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La protesta dei lavoratori dell’ISTAT

Comunicato stampa di Enrico Panini

21/12/2004
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COMUNICATO STAMPA DI ENRICO PANINI

La protesta dei lavoratori dell’Istat, in corso da diversi giorni, ha due grandi meriti.

Il primo è quello di denunciare una situazione insostenibile a causa di precise scelte del Governo: la drastica riduzione degli investimenti economici ed il ricorso alla precarizzazione selvaggia mettono in ginocchio il funzionamento degli Enti di ricerca e rendono più povero il Paese.

L’altro merito è quello di rendere evidente l’irresponsabilità con la quale il Governo, a 36 mesi dalla scadenza del contratto, continua a non voler aprire le trattative per il rinnovo contrattuale.

L’unica azione che ha messo in campo si è caratterizzata per uno spostamento continuo dei ricercatori, di volta in volta, dentro e fuori il comparto contrattuale.

La denuncia del pesante attacco alla ricerca pubblica e la richiesta di apertura delle trattative contrattuali sono stati al centro dello sciopero dell’intera giornata del 30 novembre proclamato dai sindacati confederali, hanno caratterizzato la manifestazione nazionale che la FLC Cgil ha promosso il 15 dicembre, sono stati denunciati con la bella iniziativa dei ricercatori precari durante la trasmissione "Telethon", ora sono le lavoratrici ed i lavoratori dell’Istat che proseguono la mobilitazione.

Di straordinaria importanza il fatto che oggi, al sit in davanti alla Camera dei Deputati, tanti lavoratori degli Enti di ricerca abbiano ribadito le ragioni della protesta.

Questo Governo scommette sull’ignoranza del Paese, la protesta di questi giorni indica che è urgente imboccare un’altra strada.

Roma, 21 dicembre 2004