino ha costituito una rete fra cinque progetti nazionali di ‘scuole della seconda opportunità' con l'intento di indagarne la complessità, ma soprattutto di far emergere gli aspetti che marcano peculiarmente queste esperienze.  Ne è derivata una ricerca approfondita che ha messo in evidenza alcuni tratti caratterizzanti, condivisi dalle diverse proposte, quali l'attenzione alla relazione educativa, il sostegno attento alla motivazione, la proposta di esperienze autentiche di apprendimento dalla vita e per  la vita, la significatività dei saperi per l'apprendente, lo stimolo e l'aiuto all'assunzione di responsabilità da parte del ragazzo o della ragazza rispetto alla propria formazione. Anche l'investimento da parte dei docenti in autoformazione permanente appare come tratto comune ai progetti della rete.

Queste esperienze testimoniano come "coltivare l'umanità" possa costituire, per molti operatori della formazione, un obiettivo  irrinunciabile nonostante l'indebolimento dei legami di solidarietà e della tensione verso la promozione e l'emancipazione di chi parte o si ritrova in posizione di svantaggio. E soprattutto segnalano alla scuola della prima occasione alcuni bisogni che anch'essa ospita, e che chiedono di essere riconosciuti e di ricevere risposte educative autentiche, rinnovate, competenti, lungimiranti.

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