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Secondo Ciclo. Emanate le linee guida per l’obbligo di istruzione

Un anno dopo la sua istituzione e con grande ritardo sull’inizio dell’anno scolastico escono finalmente le linee guida sull’innalzamento a 16 anni dell’obbligo di istruzione.

07/01/2008
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Nel pieno delle vacanze natalizie, il 27 dicembre scorso sono state emanate le linee guida per l’obbligo di istruzione innalzato ai 16 anni di età dalla legge finanziaria 2007, che ne prevedeva l’attivazione dal 1° settembre, con l’avvio dell’anno scolastico. Non sfugge a nessuno dunque il ritardo con cui queste linee guida escono.

Esse in ogni caso completano gli atti preliminari dell’avvio di questa nuova esperienza: il 22 agosto scorso era stato approvato il regolamento, mentre alcune settimane prima una commissione incaricata all’uopo aveva predisposto il documento tecnico contenente le 8 competenze di cittadinanza e i 4 assi culturali. La scelta adottata infatti era quella di non intervenire sulla struttura organizzativa dei primi due anni con un biennio unitario , lasciando intatti i diversi percorsi liceali, tecnici, professionali e artistici e puntando piuttosto ad un’equivalenza formativa basata su una equivalenza di competenze da raggiungere al termine dei due anni.

Regolamento, documento tecnico, competenze e assi culturali erano state oggetto di una pubblicazione inviata alle scuole nel mese di novembre, mentre una lettera ai capi di istituto sull’argomento era già stata inviata dal Ministro nei mesi estivi.

Oggi il nuovo atto sulle linee guida sembra configurarsi come parte del Decreto Ministeriale datato 22 agosto 2007. Ad esso viene allegata una scheda di rilevazione per un primo monitoraggio della stato dei lavori di attivazione. Il tutto è accompagnato da una lettera del Ministro Fioroni, questa volta indirizzata non solo ai dirigenti scolastici ma anche ai docenti e a tutto il personale della scuola.

La lettera del Ministro

La lettera del Ministro ripercorre a grandi linee gli altri atti già citati attinenti l’argomento (legge finanziaria 2007, documento tecnico, lettera di agosto ecc.), nonché l’iter del documento sulle linee guida.

Richiama il ruolo insostituibile degli insegnanti e delle scuole nell’affrontare le sfide del nuovo traguardo posto dall’innalzamento dell’obbligo.

Ricorda il carattere sperimentale del tutto, per gli anni scolastico 2007-08 e 2008-09.

In fine traccia un parallelismo circa i criteri che accompagnano questa innovazione e quella relativa alle indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.

Le linee guida

Il documento si articola in una premessa, sette paragrafi e un’appendice. E’ molto diverso nella forma (meno nella sostanza) da alcune bozze che erano circolate in precedenza e accoglie tutti gli emendamenti avanzati dal CNPI , tranne l’ultimo (quello riguardante la quantificazione delle risorse). In sostanza l’azione del CNPI se da un lato ha ridotto la categoricità di alcune formulazioni rafforzando il ruolo delle autonomie scolastiche, dall’altro ha portato a un aumento dei riferimenti a conoscenze e contenuti disciplinari, rispetto a quelli riferiti alle competenze.

Premessa. Vengono esposte le finalità delle linee guida nell’accompagnare e nell’indirizzare i processi di innovazione e di sperimentazione che dovranno essere scelti autonomamente dalle singole scuole. Si esplicita che esse riguardano anche i percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale ex L. 296/06 fino al 2009-10.

Contesto di riferimento. Il contesto individuato è soprattutto quello dell’Unione Europea con le sue numerose indicazioni in merito a istruzione e formazione (a cui anche le 8 competenze si ispirano). Ma vengono fatti riferimenti anche alle norme sul diritto-dovere (sic!) fino al 18° anno di età, per sottolineare il carattere non terminale dell’obbligo, nonché agli ordinamenti scolastici (i diversi ordini di scuola che restano inalterati) e agli obblighi di servizio del personale stabiliti contrattualmente.

