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Lombardia: piano straordinario di assemblee della FLC CGIL in tutti i luoghi di lavoro

Le riforme si fanno col dialogo e sul merito delle questioni, non si calano dall’alto.

16/02/2024
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A cura della FLC CGIL Lombardia

Aspettavamo soltanto i dati per averne la conferma: i tentativi di sperimentazione del Liceo Made in Italy e della “filiera” tecnico-professionale sono stati sonoramente bocciati dai collegi docenti e dalle famiglie, perché privi di contenuti e scopi educativo-formativo-pedagogici.

I numeri sono impietosi: soltanto 31 iscrizioni per il Liceo Made in Italy e soltanto 21 classi avviate alla sperimentazione della “filiera”.

Dopo le perplessità del Consiglio Superiore per la Pubblica Istruzione (CSPI) che ha fornito pareri contrari, dopo la stroncatura degli organi collegiali, anche le famiglie hanno mostrato completo disinteresse per questi percorsi scolastici che si propongono di attaccare il diritto allo studio accorciando e comprimendo il tempo scuola e impoverendo l’offerta formativa delle Scuole Statali, nel tentativo di curvare la formazione e l’educazione dei giovani futuri cittadini a favore di un precoce ed asettico inserimento nel mercato del lavoro.

Si tratta di una dura lezione di metodo di cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito dovrebbe fare tesoro: le sperimentazioni non si calano dall’alto, ma devono essere frutto di una meditata e condivisa costruzione dal basso, un atto collettivo. La scuola si conferma una comunità educante democratica in cui prevale la missione costituzionale, perché la scuola forma cittadini, non ingranaggi.

La FLC CGIL Lombardia ha vigilato per il corretto svolgimento di una discussione democratica, libera ed autonoma: continuerà a farlo dando supporto al personale scolastico che vede realizzarsi nella scuola la missione costituzionale che le è propria, contrapposta ai tentativi di curvature neoliberali e capitalistiche.

Anche per questo tutte le strutture della FLC CGIL Lombardia sono attivate da giorni per la realizzazione di un piano straordinario di assemblee in tutti i luoghi di lavoro, a partire dal 20 febbraio (assemblea regionale), e di attivi di RSU e delegati: il nostro obiettivo è quello di costruire una coscienza collettiva alternativa all’idea di pensiero unico autoritario e padronale con il quale si vuole governare oggi.