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Docenti precari: nuove FAQ del Ministero sulle assunzioni delle fasi b) e c)

Confermate le indicazioni che avevamo già fornito. Manca ancora chiarezza su alcune questioni.

06/08/2015
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Il Ministero ha pubblicato un aggiornamento delle FAQ per le assunzioni relative alle fasi b) e c) delle assunzioni dei docenti.

È stata sostituita, nella FAQ 10, l’espressione "soppressione" delle GAE con "fino al loro esaurimento", rendendo più chiara la situazione, anche se resta il rischio di non trovare disponibilità nei prossimi anni nella propria provincia o di un successivo provvedimento legislativo che le chiuda definitivamente.

Nelle altre FAQ sono chiariti alcuni dubbi relativi alle procedure di assegnazione e di mobilità che confermano quanto avevamo già indicato nella nostra scheda, ma che risultano ancora imprecise e fuorvianti.

Segnaliamo la FAQ 21 che chiarisce che si resta in servizio nella propria provincia senza raggiungere la sede assegnata, se si ha in corso una supplenza (annuale o al 30/06). La limitazione relative al 15 settembre indicata nel DDG 767/15 era errata, in quanto legge 107/15 non prevede alcuna limitazione temporale. Pertanto non ci sono limitazioni temporali come ci è sttao confermato anche nel corso di un incontro al Ministero. È quindi importante, come indicato nella FAQ 20, che le supplenze siano assegnate prima dlela fase b).

Anche per la procedura di assegnazione delle province agli aspiranti (FAQ 22) viene indicate una modalità che sembra una semplificazione della complessità della procedura stabilita dalla legge.

È anche da chiarire in che modo si possano applicare a livello nazionale le riserve dei posti (ad es. Legge 68/99, legge 407/98).

Restano ancora aperte altre questioni, ma un primo intervento sulle fasi risolverebbe molti dei problemi che i precari stanno affrontando in questi giorni: l’unificazione delle fasi b) e c) che riporterebbe equità di trattamento tra gli aspiranti.

La FLC CGIL da subito ha chiesto all’Amministrazione e alla politica di sanare questo grave vulnus che crea disparità di trattamento. Rimaniamo in attesa di una risposta che se non dovesse arrivare dimostrerebbe ancor di più che non c’è un reale interesse a garantire che la scuola pubblica assolva al suo mandato costituzionale.