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Mattino: Roma, i docenti campani protestano al ministero

Dopo aver occupato nei giorni scorsi la direzione scolastica regionale, i lavoratori campani della scuola (e anche un drappello di studenti) hanno manifestato ieri mattina davanti al ministero dell’Istruzione

09/04/2006
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Il Mattino

Dopo aver occupato nei giorni scorsi la direzione scolastica regionale, i lavoratori campani della scuola (e anche un drappello di studenti) hanno manifestato ieri mattina davanti al ministero dell’Istruzione, a Roma, a sostegno della vertenza per gli organici e per un’offerta formativa di qualità nelle scuole della regione. «Convocati insieme agli altri sindacati dal ministero che ci doveva ”illustrare le iniziative dell’Amministrazione per la soluzione delle problematiche” della scuola campana, ci siamo visti negare - ha spiegato Franco Buccino della Flc Campania - l’incontro perché c’era davanti al ministero un gruppo di lavoratori. O forse perché non avevano nient’altro da dirci oltre le solite generiche rassicurazioni sul rispetto delle norme e una manciata di posti ovvero 116, complessivamente uno ogni 12 scuole. Siamo lontani anni luce dalle nostre richieste e dalle nostre aspettative». Riprende il sindacalista: «Ci saremmo aspettati che l’amministrazione ci dicesse quante classi sono state sdoppiate perché costituite con numeri superiori ai limiti di legge. Quanti posti in deroga sono stati riconosciuti alle scuole per un’effettiva integrazione degli alunni con handicap. Quali e quanti investimenti sono stati definiti per la sicurezza delle scuole. Soprattutto ci saremmo aspettati un primo significativo incremento della dotazione organica di docenti e lavoratori Ata per migliorare l’offerta qualitativa e quantitativa delle scuole campane e per rimediare a tagli insostenibili e indiscriminati: almeno 1400 posti, cioè uno per scuola, dei cinquemila da noi stimati necessari per metterci al livello degli altri territori». «Ci saremmo infine attesi - ha concluso Buccino - l’impegno del ministero per il ripristino di corrette relazioni a livello regionale fra amministrazione e sindacati, contro ogni logica clientelare e contro discrezionalità e inefficienze. Di tutto ciò non c’è traccia. Intraprenderemo nuove azioni di lotta».