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Francia: un sindacato di lotta e trasformazione sociale

A St. Malò il 9° congresso dello SNUipp, principale sindacato della scuola primaria francese, a 20 anni dalla sua fondazione.

17/06/2013
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Si è svolto dall’11 al 14 giugno a Saint Malo in Bretagna il 9° congresso nazionale dello SNUipp (Syndicat National Unitaire des istituteurs, des professeurs des ecoles et du PEGC) il principale sindacato della scuola primaria e della scuola materna francese (oltre il 48% dei consensi nelle ultime elezioni professionali) aderente alla FSU (Federation Syndicale Unitaire), principale federazione dell’educazione d’oltralpe. Il congresso festeggiava anche il 20° anniversario della fondazione del sindacato nato nel 1993 da una scissione del fortissimo SNI-FEN e balzato in una decina di anni al primo posto delle scelte dei maestri francesi.

L’asse della discussione si è mantenuto sulla linea di un sindacato di lotta e di trasformazione della scuola, una trasformazione i cui attori siano soprattutto gli insegnanti e non tanto i provvedimenti governativi, in coerenza con il profilo disegnato nel recente congresso della FSU di un sindacato di lotta e di trasformazione sociale. L’elezione di Hollande, infatti, se ha dato un respiro assai diverso ai problemi scolastici, certo non comparabili, anche per ragioni economiche, con quelli di Italia, Spagna, Portogallo e Grecia, non ha però rappresentato una netta rottura con le politiche precedenti. L’impressione è che il governo si appresti più a gestire l’esistente che a cambiarlo, nonostante alcune promesse che però rischiano di essere affondate dalle politiche di scarso investimento nel sistema scolastico.  Una pratica che contrasta con le spinte al cambiamento in direzione del successo per un numero sempre più alto di alunni perseguite dallo SNUipp. La stessa idea, di cui si sta ragionando, di “più insegnanti che classi” rischia di naufragare su un misero 11 insegnanti su 10 classi, un modello, per intenderci, ben distante dai nostri tempi pieni e moduli classici e assai più vicino alle frontalità a cui la nostra stessa scuola è stata costretta con i tagli gelminiani. Sicché la misura che al momento fa più discutere è quella dei cosiddetti “ritmi scolastici” vale a dire l’allungamento della settimana lavorativa da 4 a 5 giorni per gli insegnanti (in Francia non si fa lezione il mercoledì e il sabato) ferme restando le 24 ore settimanali di lezione, che è anche quella che ha provocato la più forte reazione nel corpo docente con il grande sciopero del 12 febbraio.

Questa “riforma dei ritmi” , dal momento che viene applicata a macchia di leopardo, fa temere quasi una municipalizzazione in un sistema storicamente rigidamente nazionale ed ha costituito buona parte delle argomentazioni del cosiddetto primo tema del congresso: quello relativo alle questioni educative e pedagogiche, per altro verso ruotanti intorno al problema degli insuccessi scolastici e dei relativi supporti educativi e al problema della formazione degli insegnanti, con una attenzione particolare verso le giovani leve (circa il 29% di queste sono iscritti al sindacato ed un altro 27% è potenzialmente iscrivibile, circa il 71% giudicano insoddisfacente la loro formazione, mentre tra i loro problemi pesa soprattutto la difficoltà di conciliare l’insegnamento con la vita privata, il carico di lavoro e l’eterogeneità delle classi).,

Il congresso, dai documenti alla gestione per commissioni, era infatti organizzato per temi: oltre a questo già citato, gli altri due riguardavano i diritti del personale e il profilo politico del sindacato.

Sul secondo tema le questioni erano soprattutto quelle legate alle remunerazioni e all’equiparazione dei vantaggi salariali della primaria a quelli della secondaria (carriere hors-classe e indennità).

Del terzo tema si è già detto: la scelta è quella di un sindacato di lotta e trasformazione sociale, a vocazione maggioritaria, presente nei movimenti sociali a livello nazionale e internazionale (insieme alla FSU lo SNUipp è sempre stato presente nei social forum mondiali ed europei ed anche nel recente Alter Summit di Atene)

Al congresso erano presenti rappresentanti dell’ETUCE-CSEE, di altri sindacati e associazioni professionali e studentesche francesi  e dei sindacati della scuola olandesi (AOb), inglesi (NUT), portoghesi (Fenprof) e italiani (UIL Scuola  e FLC CGIL).