Testo CCNL Istruzione e Ricerca

Home » Scuola » Dirigenti scolastici » Nell’incontro al MIUR il 4 ottobre chiederemo un netto cambio di direzione sulla valutazione dei dirigenti scolastici

Nell’incontro al MIUR il 4 ottobre chiederemo un netto cambio di direzione sulla valutazione dei dirigenti scolastici

Nelle prime misure adottate il MIUR e i Direttori Regionali dimostrano di non conoscere e non comprendere quale sia il lavoro dei dirigenti e in quali condizioni siano costretti a svolgerlo. Inaccettabili gli obiettivi, gli indicatori e gli strumenti di valutazione predisposti fino ad ora.

27/09/2016
Decrease text sizeIncrease  text size

Dopo l’incontro al MIUR del 14 settembre sulle Linee Guida per la valutazione dei dirigenti scolastici e sui materiali che saranno utilizzati per la loro applicazione da parte dei valutati e dei valutatori, non è stato convocato nessun altro incontro.

In quella occasione avevamo espresso i seguenti rilievi critici:

  1. Tutto l’impianto valutativo mostra i limiti derivanti dall’assenza di un vero confronto di tipo contrattuale con le OO.SS. rappresentative dei lavoratori.
  2. Le Linee Guida conservano le criticità già contestate in occasione della discussione sulla Direttiva Ministeriale per la valutazione (Direttiva 36 del 18 agosto 2016, registrata dalla Corte dei Conti il 2 settembre 2016.
    1. La grande distanza fra il profilo professionale assunto a riferimento dal Ministero e il lavoro effettivo dei dirigenti scolastici, sempre ridotti nel numero e sempre più gravati di adempimenti burocratici e di responsabilità.
    2. La mancanza di strumenti che garantiscano la necessaria omogeneità nazionale della valutazione dei dirigenti scolastici, dimostrata oggi dai comportamenti inaccettabili dei Direttori Regionali nella individuazione degli obiettivi regionali.
    3. L’assenza di un esplicito vincolo per i valutatori a tener conto del rapporto fra risorse assegnate e obiettivi affidati al dirigente.
    4. L’esiguità del numero di valutatori formati, esperti e competenti sia sui processi valutativi sia sul concreto lavoro dei dirigenti scolastici.
    5. La mancanza di garanzie della terzietà e dell’indipendenza dei valutatori scelti dai Direttori Generali regionali.
  3. I documenti fino ad ora predisposti per la realizzazione concreta del processo di valutazione aggravano ulteriormente il lavoro dei dirigenti scolastici.
  4. I materiali che accompagneranno il processo di valutazione contengono indicazioni che limitano fortemente l’autonomia professionale del dirigente scolastico in numerosi ambiti: da quello delle relazioni con gli organi collegiali e con le rappresentanze sindacali di scuola a quello della gestione delle risorse finanziarie e dei rapporti con le famiglie.
  5. L’apprezzamento del dirigente scolastico, effettuato con un questionario somministrato solamente ai docenti, appare del tutto parziale e incongruo per il peso attribuito nella valutazione, rispetto a quanto previsto dalla legge 107/2015.

Conseguentemente avevamo avanzato le seguenti richieste:

  1. Avviare al più presto un vero confronto sindacale finalizzato alla stipula di un’intesa sulla valutazione e sul rapporto fra valutazione e retribuzione di risultato per assicurare l’omogeneità dei Contratti Integrativi Regionali annuali sulla retribuzione dei dirigenti scolastici e per ridurre al minimo le possibili differenziazioni retributive in modo da enfatizzare il carattere sperimentale della valutazione e ridurre  le conseguenze delle incongruenze e degli errori  inevitabili in ogni processo innovativo.
  2. Inserire nelle Linee Guida le indispensabili garanzie di competenza, esperienza e terzietà dei valutatori.
  3. Eliminare dai documenti di valutazione qualsiasi auto attribuzione di punteggi da parte del dirigente scolastico valutato.
  4. Definire obiettivi e azioni professionali alla luce delle effettive competenze dei dirigenti scolastici nel rapporto con agli organi collegiali e nel rispetto del CCNL scuola.
  5. Eliminare dai documenti per l’attuazione del processo valutativo questionari reputazionali da somministrare ai docenti.
  6. Prestare molta attenzione e rispetto nell’individuazione delle azioni del dirigente scolastico alle funzioni e alle competenze stabilite dalle norme di legge e dai contratti.
  7. Evitare di individuare come risultati delle azioni del dirigente “evidenze” che sono invece il risultato del lavoro dell’intera comunità professionale o sono fortemente condizionate da fattori esterni alla scuola.
  8. Rispettare l’autonomia delle scuole e dei dirigenti scolastici e, in particolare degli organi collegiali e dei tavoli della contrattazione integrativa, non individuando indicatori e relativi livelli quantitativi su ambiti come l’uso delle risorse finanziarie e contrattuali che devono continuare ad avere come unico riferimento la libertà di scelta delle singole scuole.

Il MIUR non ha dato risposta alle richieste della FLC CGIL e delle altre OO.SS. e non ha convocato alcun incontro, né in sede tecnica, né, come richiesto, in sede politica e nel frattempo diversi Direttori Regionali hanno iniziato a pubblicare atti formali che individuano “obiettivi regionali” che avrebbero dovuto, a norma della Direttiva 36/2016, essere “in armonia” con le Linee Guida, che non sono state ancora emanate, e essere definiti “con riferimento al contesto territoriale”.  Si tratta dunque di atti gravemente viziati sul piano della legittimità e non coerenti con la norma che si avventurano anche, in qualche caso, nella individuazione degli indicatori quantitativi per la valutazione attribuita dall’articolo 3 del DPR  80/2013 alla competenza dell’INVALSI.

Siamo dunque di fronte comportamenti e atti formali dell’Amministrazione che accrescono e giustificano il nostro dissenso e lo stato di forte preoccupazione che attraverso tutta la categoria.

I dirigenti scolastici non sono contrari alla valutazione, l’hanno sperimentata più volte negli ultimi quindici anni partecipando a tutte le sperimentazioni. I dirigenti scolastici però esigono una valutazione partecipata, non gravosa e invasiva, efficiente e non sanzionatoria, trasparente ed equa, affidata a soggetti esperti, competenti e terzi rispetto all’amministrazione, finalizzata al miglioramento ed allo sviluppo professionale. Quanto si sta costruendo non va in questo senso; a maggior ragione se ne deriveranno evidenza pubblica dei risultati e rilevanti conseguenze sulla retribuzione.

Il giorno 4 ottobre alla Ministra Giannini chiederemo di fermare un processo che è iniziato male e sta continuando in modo peggiore e di avviare subito un confronto vero con le OO.SS. rappresentative dei dirigenti scolastici.