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Il Nuovo-Torino, i professori occupano le scuole superiori

Torino, i professori occupano le scuole superiori Trascorreranno 48 ore negli istituti, notte compresa. Protestano contro la riforma Moratti e il decreto sulle 18 ore. In programma assemblee, dib...

04/06/2003
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Il Nuovo

Torino, i professori occupano le scuole superiori

Trascorreranno 48 ore negli istituti, notte compresa. Protestano contro la riforma Moratti e il decreto sulle 18 ore. In programma assemblee, dibattiti, cineforum e cene autogestite.
TORINO '#8211; Singolare forma di protesta per i professori delle medie superiori del capoluogo piemontese. Occuperanno le scuole e vi trascorreranno anche la notte, con tanto di pigiama e sacco a pelo. E non basta, durante le 48 ore di protesta sono in programma numerose altre attività: dibattiti, assemblee permanenti, spettacoli e cene autogestite cui parteciperanno anche genitori e studenti. Alla base della protesta ci sono la riforma della scuola, voluta dal ministro Moratti e il decreto sulle 18 ore, un decreto 'sfasciaorganici', che 'produce danni devastanti e permanenti alla qualità della scuola pubblica superiore'.

'L'occupazione - spiega Gino Giove, insegnante all' ITC Sraffa di Orbassano - durerà almeno un paio di giorni e di notti, ma potrebbe, in alcune situazioni, proseguire fino alla fine delle lezioni'. 'Nel corso della mobilitazione - ha aggiunto - non si interromperanno le attività didattiche al mattino per non danneggiare gli allievi in questa fase delicata dell' anno scolastico'.

La protesta 'amareggia' il direttore del Miur regionale, Luigi Catalano che, nei giorni scorsi, ha voluto incontrare i promotori della protesta per aprire un dialogo. "L' Ufficio - ha detto Catalano - ha previsto di prendere in considerazione tutte le segnalazioni di criticità per verificare se siano possibili interventi tecnici in grado di risolverle", disponibilità, tra l' altro, accolta da sindacati confederali e Snals. "Ritengo - aggiunge il direttore regionale - che vi fossero tutte le condizioni perché venisse meno il ricorso a forme di agitazione così clamorose. A meno che la questione oggi sul tappeto non sia colta semplicemente come un pretesto per avviare uno stato di agitazione permenante contro la riforma Moratti".

Ma gli insegnanti non si placano: nel pomeriggio pubblica correzione di compiti. Lo scopo è 'far emergere il lavoro sommerso'. 'Sono molte '#8211; spiegano gli insegnanti - le attività che rientrano nella busta-paga e che non sono riconosciute. Tra queste, oltre all'aggiornamento e alla preparazione di materiale didattico, la correzione degli elaborati degli allievi'.

(3 GIUGNO 2003, 15.27)