Aspetti generali. Si sottolinea il ruolo degli organi collegiali nella formulazione di modalità di lavoro che enfatizzino l’interazione disciplinare, l’apprendimento per competenze, l’utilizzazione di flessibilità curricolari e organizzative.

Orientamento e recupero. Originariamente il titolo era solo “orientamento”. “Recupero” sembra aggiunto in omaggio alle nuove iniziative sui debiti, così come sono stati aggiunti i passaggi sulla verifica degli apprendimenti e sul loro recupero. In ogni caso, l’obiettivo resta quello dell’esercizio della cittadinanza attiva da parte dei giovani. Strumenti: la centralità del giovane, l’orientamento, il coinvolgimento delle famiglie, la programmazione didattica educativa e infine l’osservazione dei risultati, il sostegno, il recupero.

Formazione. La formazione degli insegnanti (anzi, si sottolinea, di tutto il personale) , rivolta a un apprendimento da parte degli alunni “per competenze”, costituisce un po’ il cuore dell’operazione. Ma rispetto alle prime stesure del testo , piuttosto omologanti e dirigistiche ( task force, figure apposite, referenti ecc.), qui si enfatizza l’autonomia scolastica. L’ipotesi è quella di suscitare una discussione e un lavorio su nuova prospettiva educativa, metodologie interdisciplinari, interazione tra conoscenze e abilità, continuità con gli altri cicli.

Valutazione e certificazione. Viene sottolineato il carattere orientativo e non terminale del percorso biennale. In altre parole la valutazione dovrebbe incentivare la prosecuzione degli studi più che sanzionare il termine di un percorso obbligatorio. Tuttavia alle intenzioni non corrispondono gli strumenti, soprattutto in termini di “certezza della certificazione”. Il testo indica solo modelli di valutazione e di certificazione che possono servire da riferimento: i framework della UE, le pratiche valutative dell’OCSE e di altri organismi internazionali, le certificazioni dei percorsi sperimentali stato-regioni,i format di descrizione di competenze del Ministero del Lavoro.

Sostegno e osservazione del processo. Costituisce un altro dei punti cardine del percorso di attuazione sia per la sua relazione vuoi con l’attivazione vuoi con la formazione del personale sia perché su questi aspetti possono derivare vincoli organizzativi (monitoraggi, ad esempio) e temporali (aggravati dai ritardi nell’emanazione degli atti). Nella sostanza il Ministero insieme alla Agenzia per l’Autonomia Scolastica punta a costruire un servizio di consulenza on line, una biblioteca di esperienze, gruppi di lavoro locali a cui dovrebbero far seguito, alla base, reti, gruppi orizzontali e verticali ecc. Nello stesso tempo in collaborazione con l’Invalsi bisognerà prevedere la verifica della qualità del tutto. La prima scadenza per una verifica dello stato dell’arte è stata fissata al 30 settembre 2008 (molto più avanti di quanto previsto in origine, causa il ritardo nell’avvio del tutto).

Finanziamenti. Non vengono indicate cifre. Si indicano solo i cespiti a cui attingere: fondi legge 440/97, le risorse specifiche stanziate per l’innalzamento dell’obbligo (negli ultimi incontri si parlava di una trentina di milioni euro, ma al momento non ci sono conferme), i PON per le regioni coinvolte.

Appendice. L’appendice contiene riferimenti e citazioni da documenti del Consiglio d’Europa e del Parlamento Europeo.

La scheda di rilevazione

La scheda di rilevazione è un elemento che potrebbe destare qualche problema, come sempre quando si tratta di strumenti di controllo. Era stata infatti già criticata in sede di CNPI. La scadenza per questo controllo si colloca tra il 21 gennaio e il 24 aprile pp.vv. (arco di tempo in cui le funzioni sono aperte).

Argomenti della scheda sono le attività di informazione e diffusione (coinvolgimento dei docenti, degli studenti e delle famiglie, del personale ATA, diffusione di materiale), le modalità (organi collegiali o altre formule organizzative), l’organizzazione didattica e le attività di orientamento degli studenti e delle famiglie.

Roma, 7 gennaio 2008