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Verso la mobilitazione nazionale delle realtà del sociale: “Ora decidiamo noi”

18 novembre, mobilitazione nazionale dell’Unione degli Studenti con FLC CGIL e diverse organizzazioni sociali per una riforma radicale della scuola e per una società alternativa. Il 18 ottobre davanti al Miur presentate le rivendicazioni.

18/10/2022
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A partire dagli Stati Generali della scuola a febbraio scorso - esordisce Bianca Chiesa, coordinatrice dell’Unione degli Studenti - abbiamo portato avanti la costruzione di una proposta condivisa con le realtà del sociale sul nuovo modello di scuola necessario al cambiamento della società tutta. La piattaforma verso la piazza del 18 novembre vede le nostre rivendicazioni organizzate su 5 pilastri: rivendichiamo una legge nazionale sul diritto allo studio, l’abolizione dei PCTO a favore dell’istruzione integrata, maggiore rappresentanza e partecipazione, scuole sicure e che tutelino la nostra salute fisica e mentale e un nuovo statuto dei diritti di studentesse e studenti”.

“Come universitari non possiamo accettare ancora di essere il fanalino di coda, di subire precarizzazione e marginalizzazione - afferma Andrea Ciuffarella dell’esecutivo nazionale di Link coordinamento universitario - le università non sono aziende, vogliamo una didattica attenta e inclusiva, con spazi adatti, non possiamo studiare per terra! Vogliamo il reddito di formazione e l'università gratuita, il diritto all'istruzione non si paga! Per una università,
una scuola e una società della cura, che tutelino il benessere psicologico delle studentesse, per dei luoghi della formazione davvero attraversabile: ora decidiamo noi!"

“Il 18 Novembre saremo nelle piazze di tutta Italia per mandare un messaggio chiaro alle istituzioni di questo paese:basta negare il diritto al futuro alle giovani generazioni - dichiara Manuel Masucci coordinatore della Rete della Conoscenza - Vogliamo subito un reddito che possa emanciparci dalle condizioni materiali delle nostre famiglie, investimenti in istruzione e ricerca per immaginare un sistema produttivo diverso e sostenibile per il futuro, oltre a mettere in campo politiche attive per non far pagare le crisi alle giovani generazioni”.

“Anche noi saremo in piazza il 18 novembre perché vogliamo che il nuovo Parlamento e Governo italiano facciano spazio a studentesse e studenti senza strumentalizzazioni e li sostengano nelle riforme necessarie. Dare nuova forza agli strumenti e agli spazi di partecipazione non è un esercizio di stile, ma mezzo tramite il quale contribuire al contrasto delle disuguaglianze educative, contrastare la dispersione scolastica, favorire il benessere e garantire spazi sicuri e inclusivi. Con la campagna Possiamo Tutto, promossa insieme a UdS, chiediamo una riforma degli strumenti di partecipazione e rappresentanza con l’obiettivo di aumentare il potere decisionale di studentesse e studenti, favorire la loro partecipazione e metterli al centro delle decisioni che li riguardano” aggiunge Corinne Reier, Community Engagement & Campaigns Officer di ActionAid Italia.

“La FLC  partecipa e sostiene questa mobilitazione” aggiunge Francesco Sinopoli, segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL. “Riteniamo infatti fondamentale la convergenza del lavoro con giovani e movimenti. La guerra, il surriscaldamento e la crisi rendono sempre più urgente non solo un diverso modello di sviluppo, ma una vera e propria coscienza di specie”. “Saremo allora in piazza il 18 novembre”, prosegue, “in una giornata che chiede questa svolta a partire da scuola e università: dal diritto allo studio, con l’accesso gratuito all’università, sino all’immediata abrogazione, con le morti che si ripetono, dell’obbligo del PCTO in favore dell'istruzione integrata”.

Libera associazione contro le mafie aderisce alla mobilitazione nazionale del 18 novembre. Per sottolineare un rinnovamento radicale del mondo scolastico nelle politiche, nelle pratiche e nei linguaggi. A partire da quanto condiviso coralmente nei cinque pilastri del manifesto scritto agli Stati Generali della scuola scenderemo in piazza per ribadire un impegno attivo che metta al centro l'educare, le vite e i bisogni dei ragazzi e delle ragazze. A partire dai cinque pilastri ma non solo ci sentiamo richiamati ad una responsabilità collettiva e che ci vedranno protagonisti insieme il prossimo 18 novembre”.

“Come Rete Mai Più Lager – No ai CPR riteniamo importante essere a fianco del mondo studentesco: la scuola è uno dei primi luoghi in chi si manifestano in maniera inarrestabile i cambiamenti della società. La scuola della Costituzione è quella che si riconosce nel rispetto dei diritti che devono essere garantiti a tutte e tutti: non importa dove sei nata/o, da dove arrivi o dove vuoi andare”.

Sbilanciamoci sarà in piazza con gli studenti il 18 novembre per chiedere un piano di investimenti straordinario per l'istruzione pubblica da finanziare con il taglio della spesa militare e con l'aumento della tassa di successione sulle eredità di oltre 1 milione di euro". “Diffondere e condividere conoscenza e consapevolezza sulla salute mentale, su che cos’è, su quali sono i diritti delle persone è essenziale per costruire una rete di soggettività che diano vita ad un’altra idea di scuola, di comunità e di salute - afferma Brigata Basaglia - fare divulgazione sulla salute mentale ma anche sulle connessioni tra i vari aspetti come il capitalismo che nuoce gravemente alla salute delle persone, la questione ambientale e ecologia, il patriarcato e la violenza di e del genere, il razzismo e la razzializzazione, l’abilismo, tutte variabili determinanti nel peggiorare il nostro stato di salute”.

“Come femministe e transfemministe - dichiara Non Una di Meno - continueremo a mobilitarci per una società completamente trasformata: fatta di libertà, dignità, apertura, cura, autodeterminazione, diritto allo studio e al reddito, sanità pubblica a una scuola che sia veramente esperienza di una cultura inclusiva e transfemminista. Convergeremo sulla data del 18 novembre perché la rivoluzione può esistere solo se anche transfemminista”.

“Ognuno dei pilastri che abbiamo costruito rappresenta uno dei punti delle nostre rivendicazioni - conclude Alice Beccari, responsabile della comunicazione - Pretendiamo una rivoluzione del modello attuale dei luoghi del sapere, scuole libere, inclusive attente al benessere psicologico e fisico degli studenti, lontane dal sistema di sfruttamento tipico del mondo del lavoro e dove i nostri diritti sono rispettati. Questo percorso verso la mobilitazione nazionale del 18 novembre deve essere condiviso con le realtà del sociale perché sulla scuola, sulle università e sul nostro futuro ORA DECIDIAMO NOI”.

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