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CREA: avviato il processo di stabilizzazione. Gli assegni di ricerca ricompresi nel Comma 1, art. 20, della Madia

L'incontro con le organizzazioni sindacali preannuncia un percorso positivo e apprezzabile per la stabilizzazione dei precari. Tuttavia, restano in discussione le questioni degli aventi diritto alla stabilizzazione della legge 125/2013 e degli operai agricoli.

23/02/2018
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Mercoledì 22 febbraio 2018 si è tenuto il previsto incontro con l’Amministrazione CREA, alla presenza del Presidente e del Direttore generale f.f., relativo alla procedura di stabilizzazione ai sensi del decreto Madia (art. 20 d.lgs. 75/2017).

Il Presidente ha presentato una prima ricognizione quantitativa dei dati relativi al precariato, con l’obiettivo di quantificare l’impegno economico-finanziario della procedura di stabilizzazione (art. 20, comma 1 e comma 2) mediante i Fondi assegnati dalla legge di bilancio ed eventuali altre risorse straordinarie destinabili a tale scopo.

Una prima notizia positiva riguarda la procedura che si intende adottare: si tratterà, infatti, di una procedura unica e contestuale per tutti gli aventi diritto (art. 20, comma 1 e comma 2, d.lgs. 75/2017) con avvio della stabilizzazione per i circa 423 stabilizzandi presenti in servizio tra il 22 giugno e il 31 dicembre 2017, secondo quanto previsto dal criterio di priorità dettato dalla norma (art. 20, comma 12).

La seconda buona notizia è che i periodi di lavoro prestati come assegnista di ricerca possono essere utilizzati a colmatura per il raggiungimento dei tre anni di servizio a TD per accedere alle stabilizzazioni di cui al comma 1, così come dice la Circolare interpretativa n. 3/2017 di Funzione Pubblica e come abbiamo sempre rivendicato come FLC CGIL in questi mesi, al fianco dei precari in mobilitazione per ottenere le stabilizzazioni. 

Bene anche per la proroga di questa consistente platea di stabilizzandi (art. 20, comma 8, d.lgs. 75/2017), che sarà sottoposta a delibera del Consiglio di Amministrazione CREA, insieme al piano di assunzioni per il 2018.

Con riferimento agli stabilizzandi non in servizio nel periodo tra il 22 giugno e il 31 dicembre 2017 (circa 103 unità) è prevista una seconda fase di stabilizzazione. Anche per questo personale l’Amministrazione ha convenuto la necessità di individuare percorsi utili ad assicurare il mantenimento in servizio sino all’assunzione in ruolo.

L’Amministrazione convocherà un Tavolo tecnico specifico con le organizzazioni sindacali, prima della pubblicazione dell’avviso di apertura della stabilizzazione e dell’avvio delle relative procedure.

Alcune ombre riguardano il tema della inclusione degli aventi diritto alla stabilizzazione in base alla legge 125/2013 (di conversione del decreto-legge 101/2013) e la posizione degli operai agricoli a tempo determinato (OTD). Si tratta di questioni sostanziali, relative a lavoratori con anzianità risalenti nel tempo ed ormai “storiche”, per le quali l’Amministrazione ha concordato la necessità di una soluzione.

Infine, sembra avviata a dirimersi la questione dell’aumento del Fondo per il trattamento accessorio in misura proporzionale ai nuovi ingressi con la stabilizzazione. Un tema sollevato da FLC CGIL, che potrà essere risolto con un intervento interpretativo specifico.

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