Contro la regionalizzazione del sistema di istruzione fima anche tu

Home » Scuola » Scuola: obbligo scolastico, il Ministro scrive ai Presidi

Scuola: obbligo scolastico, il Ministro scrive ai Presidi

Il Ministro presenta il percorso di sperimentazione biennale da avviare per rendere effettivo l'innalzamento dell'obbligo di istruzione sancito dalla finanziaria 2007.

14/08/2007
Decrease text sizeIncrease  text size

In attuazione del comma 622 della legge finanziaria 2007, dal prossimo settembre tutti gli studenti usciti dalla terza media, sono soggetti all’obbligo di istruzione, sono cioè obbligati a prolungare il proprio percorso di istruzione per altri due anni, in un biennio di scuola superiore o, transitoriamente, nei percorsi sperimentali triennali la cui sopravvivenza è stata sancita dal comma 624 della finanziaria, fino alla messa a regime dell’obbligo di istruzione decennale.

Si tratta di un’innovazione di grande rilievo che può favorire il reale allargamento dei diritti e delle opportunità a tutti i ragazzi, al di là delle diverse condizioni di partenza, superando la separazione precoce dei percorsi introdotta con la legge 53/03.

Naturalmente vanno garantite le condizioni per rendere effettivo il diritto di tutti all’istruzione almeno fino ai 16 anni di età ripensando l’impianto didattico e metodologico attuale .

Non basta infatti sancire per legge l’innalzamento dell’obbligo di istruzione, è estremamente importante ripensare interamente le coordinate culturali e professionali che devono sostenere l’innovazione, accompagnare con percorsi di formazione l’impegno dei docenti, monitorare e valutare accuratamente le tappe del percorso.

Un percorso lungo, complesso che deve assumere i caratteri della processualità, in cui le proposte, gli aggiustamenti, i contributi siano l’esito di un’azione partecipata e condivisa fra scuole e istituzioni.

Siamo all’inizio del percorso, dopo un lungo periodo di silenzio del Ministero rotto soltanto il 12 giugno con la convocazione di un tavolo politico con le organizzazioni sindacali che aveva lo scopo di presentare la proposta di Regolamento per l’innalzamento dell’obbligo di istruzione nel biennio della scuola superiore.

Tale bozza di Regolamento, insieme agli allegati contenenti gli Assi culturali , le Competenze chiave di cittadinanza e un documento tecnico di accompagnamento, sono poi stati inviati al CNPI per il prescritto parere , formulato in data 2 luglio In attesa che anche il Consiglio di Stato si pronunci sulla bozza di Regolamento, il Ministro ha preso carta e penna e ha scritto una lunga lettera ai “Presidi”, nella quale presenta il percorso che si prevede di mettere in atto nei prossimi due anni per sperimentare questa innovazione in un quadro ordinamentale che però per ora rimane immutato.

Gli aspetti salienti di tale percorso sono questi:

"il nuovo obbligo si inscrive nel quadro delle norme sul diritto /dovere all’istruzione, è un passaggio obbligatorio che non ha i caratteri della terminalità né un proprio ordinamento, la sperimentazione dura due anni e non modifica gli attuali ordinamenti della scuola superiore, i saperi disciplinari devono essere finalizzati al raggiungimento delle competenze indicate che devono trovare forme di certificazione, in collaborazione con l’Agenzia per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastico e con l’Invalsi verranno attuati monitoraggi e valutazioni, in collaborazione con le associazioni professionali verrà attuato un piano di formazione per i docenti. Tutto ciò è finalizzato ad allineare al 2009 la messa a regime di tutti i percorsi di revisione attuati, dalle nuove Indicazioni per il primo ciclo, al nuovo assetto per il secondo ciclo come previsto dalla legge 40/07, alla messa a regime del biennio obbligatorio in cui va a compimento la transizione dei percorsi triennali".

Sulla forma di comunicazione scelta dal Ministro, rileviamo che sarebbe stato molto opportuno rivolgere la lettera oltre che ai “Presidi”, ai docenti, che non meno dei “Presidi” hanno un ruolo centrale nella messa in atto di questa importante innovazione, ruolo che deriva loro dall’essere i protagonisti del cambiamento in attuazione dell’autonomia didattica che compete al Collegio dei docenti.

Inoltre esprimiamo preoccupazione per l’assenza di una vera campagna di orientamento e informazione su un’innovazione che riteniamo di straordinaria importanza, come già fatto invece in modo molto efficace per i cambiamenti riguardanti l’istruzione tecnica e professionale.

Quanti infatti sono al corrente che nella scuola superiore è stato introdotto l’innalzamento dell’obbligo di istruzione? Quante famiglie possono dirsi consapevoli del cambiamento che la scuola sta per affrontare? Una partecipazione ampia della società, delle famiglie e del mondo della cultura potrebbe favorire invece un esito positivo che non si può delegare soltanto alla cerchia ristretta degli addetti ai lavori.

Il valore e il senso di tale innovazione rischia dunque di perdersi nel rumore di fondo se non sufficientemente sostenuta e anche le novità rappresentate dal processo di cambiamento che si vuole mettere in atto, rischiano di essere vissute come un fatto burocratico che non cambia nulla nel panorama attuale.

Ci avviamo ormai verso la metà di agosto e alle scuole non è ancora stato inviato nulla, è necessario utilizzare bene lo scarso tempo rimanente per sensibilizzare e sollecitare la giusta attenzione sulle novità in arrivo.

Roma, 10 agosto 2007