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Internazionale dell’educazione. Libertà accademica sotto minaccia

La IE presenta alla Conferenza internazionale di Malaga sull’istruzione superiore e la ricerca un rapporto sulle crescenti minacce ai diritti e alle libertà fondamentali nell’ambito accademico.

14/11/2007
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Studiosi arrestati senza alcun processo; accademici cui non è consentito uscire dal proprio paese; ricerche su argomenti delicati soppresse, studenti spiati; registri dei libri in prestito consegnati alle autorità – questi sono solo alcuni degli esempi citati in un rapporto presentato alla sesta conferenza internazionale sull’istruzione superiore e la ricerca. In un clima mondiale di sempre maggiori restrizioni alle libertà e ai diritti individuali, le leggi antiterrorismo stanno avendo un profondo impatto sulla libertà d’insegnamento e sulla libertà d’espressione degli studenti. Anche nelle società democratiche.

Alla base di ciò, secondo il segretario generale della IE, Fred van Leeuwen, le limitazioni politiche ed ideologiche imposte dai governi che non consentono agli studiosi di esprimersi apertamente e di fare ricerche che potrebbero danneggiare le elite; la crescente commercializzazione e privatizzazione delle università che devono affrontare consistenti tagli dei finanziamenti pubblici e di conseguenza affidarsi sempre più a quelli privati; l’erosione della governance collegiale delle università e l’emergere di modelli di gestione a carattere governativo.
In un settore tra i più globalizzati ,come quello dell’istruzione superiore, è quindi necessario per i sindacati, i docenti e gli studenti definire azioni comuni per difendere la libertà di pensiero, d’insegnamento e di ricerca. Tra gli esempi citati, l’iniziativa del tre maggiori sindacati americani del settore che hanno lanciato l’iniziativa "Free Exchange on Campus," per contrastare le minacce legislative alla libertà d’insegnamento e l’approvazione da parte del Parlamento norvegese di una legge che include meccanismi di protezione alla libertà accademica.

Roma, 13 novembre 2007